✕

Caro biglietti, anche Neil Young contro Ticketmaster. Per i Måneskin da 'un milione' mega multa a Viagogo Ag

Il cantautore canadese ha seguito la polemica tra i fan, Robert Smith dei Cure e il colosso del ticketing. "È tutto cambiato. I tour non sono più divertenti". In Canada azione legale contro la società che "inganna intenzionalmente i consumatori"
4 minuti di lettura

"È finita. I bei tempi sono andati. Sto ricevendo lettere che mi incolpano per biglietti a 3mila dollari per un concerto di beneficenza che sto organizzando. Non sono soldi che andranno a me, né in beneficenza. Oggi gli artisti si devono preoccupare dei fan che danno loro le colpe di commissioni troppo alte applicate da Ticketmaster o per l'esistenza dei bagarini". Neil Young è di umore "nìvuro" (copyright Camilleri): il cantautore canadese, in questi giorni ha seguito la polemica che c'è stata tra i fan, il frontman dei Cure Robert Smith e Ticketmaster sul caro biglietti e la sua conclusione è negativamente netta: "I tour non sono più divertenti. Non sono più quello che erano un tempo". Una sentenza senza appello.

E poco sembra aver inciso sul suo stato d'animo la decisione della società americana di dare un piccolo rimborso ai fan dei Cure o la multa da oltre 12 milioni di euro …

"È finita. I bei tempi sono andati. Sto ricevendo lettere che mi incolpano per biglietti a 3mila dollari per un concerto di beneficenza che sto organizzando. Non sono soldi che andranno a me, né in beneficenza. Oggi gli artisti si devono preoccupare dei fan che danno loro le colpe di commissioni troppo alte applicate da Ticketmaster o per l'esistenza dei bagarini". Neil Young è di umore "nìvuro" (copyright Camilleri): il cantautore canadese, in questi giorni ha seguito la polemica che c'è stata tra i fan, il frontman dei Cure Robert Smith e Ticketmaster sul caro biglietti e la sua conclusione è negativamente netta: "I tour non sono più divertenti. Non sono più quello che erano un tempo". Una sentenza senza appello.

E poco sembra aver inciso sul suo stato d'animo la decisione della società americana di dare un piccolo rimborso ai fan dei Cure o la multa da oltre 12 milioni di euro comminato da AgCom a Viagogo Ag, che sono arrivati a vendere biglietti per un concerto dei Måneskin a oltre un milione di euro (più precisamente 1.182.999). Intanto c'è chi ricorre alle vie legali, per tentare di arginare il caro-biglietti e le manovre speculative legate a sistemi come "mercato secondario", "dynamic pricing", "price surging" e "platinum ticket", usate dai rivenditori per gonfiare i prezzi dei biglietti. Ma ripartiamo dall'intemerata di Robert Smith.

L'appello ai fan

Smith aveva cominciato a twittare lunedì 13 marzo quando ancora i biglietti per Lost world, il tour americano della band britannica, non erano ancora stati messi in vendita ufficialmente, spiegando che "tutti i siti del 'mercato secondario' che mostrano biglietti della band a prezzi folli sono una truffa. Nessuno di questi truffatori ha in mano biglietti validi, non cascateci, aspettate di vedere come funziona attraverso il canale di registrazione ufficiale".

L'illusione del controllo

Il cantante aveva spiegato che la band è nettamente contraria ai vari sistemi usati dai rivenditori per gonfiare i prezzi dei biglietti. Da qui la decisione dei Cure di affidarsi al Verified fan, il meccanismo della pre-vendita di Ticketmaster. Un modo, aveva detto, "per verificare gli acquirenti e ridurre la percentuale di biglietti sul mercato secondario". E aveva sottolineato: "Abbiamo avuto l'ultimo parola sul prezzo dei biglietti per il prossimo tour e non abbiamo voluto che i prezzi venissero distorti". Tutto risolto? Al contrario.

La brutta sorpresa

Quando i biglietti del tour dei Cure sono arrivati sul mercato, i fan hanno notato che Ticketmaster aveva aumentato alcune commissioni sul singolo ticket. Smith a quel punto era intervenuto di nuovo dicendosi disgustato e aveva spiegato che gli artisti non hanno modo di limitare le commissioni. "Ho chiesto come le giustificano - aveva twittato - Qualora riceva una risposta convincente, ve lo riporterò". E la (buona) notizia è arrivata.

