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Morto Gino Paoli, reazioni. Grillo “Ti vorrò sempre bene”. Vasco: “E poi ci troveremo come le star”

Morto Gino Paoli, reazioni. Grillo “Ti vorrò sempre bene”. Vasco: “E poi ci troveremo come le star”
È morto nella notte a Genova a 91 anni il compositore di “Il cielo in una stanza” e “La gatta”
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È morto nella notte a Genova a 91 anni Gino Paoli, uno dei pilastri assoluti della canzone d'autore italiana. Considerato il simbolo per eccellenza della "scuola genovese", insieme a Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, ha attraversato la storia del Paese trasformando la canzone leggera in un racconto intimista, moderno e profondamente personale.

Sergio Cammariere: “Un onore lavorare con lui”

"Ci lascia uno dei più grandi della musica italiana, un gigante": così Sergio Cammariere ricorda Gino Paoli. "È stato un onore conoscerlo da vicino. Il nostro primo incontro - racconta l'artista - è avvenuto nel 2015. Abbiamo composto insieme una canzone, Cyrano, abbiamo girato un video, abbiamo partecipato a Domenica in con Pippo Baudo e fatto un tour insieme, con Danilo Rea e un quintetto, girando l'Italia". Le canzoni di Gino, aggiunge,"rimarranno per sempre nella storia. Senza fine, Sapore di sale, Che cosa c'è, Una lunga storia d'amore, Sassi sono brani che ti entrano dentro", osserva. Paoli, ricorda ancora Cammariere, è stato celebrato anche da "uno dei più grandi compositori della scuola americana, Hoagy Carmichael che definì Senza fine uno dei brani più belli della storia della musica a riprova del fatto che Gino ha lasciato un solco molto profondo".

Ricki Gianco: “Non era assolutamente vero che non fosse simpatico”

Ricki Gianco ha reso omaggio al suo vecchio amico ricordando i loro primi incontri: “Avevo 17 anni e Gianfranco Reverberi (compositore e autore di tanti successi, ndr) mi portò a Milano alla Ricordi. Io che allora ero un ragazzino abbastanza ingenuo, anche perché i 17 anni di allora non sono quelli di adesso, ho conosciuto là Bindi, Tenco, Paoli, Jannacci, Endrigo. Tutti di 5-10 anni più grandi di me, io ero un pò la mascotte. Devo dire che con Gino la sintonia è stata immediata, era come si ci conoscessimo già”. Gianco spera che l'amico, "venga ricordato per tutto quello che ha dato alla musica, per il grande artista che è stato". Su di lui, "come su Tenco, si diceva non fossero simpatici. Non era assolutamente vero. Luigi lo era molto, era anche allegro. Gino non si apriva con tutti ma era sempre autentico, non nascondeva quello che pensava, non fingeva. Come del resto anche Ornella, una donna che non fingeva mai".

Carlo Piano: “E’ merito di Gino se mio padre è diventato architetto”

"L'aneddoto che mi viene in mente per primo è che se mio padre è diventato un architetto il merito va proprio a Gino Paoli", ha dichiarato Carlo Piano, figlio del noto architetto Renzo. E la memoria torna, col sorriso, alla Genova del dopoguerra, nel quartiere di Pegli. "Erano insieme da ragazzi negli scout - continua ancora - pochi anni di differenza. Ai tempi mio padre si era messo in testa di suonare la tromba, gli piaceva, strimpellava tutto il giorno. Fu Gino Paoli a dirgli “lascia stare, non ci siamo”. E da quel momento mise da parte la tromba". "Mio padre però racconta anche che se è vero che non ha più suonato però in qualche modo ha proseguito, l'ha fatto costruendo dei luoghi per la musica. Non ha fatto la musica, ma ha fatto dei luoghi dove la musica si può ascoltare". "E' l'ultimo grande cantautore genovese che se ne va - conclude Carlo Piano - e poco tempo dopo la scomparsa di Ornella Vanoni, entrambe due persone molto particolari e legate da un grande affetto".

