UNA folla immensa invade Piccadilly, donne e uomini di ogni età, militari in uniforme, famiglie con bambini. Cantano, ballano su una musica che viene da chissà dove, si abbracciano, si baciano. È festa grande, la guerra è finita, la vita ricomincia. Sono le suggestive immagini in bianco e nero che aprono The spirit of '45, il documentario - del quale vi proponiamo una clip in anteprima - che Ken Loach ha dedicato al periodo storico più bello, importante e vitale per il progresso dell'Inghilterra. Subito dopo, vengono indette le elezioni. La campagna elettorale è intensa, impetuosa, gli slogan che si ripetono sulle piazze sono "Insieme abbiamo vinto la guerra, insieme possiamo vincere la pace", "Abbiamo combattuto per sconfiggere Hitler e il fascismo, possiamo combattere per sconfiggere la povertà. E a Piccadilly ritorna la festa, stavolta non c'è solo la bandiera inglese, le insegne e gli striscioni rappresentano gruppi politici e sindacali che celebrano la vittoria elettorale del Partito Laburista.
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Esce in sala il docufilm del regista britannico, del quale vi proponiamo questa clip in anteprima, dedicato al periodo più importante e vitale per il progresso del paese. Il dopoguerra, la vittoria del Labour, lo slancio che sconfisse la povertà, l'introduzione del welfare. "Non è piaciuto né alla destra né ai laburisti di oggi - l'autore - che hanno dimenticato il valore della solidarietà, ma a me interessa che sia piaciuto alla gente comune".
La svolta a sinistra, secondo Loach, "fu una delle conseguenze della guerra, durante la quale c'era stato lavoro per tutti. Alla fine gli inglesi scoprirono un pensiero comune: se lo stato ha avuto bisogno di tutti noi per combattere contro i tedeschi, perché non possiamo lavorare tutti per costruire case, scuole, ospedali e per migliorare la nostra vita?. Su questi principi Clement Attlee sconfisse il partito conservatore di Winston Churchill. Nessuno voleva tornare indietro, agli anni Trenta, quando la ricchezza era in mano a pochi, la massa viveva in stato di miseria e di ingiustizia sociale, la mortalità infantile era altissima, la disoccupazione era una piaga e le condizioni di chi lavorava erano spesso disumane".
Di quel periodo Loach ha trovato negli archivi regionali immagini che documentano lo stato di povertà soprattutto nelle città minori, file per il cibo, bambini denutriti, misere case senza luce. Alle immagini si alternano le memorie di testimoni del tempo, ex minatori, portuali di Liverpool, un'infermiera, un economista, un professore, ex militari, una donna che ricorda la gioia di aver mangiato la prima torta della sua vita per festeggiare l'introduzione della salute pubblica. Tutti ricordano la grande emozione per i cambiamenti sociali, l'assistenza sanitaria gratis, la scuola per tutti, la nazionalizzazione dei trasposti e dell'energia, la battaglia vinta per garantire la sicurezza sul lavoro.
Ken Loach all'epoca aveva nove anni. I suoi ricordi sono "la guerra, la noia di non poter uscire a giocare, poi la festa in piazza, i soldati in uniforme che abbracciavano le ragazze, prendevano in braccio i bambini. Non sapevo niente della politica, a casa non se ne parlava, mio padre lavorava in fabbrica, aveva un atteggiamento neutrale. Solo dopo ho cominciato a capire". Preparando il film, la sorpresa è stata quella di trovare le immagini degli anni Trenta. "Non immaginavo di trovare tanto materiale prezioso. Ma la scoperta più grande è il documento di Churchill contestato in campagna elettorale. Aveva guidato la nazione durante la guerra, ma era comunque un conservatore imperialista, contro i laburisti sosteneva che se il popolo avesse cominciato ad interferire nell'economia nazionale il rischio sarebbe stato il totalitarismo. Dopo le elezioni uscì di scena".
The spirit of '45 è passato una volta in tv, poi è uscito in sala e da mesi continua a girare in tutta l'Inghilterra, con incontri e dibattiti popolari, un successo imprevisto anche da Loach. "Il film non piace né alla destra né ai laburisti di oggi, che hanno dimenticato i valori del socialismo e della solidarietà. Ma sono contento perché piace alla gente comune, il mio scopo era quello di ricordare come eravamo e come siamo diventati, soprattutto alle ultime generazioni. Mai prima del '45 si era sentita così forte la coscienza della comunità, il potere della solidarietà e della capacità di lavorare insieme per costruire una società più giusta. Nel '79 è arrivata la signora Thatcher, ha distrutto le nazionalizzazione, ha disgregato i sindacati. E quello spirito è scomparso".