Il rimborso

Smith è riuscito a ottenere per i fan della band un rimborso dal colosso del ticketing guadagnandosi il plauso generale. "Dopo un lungo confronto, Ticketmaster ci ha dato ragione sul fatto che alcune commissioni applicate ai biglietti fossero eccessivamente alte - ha annunciato - e come gesto di buona fede ha deciso di offrire un rimborso di 10 dollari, a ticket, per tutti gli account verificati che hanno comprato i biglietti meno costosi e un altro, di 5 dollari, per tutti gli altri tipi di acquisti da parte degli account account verificati riguardanti date del tour dei Cure". Ma, intanto, c'è chi ha deciso di rompere gli indugi e passare alle vie di fatto in proprio.

L'azione legale in Canada

Come riporta il Toronto Star, un uomo di Montreal - attraverso lo studio legale LPC Advocat - ha deciso di portare in tribunale Ticketmaster, puntando il dito contro la società che "inganna intenzionalmente i consumatori per il proprio guadagno finanziario".

Tutto nasce dall'acquistato di due biglietti "official platinum" per lo spettacolo di Drake del prossimo 14 luglio al Bell Centre al costo di 789,54 dollari ciascuno. Ma il giorno successivo, secondo l'accusa, Drake aveva annunciato un secondo spettacolo al Bell Center e il prezzo di quei posti si era quasi dimezzato, scendendo di circa 350 dollari. E la compagnia - sostiene il fan di Drake - sapeva che l'artista si sarebbe esibito in due spettacoli a Montreal, ma aveva nascosto queste informazioni per ottenere più soldi.

La class action

Lo studio legale LPC Advocat, non intende fermarsi al singolo caso e sta cercando di trasformare la vicenda in una class action, che dovrà ricevre l'ok dalla Corte Superiore del Quebec. A quel punto i legali intendono chiedere un risarcimento di 300 dollari per ogni cliente che si unisce al procedimento legale, oltre a un risarcimento danni che copra "la differenza tra i prezzi addebitati per i biglietti 'official platinum' e quelli che erano i loro prezzi normali". Intanto, anche in Europa si cerca di contrastare lo strapotere delle società di vendita e distribuzione biglietti.

La maximulta della AgCom

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom), nella riunione di consiglio del 16 marzo, ha multato per oltre dodici milioni di euro (12.240.000, per la precisione), la società Usa con sede anche in Svizzera che vende online biglietti per concerti, eventi sportivi e spettacoli.

Un milione di euro per vedere i Måneskin

Si tratta di biglietti che in molti casi arrivano a costare cifre astronomiche e che i fan, anche i più accaniti, sono costretti a non comprare. Con casi limite come quello, documentato, di un biglietto sul "secondary ticketing" per il concerto dei Måneskin dello scorso 28 aprile all'Arena di Verona, che era arrivato alla stratosferica cifra di 1.182.999 euro. Certo si trattava di un posto in prima fila, "ma nelle rivendite ufficiali il prezzo massimo di un biglietto era di 86,25 euro", sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che ha segnalato la vicenda.

La pratica di acquistare interi pacchetti di biglietti e rivenderli sulle piattaforme online è già da tempo al centro dell'attenzione delle autorità ed è stata anche oggetto di una stretta da parte della Commissione Ue in una direttiva recepita di recente anche dall'Italia. L'Ue ha di fatto già vietato questa pratica. Ma lo stop, evidentemente, si può aggirare.

Il precedente

L'Agcom, che ha dato vita anche ad una campagna informativa sul fenomeno della rivendita non autorizzata e a prezzi maggiorati, ricorda anche che l'astronomica multa non è la prima: la stessa società, infatti, è stata oggetto di altri procedimenti sanzionatori (3,7 milioni nel 2020, 23,5 milioni nel 2022). Dalle indagini, svolte in collaborazione con le Fiamme Gialle, è emerso che nel 2022 la società ha venduto o collocato sul proprio sito web, biglietti per 68 eventi, anche a prezzi superiori di 10 volte rispetto a quelli nominali, relativi a spettacoli dal vivo di artisti italiani e internazionali come, ad esempio - oltre ai già citati Måneskin - Blanco, Renato Zero e Cirque du Soleil, in violazione della normativa di settore.

Il rischio d'impresa

Ma le multe, pur salate, sono "argent de poche" per un'azienda che, come emerge leggendo le risultanze istruttorie dell'AgCom del 2020 "non ha fornito informazioni sulla propria situazione di bilancio" ma che "da notizie di stampa internazionale nel novembre del 2019 ha annunciato l'acquisizione dell'operatore Stubhub al prezzo di 4,05 miliardi di dollari, per creare un player di presenza globale con un giro d'affari consolidato di 15 miliardi di dollari nel 2020". Insomma, qualche decina di milioni di euro di multe, possono tranquillamente essere assorbiti nel bilancio di un colosso alla voce "rischi d'impresa".