Elisa: “Hai fatto tanto per me, non ti dimenticherò mai”

“Gino... Ho il cuore spezzato e neanche una parola. Hai fatto tanto per me... Non ti dimenticherò mai". Sono le parole che Elisa dedica al ricordo di Gino Paoli sul suo profilo Instagram.
La cantante, che con Paoli condivide la città natale, Monfalcone, posta una foto di loro due sorridenti sul palco, accompagnata dalla canzone Il cielo in una stanza.

Maria Chiara Giannetta: “Le sue canzoni colonna sonora della mia infanzia”

"Gino Paoli è un evergreen, sono le canzoni, Senza fine, Il cielo in una stanza, che mamma o papà mi facevano ascoltare, c'è stata tanta cultura musicale di quel genere giù a casa quando eravamo piccoli". È il ricordo che del cantautore genovese scomparso oggi ha l'attrice pugliese Maria Chiara Giannetta, ospite al Bif&st, il festival internazionale di cinema in corso a Bari. L'incontro dell'attrice con il pubblico barese è stato aperto proprio da un applauso per omaggiare Gino Paoli.

Club Tenco: “Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere”

Il Club Tenco, che aveva conferito a Gino Paoli diversi riconoscimenti, ha voluto ricordare il cantautore genovese in una nota: “Il Club Tenco apprende con profonda commozione la scomparsa di Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Gino Paoli fu uno dei più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto. Da Genova a Milano, alla casa discografica Ricordi si creò – tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – il primo nucleo culturale che consapevolmente trattava la canzone come arte di livello raffinatissimo: nella sapienza dell’unione tra musica e parole, nella scrittura che unisce una poetica, uno stile e una visione del mondo personale attraverso questo linguaggio. La faceva diventare “d’autore”. Il suo legame con il Club Tenco è stato profondo e continuo sin dalle origini: nel 1974, in occasione della prima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, ricevette il Premio Tenco alla Carriera. Nel 1984 la sua “Averti addosso” ottenne la Targa Tenco come Migliore Canzone, e nello stesso anno fu omaggiato per “25 anni di canzoni” con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Paoli ha inoltre partecipato più volte al Premio Tenco come ospite, nelle edizioni del 1978, 1980, 1985, 1986, 1990, 1993, 1996, 2001, 2002, 2006 e 2007, testimoniando nel tempo una vicinanza autentica e mai interrotta.Gli amici del Club Tenco lo ringraziano per l’enorme disponibilità con la quale rispondeva sempre, sin dai primissimi inviti da parte di Amilcare, con cui si instaurò un profondo legame. In questo momento di grande tristezza, ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di tutti coloro che lo hanno amato. Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo”.

Dori Ghezzi: “Senza Paoli non ci sarebbe stato nemmeno Fabrizio”

Anche Dori Ghezzi ha voluto ricordare Gino Paoli: “Se Gino Paoli, Umberto Bindi, Luigi Tenco e Bruno Lauzi non ci fossero stati, probabilmente non sarebbe esistito nemmeno Fabrizio: è anche grazie al loro esempio se lui e la sua famiglia hanno riconosciuto nella musica un’arte nobile. Altrimenti, come diceva Fabrizio stesso, sarebbe diventato “un pessimo avvocato”. Conoscevo Gino ancora prima di Fabrizio: è sempre stato una persona riservata, ma di uno spessore incredibile, un artista e un amico dalle qualità rare. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo a teatro e gli raccontavo un aneddoto su Fabrizio, di quando erano giovani, che mi aveva raccontato lui stesso. Non ricordava di avermelo già detto, e da lì nacque una simpatica diatriba. Abbiamo anche collaborato alla costruzione della scuola dei cantautori a Genova, di cui era ormai uno degli ultimi grandi esponenti. Ci mancherà moltissimo anche se continueremo ad ascoltarlo spesso”.

Cesare Cremonini: “Mi fece entrare in una porta sconosciuta”

"C'era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell'odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C'era questo biliardo in radica (meta di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all'oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all'altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli". Comincia così il lungo post su Instagram con cui Cesare Cremonini ricorda Gino Paoli, scegliendo di farlo attraverso un aneddoto della sua infanzia. "Che fosse una canzone con l'arrangiamento di Morricone o l'arrangiamento di Morricone su una canzone, (con l'inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non fu importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l'effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato", dice il cantautore bolognese. "Insieme a quell'odore, ogni volta che riascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un'Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare.
(Un'Italia che, giusta o sbagliata, chissà perché, credo si sia divertita molto più della nostra)", conclude Cremonini.

