“L’amore per le auto è essenziale per il nostro show, ma non devi amare le auto per amare il nostro lo show; puoi semplicemente ‘goderti noi che ci godiamo’ il nostro amore per le auto”: sembra di sentire Enzo Ferrari quando diceva “Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita”. Eppure è Richard Hammond che parla, il leggendario presentatore tv che con i compagni di viaggio Jeremy Clarkson, James May è stato capace di mandare in scena il format tv (Top Gear sulla Bbc) più visto al mondo. Così Hammond spiega il successo del loro spettacolo. “In questo modo – continua - riusciamo a prendere un pubblico più ampio”.
Ora la terribile triade colpisce ancora e lancia A Scandi Flick, la nuova puntata di Grand Tour per Amazon Prime Video in onda dal 16 settembre. E’ la quinta spettacolare, stagione che inizia con il primo episodio, con il primo viaggio post-pandemia verso le distese ghiacciate del Circolo Polare Artico Scandinavo. Al volante delle loro tre auto da rally preferite, i tre si imbarcano in un'avventura catastrofica che coinvolge le basi sottomarine della Guerra fredda: piste su laghi ghiacciati, incidenti e il caos delle stazioni sciistiche mentre trascinano le loro abitazioni artigianali dalla costa della Norvegia al confine con la Russia. Non diciamo altro per non rovinare la sorpresa, ma diciamo solo che sono stati capaci di trovare un campo di calcio, tutto verde, in mezzo ai ghiacci.
La spettacolarità fa parte del vostro format… A chi vengono queste idee?
“Alla produzione, a noi, alla troupe, siamo fortunati a lavorare con persone con cui abbiamo lavorato per 20 anni e sono incredibili perché riescono a catturare l’atmosfera del posto e dell’ evento e riescono a portare lo spettatore con noi, le persone che guardano i nostri show lo vivono con noi. In questo modo portiamo i nostri amici attraverso la televisione con noi e condividiamo il tutto”.
Un tema ricorrente nei vostri show è la forza delle auto british. Vi piace vincere facile: l’Inghilterra è stata la patria delle auto, ha fatto le macchine più spettacolari del mondo…
“Beh beh, aspetta. L’Italia ha costruito delle macchine decisamente belle…”.
Lo dice perché sono italiano…
“Ah ah no. C’era un tempo in cui l’Inghilterra ha tirato fuori delle buone auto, vero. Ma in quel tempo abbiamo sbagliato: siamo stati arroganti riguardo l’industria e riguardo quello che il resto del mondo era capace di costruire. Ora credo che noi inglesi abbiamo “passato la palla” come diciamo noi. Purtroppo non ci siamo accorti che altri paesi stavano facendo oggetti incredibili; Il Giappone, ad esempio, stava costruendo auto e moto che “funzionavano”, l’Italia stava continuando a costruire auto bellissime, espressive e piene di carattere, e noi inglesi… No. E questo ci è costato il primato nell’industria. Una storia triste”.
Va bene, a proposito di auto inglesi, non dimenticarti che avete fatto storia con la meravigliosa battuta su “come fate voi europei a guidare le auto dalla parte sbagliata del sedile”?
“Si beh c’è una sorta di arroganza divertente nello show con cui è bello giocare. Amo la rivalità tra i Paesi, può essere molto divertente per lo show. Per esempio diciamo sempre: “L’ora giusta è l’ora che abbiamo noi: anche se in Australia o in altri posti credono che l’orario sia diverso si sbagliano; l’ora giusta è quella inglese tutto il resto è una credenza. E’ un giochetto che abbiamo sempre fatto e ci sono paesi in cui lo show è sempre andato bene anche grazie a questa divertente rivalità: Sud Africa, Australia e alcune parti di Europa amano questo gioco di rivalità. E tutto si trasforma in un gran divertimento...”.
Ma ora che in giro ci sono tante auto con pochissima personalità e che stanno arrivando diversi modelli elettrici, un po’ freddi, come fate a parlare di passione per l’auto? Non pensa che vi mancherà un po’ di “materia prima”?
“Non sono d’accordo con il fatto che la situazione peggiorerà per due motivi: i costruttori di auto elettriche faranno auto che vorremo comprare e se vogliamo auto eccitanti, alcuni di loro le faranno perché la gente le comprerà. Numero due l’industria si dividerà in chi produce “oggetti che usi per andare a lavoro” e che si potrebbero guidare da sole, potrebbero non essere di tua proprietà e “oggetti che ti eccitano”. Anzi credo che questo fenomeno si intensificherà.
Io ho da poco aperto un’officina di restauro per auto d’epoca proprio per questo motivo: credo che alle persone importerà pochissimo o tantissimo delle auto. E per questo motivo voglio esserci dove alle persone importa di esse. Quindi non mi preoccupo del futuro e non credo ci sia mai stato un momento più eccitante per parlare di auto di ora da quando l’auto è stata inventata”.
Stirling Moss diceva “Ci sono due cose che l'uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l'amore”. Aveva ragione?
“Ha ha ha ha, io non ho alcun orgoglio di pilota. E se non hai alcun orgoglio o dignità non puoi perdere orgoglio o dignità. Alcuni dei miei incidenti sono stati abbastanza spettacolari, posso essere semmai orgoglioso di aver avuto l’incidente a più alta velocità di sempre in Inghilterra: sono uscito di strada a 320 miglia orarie che “sarebbe” anche il record di velocità su terra degli uk (ma non è stato omologato perché non ho potuto fare il passaggio nell’altra direzione avendo fatto l’incidente): ecco forse c’è un po' di orgoglio in questo. Mi piace pensare di essere un guidatore flamboyant (è una parola intraducibole, diciamo energetico sgargiante fiammeggiante, ndr) e questo è abbastanza per me. Credo sia perché c’è un po' di italiano in me, da parte di mia madre, i suoi nonni erano italiani. Quindi forse la parte italiana di me, la parte energetica e fiammeggiante viene applicata alla mia guida, quindi è colpa vostra”.
Torniamo alla rivalità fra i Paesi… Ma allora se la mettiamo così, devo dire che in fatto di incidenti, nell’ultima puntata, James ti ha rubato la scena…
“Vero, maledetto! Quella è la mia specialità, sono io quello che fa incidenti. Cosa farò ora? Quello era quello che facevo, sono quello che fa incidenti e ora capitan lento mi ha rubato il mestiere. Ha rubato “la mia cosa”, non so a cosa servo adesso, non so cosa farò”.
A proposito di Paesi. Sappiamo amate l’Italia. Tornerete qui a girare?
“Ho visitato l’Italia recentemente, sono andato con mia moglie alle Cinque Terre. Le abbiamo esplorate tutte. E’ tremenda dal punto di vista automobilistico ma ovviamente è un posto spettacolare in cui stare. C’è un fantastico senso di famiglia e io sono un uomo di famiglia prima di tutto, prima di essere un presentatore Tv o un guidatore ho due figlie fantastiche e sono la cosa più importante della mia vita. Ecco credo che in Italia questo le persone lo capiscano: la famiglia viene prima di tutto e questo è il motivo per cui mi piacerebbe passare più tempo in Italia”.