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Censurato in Cina "Il tocco del peccato"
Zhao Tao: "Racconta il divario tra ricchi e poveri"

L'attrice è tra i protagonisti del film di Jia Zhang-ke "Il tocco del peccato" in sala anche in Italia

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Bloccata in Cina l’uscita del film Il tocco del peccato di Jia Zhang-ke, appena arrivato nelle sale italiane. A denunciare la censura, il New York Times. Senza spiegazioni o comunicazioni ufficiali, i giornalisti cinesi sarebbero stati invitati a non parlare o commentare il film che era stato annunciato in sala per il 9 novembre. Poco tempo fa Jia Zhang-ke aveva avuto modo di parlare dei meccanismi della censura: “Dopo il 2004 – aveva dichiarato – si è innescata una discussione nel processo di censura. In passato, nessuno veniva a parlare con noi. Dicevano ‘sì’ o ‘no’. Se la Cina sta facendo dei progressi – aveva aggiunto – allora lo dobbiamo riconoscere. Il procedimento di censura è divenuto lentamente più rilassato”. Il film racconta quattro storie di ordinaria follia nella Cina moderna raccontate in Il tocco del peccato, premiato per la sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes e appena uscito in sala (distribuito da Officine Ubu), Il regista rivelazione di Still Life (Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 2006) racconta quattro storie di morte, altrettanti fatti realmente accaduti nel suo paese in anni recenti, tre omicidi e un suicidio. «Servono a raccontare un Paese che cambia rapidamente e in cui cresce il divario tra ricchi e poveri, singoli individui vengono privati della propria dignità e spesso reagiscono in modo violento», racconta il regista, che ha costruito cinematograficamente questi drammi ispirandosi ai film sulle arti marziali. Tra i protagonisti Zhao Tao, ex danzatrice e poi attrice, musa e compagna del regista, prima interprete cinese ad aggiudicarsi il David di Donatello per il film Io sono Li di Andre Segre. In il tocco del peccato è protagonista di uno dei quattro episodi: interpreta la graziosa receptionist di una sauna che viene molestata brutalmente da un ricco cliente: la sua reazione sarà violenta ogni oltre immaginazione. L’attrice è stata appena premiata con il Titano d’Oro per il Cinema alla seconda edizione del San Marino Film Festival. Bloccata in Cina l’uscita del film Il tocco del peccato di Jia Zhangke, da ora nelle sale italiane.
Il suo personaggio in Il tocco del peccato è quello di una donna normale che reagisce a un sopruso. Una storia realmente accaduta.
«Tutti gli uomini e le donne che raccontiamo nel film appartengono alla realtà della nuova Cina, un paese in cui il benessere raggiunge livelli altissimi, ma tocca pochi. E così c’è una larga fetta di popolazione che è povera, debole, esposta ai soprusi, ai quali di ritrova a reagire con violenza. Il mio personaggio lotta per difendere la propria dignità offesa».
Lei è ormai una musa per Zhang-ke.
«Sono diventata attrice per caso. La mia prima passione è stata la danza. Guardando un balletto in tv, avevo una manciata d’anni, ho chiesto a mio padre di portarmi a un corso e l’emozione che ho provato quel giorno mi ha subito fatto capire che era quella la mia strada. Poi sono diventata insegnante e per caso un giorno ho saputo da alcuni studenti che c’era un provino per un film. Mi sono presentata e qualche giorno dopo inaspettatamente sono stata richiamata. Poi sono tornata al mio lavoro e ho girato un nuovo film solo l’anno successivo. Malgrado i tanti dubbi sul mio talento, quello di attrice è un mestiere che mi affascina».
Quanto è stata importante l’esperienza e il premio per Io sono Li?
«In tre mesi di lavoro vicino a Chioggia e Venezia ho incontrato tanti bravi attori, che mi hanno aiutato anche nella vita quotidiana e mi hanno rassicurato nel mio lavoro di artista. Sono rimasta colpita dalla loro bravura ma soprattutto dalla grande umanità. Mi ricordo di un giorno quando l’acqua è salita nel piccolo paese ho indossato un paio di stivali ma l’acqua li ha sommersi, è stato un momento speciale che non dimenticherò. Voglio ringraziare questo gruppo: ho grande nostalgia di Andrea Segre. E sono orgogliosa del premio che ha in qualche modo confermato la mia strada d’artista, dandomi coraggio. Ora sono tornata in Italia e capisco poco, ma sento un grande calore e una grande umanità».