Filippo Sugar: “Sempre vicini”

Anche se appartenevamo a generazioni diverse, ci siamo sempre sentiti vicini. Oggi, oltre ad un immenso artista, perdo un amico, una persona dolcissima che porterò sempre con me. Così il discografico di Gino Paoli Filippo Sugar ha ricordato il grande artista.

Renzo Arbore: “Genova e Napoli stessa sensibilità”

"Gino Paoli, mio buon amico, immenso musicista, compositore e interprete di canzoni che resteranno in eterno nel repertorio della musica importante italiana". Così Renzo Arbore, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ricorda Gino Paoli. "Gino cantava anche le canzoni napoletane con grande sentimento - continua - Quando gli chiesi come facesse, essendo genovese, a cantare così bene le canzoni napoletane, mi diede una risposta che non dimenticherò mai: 'Noi genovesi con i napoletani abbiamo in comune: 'i piedi nell'acqua’. Non dimenticherò mai questa frase". "I piedi nell'acqua’ era un modo per dire che la sensibilità è la stessa - racconta ancora Arbore - e allora abbiamo trovato un brano, che Gino ha cantato generosamente con me, con la mia Orchestra Italiana alla fine degli anni '90: 'O paese d'ò sole’, canzone molto impegnativa". E prima di pubblicare il video della loro esibizione, Arbore conclude: "Guardate con quale sentimento Gino dice quelle parole così importanti, e guardate con quanta espressione canta questa canzone classica napoletana che molti hanno dimenticato. Grazie Gino, per quello che mi hai concesso e per l'amicizia simpatica che abbiamo avuto, ridendo insieme di tante cose. Un abbraccio a te e a Paola".


Cesare Cremonini: “Paoli e quella generazione che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare”

"C'era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell'odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C'era questo biliardo in radica (meta di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all'oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all'altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli". Lo scrive Cesare Cremonini su Instagram, in un post dedicato a Gino Paoli. "Che fosse una canzone con l'arrangiamento di Morricone o l'arrangiamento di Morricone su una canzone, (con l'inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non fu importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l'effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato - prosegue - Insieme a quell'odore, ogni volta che riascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un'Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare. (Un'Italia che, giusta o sbagliata, chissà perché, credo si sia divertita molto più della nostra)".

Carla Bruni: “Il mondo sarà triste senza di te e sembra già più vuoto”

"Caro Gino, il mondo sarà triste senza di te e sembra già più vuoto da quando sei partito". Lo scrive su Instagram Carla Bruni, all'inizio del suo post, in parte in italiano e in parte in francese, in omaggio a Gino Paoli, con il quale aveva inciso nel 2009 in duetto Le ciel dans ma chambre", versione francese di Il cielo in una stanza, in occasione dei 50 anni di carriera del cantautore genovese. "Grazie per il tuo talento, immenso e prezioso, grazie per le tue canzoni magiche, uniche, grazie per la tua poesia e per la tua gentilezza - aggiunge l'ex premiere dame in un messaggio accompagnato dall'audio del loro duetto, da immagini di entrambi e da alcuni versi del brano. E grazie di avermi invitata a cantare il cielo nella stanza assieme a te. Riposa in pace. Un abbraccio forte a Ornella ed a tutti gli angeli". Nella seconda parte del post, scritta in francese, Bruni spiega che "oggi ci ha lasciato Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani. Le sue canzoni sono impresse nei nostri cuori e nelle nostre vite, intrecciate ai nostri ricordi più cari".

Funerali in forma riservata probabilmente giovedì

Si terranno in forma privata per volontà della famiglia i funerali del cantautore genovese Gino Paoli. Le esequie dovrebbero tenersi nella giornata di giovedì. Massimo riserbo sul luogo delle esequie che non saranno in forma pubblica ma potrebbero svolgersi a partire da giovedì, alla presenza dei soli familiari.

Cristiano De André: “Artista dal cuore immenso e grande amico di papà”

"Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni". Così Cristiano De Andrè, ricordando Gino Paoli. "Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino - prosegue, ricordando il legame tra Paoli e Faber - La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste".

Zucchero: “Un buco nell’anima”

"Un buco nell'anima!". Così Zucchero "Sugar" Fornaciari sui suoi social ricorda Gino Paoli.

Morgan: “Ha rappresentato una vera resistenza al sistema in cui siamo imprigionati”

"Gino Paoli ha rappresentato, fino a che è stato al mondo, una vera resistenza al sistema in cui siamo immersi e imprigionati, che lui chiamava regno degli imbecilli, delle cose imbecilli, del non pensiero, del fancazzismo, della mancanza di bellezza, il contrario dell'epoca mitologica della Genova di fine anni cinquanta" così scrive Morgan. “Deve essere stato anche faticoso per Gino sopportare l'avanzata del futile, dei social network, e intanto la scomparsa dei suoi amici cantautori, una lenta cancellazione di una cosa meravigliosa che a noi rimane in eredità, nonostante non ce la meritiamo e non siamo in grado di onorarla custodirla e diffonderla intanto proteggerla - aggiunge pubblicando un video con Gino Paoli - Siamo solo capaci di fare sciacallaggio discografico e compilation di grandi successi. Che ingrati. Gino Paoli la vita se l'è goduta, nel tormento e nell'entusiasmo, ha fatto tutto ciò che desiderava, ha avuto tutto: fama, amore, denaro, libertà, insieme ad una marea di rotture di scatole. Era più psichedelico di Syd Barret, più punk di Iggy Pop, è stato in assoluto il più grande cantante italiano, non per estensione ma per gusto, padronanza ed espressione. Molti di voi lo scopriranno col tempo. Lunga vita al diavolo del Rock”

Ligabue: “Ci lascia bellissime canzoni”

"Grande cantautore. Fuori dagli schemi. Ci lascia bellissime canzoni". Così, parafrasando uno dei suoi più celebri brani, 'Ti lascio una canzone', Luciano Ligabue sui suoi social ricorda Gino Paoli. Liga accompagna, nelle sue stories di Instagram, il suo ricordo con una foto di Gino Paoli giovane, e in sottofondo una delle canzoni più conosciute del cantautore genovese, Senza fine.

Jovanotti: “Grandissimo maestro, una scuola perenne per tutti”

"Grandissimo maestro Gino Paoli. Autore di capolavori, modernissimo sempre; classico, immenso. Le sue canzoni e quel suo modo di cantarle è scuola perenne per tutti quelli che amano questa arte”. Così Jovanotti su Instagram ricorda il collega scomparso. "Grandezza vera senza enfasi, classe assoluta", aggiunge.

Fiorello, l’omaggio sulle note di “Una lunga storia d’amore”

Un sentito e commosso omaggio a Gino Paoli ha aperto la puntata di oggi della “Pennicanza', con Fiorello che ha intonato live Una lunga storia d'amore. "Viene a mancare un artista che ha scritto pagine e pagine della storia della canzone italiana, evviva Gino Paoli", ha detto alla fine lo showman, prima di proseguire la trasmissione con Fabrizio Biggio.

Vasco: “E poi ci troveremo come le star”

"E poi ci troveremo come le star... La prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete immenso Gino.

Il ministro Giuli: “Maestro indimenticabile della canzone italiana”

"Con Gino Paoli scompare un maestro indimenticabile della canzone italiana e della scuola cantautorale genovese. Paoli è stato un poeta che ha raccontato i sentimenti in modo semplice ma straordinariamente raffinato. Ai familiari il mio più sincero cordoglio". Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Bresh: “Conoscerti fu memorabile”

"Che fortuna conoscerti, fu una giornata memorabile. Condoglianze alla famiglia, ciao Gino". Così il rapper ligure Bresh, che su Instagram rende omaggio al suo corregionale Gino Paoli. Andrea Emanuele Brasi, questo il vero nome del 29enne cantante di Lavagna, posta un’immagine insieme a Paoli.

Beppe Grillo: “Ciao Ginelli ti ho voluto un gran bene e te ne vorrò sempre”

"Caro Ginelli, ti ho voluto un gran bene e te ne vorrò sempre con la memoria. Ciò che la memoria ama resta eterno". Così, sui social, Beppe Grillo ricorda Gino Paoli.

Patty Pravo: “Artista senza fine”

"Ciao Gino.. Artista Senza Fine". Con queste parole, affiancate da un cuoricino, Patty Pravo ricorda sui social Gino Paoli, scomparso a 91 anni, accompagnando il post con il video di un duetto live sulle note di La gatta eseguito nel 1995 a Rimini, che si concluse con un bacio sulle labbra tra i due artisti.


Laura Pausini: “Ciao magico e immenso Gino”

Omaggio a Gino Paoli anche da Laura Pausini. La cantautrice romagnola ha ricordato il collega scomparso con una storia Instagram, accompagnata dal messaggio "Ciao magico e immenso Gino" e sulle note della cover de Il cielo in una stanza, interpretata dalla stessa musicista.

Pacifico: “Che canzoni meravigliose, che lascito”

"Che canzoni meravigliose, irripetibili, che lascito. Non so se si può imparare da quelli così bravi, magari bastasse studiarli. Si può però tentare di evocarli, immaginarseli accanto, al pianoforte, 'Come farebbe qui Gino'". Così il cantautore Luigi De Crescenzo (in arte Pacifico), ricordando Gino Paoli. "Siamo tutti fortunati ereditieri, ricchi sfondati di musica e parole magnifiche", conclude.

Mario Biondi: “Un uomo, un mito”

Mario Biondi in una storia sui social ricorda Gino Paoli: "Un uomo, un mito, lo ricordo sempre con tanto affetto".

Enrico Mentana: “Addio Gino, che vita straordinaria”

"Addio, che vita straordinaria Gino": è il saluto su Instagram di Enrico Mentana.

Carlo Conti: “Il poeta in una stanza”

Carlo Conti posta un’immagine di Paoli e la scritta: “Un poeta in una stanza …. Ciao Gino!”

Platinette posta uno stralcio di un concerto di Gino Paoli

“Ciao Gino Paoli” è il saluto di Platinette con uno stralcio di un concerto di lui e Vanoni.

Francesco Gabbani: “Se ne va un pezzo di musica italiana”

"Se ne va un pezzo della musica italiana. Ciao Gino". Lo scrive in una storia di Instagram Francesco Gabbani, ricordando Gino Paoli scomparso oggi.

Iva Zanicchi: “La colonna sonora della mia vita”

'"Gino Paoli è stato la colonna sonora della mia vita. Mi ricordo che da ragazzina, ero in campeggio a Marina di Massa e il primo ballo che feci con un ragazzino che mi piaceva tantissimo era sulle note de 'La Gattà. Un momento indimenticabile". Così Iva Zanicchi ricorda con l'Adnkronos Gino Paoli, scomparso stanotte a 91 anni.

Elly Schlein: “La sua poesia ci accompagnerà sempre”

"La scomparsa di Gino Paoli lascia un vuoto profondo nella musica e nella cultura italiana. Un artista che attraverso le sue parole e le sue melodie ha composto la colonna sonora di momenti speciali della vita di ciascuna e ciascun italiano. Poesia in musica che ci accompagnerà per sempre. Alla sua famiglia e ai suoi cari le sentite condoglianze mie personali e di tutta la comunità del Partito democratico". Così in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein

Sergio Cammariere: “Perdiamo il più grande di tutti”

"Sono distrutto. Perdiamo il più grande di tutti per me, l'ultimo grande esponente della scuola genovese, dopo la scomparsa di Umberto Bindi, di Bruno Lauzi, di De Andrè, ma anche di Giorgio Calabrese". Così Sergio Cammariere, ricorda Gino Paoli, con cui dieci anni fa condivise, oltre al brano Cyranò, un lungo tour, insieme al pianista Danilo Rea.

Ivano Fossati: “Una persona splendida”

"Era una persona splendida, un grande". È questo il commento di Ivano Fossati alla notizia della scomparsa di Gino Paoli.

Gianni Morandi: “Amico ti ho voluto bene da sempre per la tua musica e la tua anima”

“Ciao Gino, amico e collega di una vita, ti ho voluto bene da sempre. Per la tua musica, per la tua anima, per quello che hai lasciato a tutti noi. Buon viaggio”. Così scrive Gianni Morandi sui social.

Al Bano: “Sua musica è immortale, quella volta a Canzonissima”

Gino Paoli "mi sarebbe piaciuto frequentarlo di più ma ricordo benissimo che, una volta, durante la registrazione di Canzonissima negli anni 70, sbagliai. Lui fermò l'orchestra e ripetemmo. È stato un gesto che non ho mai dimenticato ed è un ricordo bellissimo di Gino". Così Al Bano Carrisi. "Avevamo stili di vita completamente diversi - spiega - quindi non c'era la possibilità di un incontro, anche considerando lo stile di vita che facciamo. Ma Gino ha lasciato all'Italia e al mondo delle melodie straordinarie, dei testi fantastici. Lui se n'è andato ma la sua musica resta nel cuore degli italiani, perché la musica non muore e non morirà mai".

Alfa: “Per noi che veniamo da Genova molto più che un artista, un punto di riferimento”

"Gino Paoli è stato un gigante della musica italiana e un rivoluzionario della canzone, uno di quelli che hanno fatto davvero la storia. Le sue canzoni erano semplici solo all'apparenza, ma dentro avevano una profondità che ti resta addosso. Per noi che veniamo da Genova è sempre stato molto più di un artista: un punto di riferimento, una voce che ci ha accompagnati crescendo, un esempio raro di autenticità e longevità". Così il cantautore Alfa ha ricordato il maestro. "Durante il mio concerto a Genova, a novembre, ho voluto rendergli omaggio cantando insieme a tutto il pubblico 'Sapore di sale' -ricorda il giovane artista- è stato uno di quei momenti che non si dimenticano. Io stesso ho imparato a suonare la chitarra con 'La gatta', ed è anche grazie a lui se mi sono innamorato della musica". Con la sua scomparsa, spiega Alfa, "se ne va un pezzo di Genova, ma anche un pezzo di tutti noi. Ci lascia però una cosa enorme: l'idea che per arrivare davvero alle persone non serve complicare le cose, basta essere veri". L'artista ha pubblicato anche su Instagram il video dell'omaggio a Paoli con Sapore di Sale, davanti ad un pubblico che canta a squarciagola.

Cristiano Malgioglio: “Quanto amore nelle tue canzoni”


Cristiano Malgioglio: "Quante serate ho trascorso ad ascoltare la tua musica. Quanto amore sentivo nelle tue canzoni. E come sei stato importante per me. Oggi, amo ricordarti cosi. Immenso Gino Paoli".

Francesco Baccini: “Paoli faceva parte del gruppo di amici che aveva scoperto una musica nuova”

“A quell'età ogni giorno è un regalo, penso che nell'ultimo periodo lo sentisse, nelle ultime uscite era più incazzato, voleva sfidare la morte, un po’ come tutti". Così il cantautore genovese Francesco Baccini, commentando la morte del collega Gino Paoli. Baccini ricorda Paoli quando, nel 2004, in occasione del settantesimo compleanno, organizzò un concerto a Genova, al quale invitò, tra gli altri, lo stesso Baccini, Vittorio De Scalzi e Bruno Lauzi. "Gino non sapeva se Lauzi, che era malato di Parkinson, sarebbe arrivato, non lo aveva mai visto in quelle condizioni. Mentre Gino cantava, Lauzi si materializzò alle sue spalle e cominciò a cantare, ma quando lo ha visto per la prima volta, con il Parkinson in fase avanzata, Gino scoppiò a piangere come un bambino e scappò via dal palco senza finire la canzone. Questa cosa mi aveva colpito molto, si capiva che tra i due c'era una profonda amicizia". Paoli, ricorda Baccini, ha avuto un ruolo fondamentale in "quella che erroneamente è stata chiamata 'Scuola genovese', erano un gruppo di amici che avevano scoperto una musica nuova che veniva da fuori, arrivava dall'influenza americana di Bob Dylan e da quella francese di George Brassens, loro l'hanno riportata in italiano creando un nuovo modo di scrivere le canzoni". "Ai genovesi - prosegue - si aggiunsero anche i milanesi, come Giorgio Gaber, ma i genovesi furono i primi, hanno cambiato il modo di scrivere le canzoni, facendo capire che il testo è una parte fondamentale, cosa che all'epoca non si pensava".

Silvia Salis: “Con la scomparsa di Gino Paoli perdiamo una voce unica”

"Oggi ci ha lasciati uno tra i più grandi cantautori italiani e tra i principali esponenti della scuola genovese. Con la scomparsa di Gino Paoli perdiamo una voce unica, capace di raccontare con straordinaria sensibilità l'animo umano e il suo tempo" dice Silvia Salis, sindaca di Genova. "Autore raffinato e dalla voce inconfondibile, ha segnato profondamente la musica italiana e il patrimonio culturale della nostra città dagli anni Sessanta in poi. Le sue canzoni, la sua poesia intrisa di malinconia, hanno contribuito a rinnovare profondamente la canzone d'autore italiana e a ispirare generazioni di musicisti. A nome mio, della Giunta e dell'amministrazione comunale, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo e la sua arte resteranno con noi per sempre, senza fine".

Fabio Fazio: “È stato un gigante, un vero poeta”

"Un gigante, un poeta. Un vero poeta. Ma anche un pittore. Le sue canzoni sono quadri. Lui è nato come pittore". Così Fabio Fazio, demiurgo dell'incontro televisivo tra Paoli e Vanoni, nel 2023. “È stato un poeta grandissimo. Con le sue canzoni dipingeva. Con la sua arte ha costruito un immaginario che è dentro ciascuno di noi. Solo la forza della Poesia può tanto. E così sappiamo che l'estate sa di sale e che un soffitto viola può lasciare il posto al cielo".

Olly posta un cuore sotto le note di “Il cielo in una stanza”

Un cuore su uno sfondo completamente nero e in sottofondo il brano iconico Il cielo in una stanza. Così il cantante genovese Olly, vincitore dell'edizione 2025 del Festival di Sanremo, omaggia sui social Gino Paoli in una storia.

Francesca Fialdini: “Paoli, la mia università dei sentimenti, la mia ninna nanna”

“Il mio gigante. Il mio cantautore del cuore. La mia ninna nanna. La mia università dei sentimenti” scrive Francesca Fialdini sui social ricordando il cantautore.

Alessandro Gassmann posta un’immagine di Paoli

Soltanto il monogramma GP e due immagini: fiori e una chiave di violino. Alessandro Gassmann posta un’immagine in bianco e nero di Gino Paoli per ricordarlo.

Simona Ventura: “Dopo Ornella sei andato via anche tu”

“E dopo Ornella... Te ne sei andato anche tu… Fai buon viaggio e grazie per le emozioni che ci hai regalato” scrive sui social Simona Ventura.

Mogol: “Un caro amico e un grandissimo autore”

"Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. È stato un grandissimo autore e compositore. A parte la sua bravura come interprete, vorrei che fosse ricordato soprattutto come un autore e compositore di primo piano". Così lo ricorda il paroliere Mogol che a proposito di Il cielo in una stanza dice: “Dato che era un mio caro amico, presi questo brano capolavoro che lui scrisse, che contiene versi indimenticabili come 'il cielo non ha più pareti ma alberi', e lo feci sentire a Mina. Avevo capito che era un pezzo meraviglioso, lei lo ascoltò e le piacque molto. Io non ho fatto nulla - si schermisce Mogol - se non far ascoltare a lei la canzone. E così, abbiamo avuto la fortuna di questo bellissimo brano di Gino cantato da una voce come quella di Mina".

(fotogramma)

L’intervista per i 90 anni: “Ho preso a morsi la vita”

Salvini: addio grandissimo Gino

"Addio grandissimo Gino". Così Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ricorda in un post su Facebook Gino Paoli, cantautore morto all'età di 91 anni, di cui pubblica una foto davanti al microfono con i suoi iconici occhiali da sole.

Giani: ha lasciato segno profondo in cultura italiana

È morto Gino Paoli. Uno dei grandi della musica italiana, autore di canzoni che hanno attraversato generazioni e raccontato emozioni senza tempo. Con la sua voce e le sue parole ha lasciato un segno profondo nella cultura del nostro Paese. Un pensiero di cordoglio alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene". Così sui social Eugenio Giani, presidente della Toscana, alla notizia della morte del cantautore.

È morto Gino Paoli

“Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Aveva 91 anni.

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