Kit Harington, il bello del "Trono di Spade" è la voce di "Dragon Trainer 2"
Arianna Finos, <em class="author">ARIANNA FINOS</em>L'attore, divenuto celebre nel ruolo di Jon Snow nella serie tv più amata della HBO, torna al cinema come doppiatore del film di animazione. Poi, le ferie in Puglia prima di tornare sul set della quinta stagione de "Il Trono di Spade": "Per me significa tornare in famiglia"
Il bastardo Jon Snow de Il Trono di Spade nella realtà è un illustre rampollo dell'aristocrazia britannica. Fascinoso, timido, ironico, Kit Harington, 27 anni, è discendente diretto di re Carlo II d'Inghilterra, ma tra i suoi avi c'è anche - lo conferma lui stesso - quel John Harington, classe 1561, ricordato dagli inglesi come poeta sarcastico e inventore della prima toilette, celebrata in Le metamorfosi di Ajace. Al volto infantile e alla barba contrattualizzata (dalla HBO) l'attore affianca una bella voce roca, perciò la Dreamworks l'ha voluto doppiatore del cacciatore di draghi Erat figlio di Erat, uno dei nuovi personaggi di Dragon Trainer 2 (in sala dal 16 agosto). "Malgrado l'arroganza iniziale, Erat in fondo al cuore è un buono. Si sente molto l'eroe protagonista, ma in fondo nella sua storia personale lo è".
Christopher Catesby Harington invece è l'umiltà fatta persona. Il successo straordinario di Il Tr…
Christopher Catesby Harington invece è l'umiltà fatta persona. Il successo straordinario di Il Tr…
Il bastardo Jon Snow de Il Trono di Spade nella realtà è un illustre rampollo dell'aristocrazia britannica. Fascinoso, timido, ironico, Kit Harington, 27 anni, è discendente diretto di re Carlo II d'Inghilterra, ma tra i suoi avi c'è anche - lo conferma lui stesso - quel John Harington, classe 1561, ricordato dagli inglesi come poeta sarcastico e inventore della prima toilette, celebrata in Le metamorfosi di Ajace. Al volto infantile e alla barba contrattualizzata (dalla HBO) l'attore affianca una bella voce roca, perciò la Dreamworks l'ha voluto doppiatore del cacciatore di draghi Erat figlio di Erat, uno dei nuovi personaggi di Dragon Trainer 2 (in sala dal 16 agosto). "Malgrado l'arroganza iniziale, Erat in fondo al cuore è un buono. Si sente molto l'eroe protagonista, ma in fondo nella sua storia personale lo è".
Christopher Catesby Harington invece è l'umiltà fatta persona. Il successo straordinario di Il Trono di Spade - è diventato la serie tv più visto della HBO, ha colto l'attore, che incontriamo in un albergo francese, impreparato: "Avevo alle spalle un po' di teatro, mi prospettavo francamente una carriera da mediano. Entrare in uno show su cui non si scommetteva più di tanto e che invece è diventato un fenomeno globale, mi ha stordito". Sembra quasi mortificato dall'efferatezza della serie - sesso, sangue, linguaggio forte secondo la migliore tradizione HBO - in cui chiunque tenta di seguire la strada del bene fa una brutta fine. "Il mio Jon Snow rappresenta la speranza, malgrado tutto cerca di restare una brava persona e per me è un impegno importante renderlo credibile nel suo viaggio interiore per diventare un leader". Nella prima versione del pilot la sua faccia infantile era perfetta: nei libri di George R. R. Martin i personaggi sono poco più che adolescenti. Ma gli autori si sono accorti che la cosa non funzionava e hanno invecchiato gli attori. E così ecco i capelli lunghi (e niente shampoo sul set) e la barba incolta. Il punto fermo nella figura di Snow è l'innocenza, qualità condivisa da interprete e personaggio. Ammette Harington: "Un attore, specie a inizio carriera, tende a scegliere o ad essere scelto in ruoli che gli sono vicini, che possa rappresentare in profondità. Vale soprattutto per Il Trono di Spade".
S'imbarazza "magari non proprio ora, ma fin da ragazzino mi sono sempre considerato un po' innocente rispetto al mondo". I valori di riferimento li ha attinti in famiglia: "I miei genitori sono ancora sposati, cosa rara di questi tempi e mio fratello è uno dei miei migliori amici". La madre è stata esempio di creatività "mi ha portato a teatro fin da ragazzino. Il palcoscenico è diventato il mio primo amore. Mamma dipinge, scrive testi teatrali, tiene corsi all'università". Il padre invece è un modello di leadership "è un imprenditore che lavora moltissimo e ha grandi principi. È meraviglioso nei confronti dei suoi dipendenti. È un grande capo. Quando gli ho detto che volevofare l'attore ha avuto qualche perplessità, "dipende troppo dalla fortuna" Ma mi ha lasciato libero di scegliere e sostenuto comunque".
Al cinema la filmografia dell'attore è breve. Una partecipazione in Silent Hill: Revelation 3D un paio d'anni fa, la scorsa primavera il ruolo di gladiatore protagonista in Pompei (che ha incassato poco), Dragon Trainer 2. E Seventh Son di Sergei Bodroj con Jeff Bridges e Julianne Moore, "un piccolo ruolo, ma anche condividere il set con loro è stato un privilegio. Il film ha avuto mille difficoltà produttive. Ora sta per uscire, sono curioso sulle reazioni". Non intende trasferirsi a Hollywood "Los Angeles e New York vanno bene per lavorare, ma conto di restare a Londra, coltivando le mie amicizie" tra cui quella affettuosa con la collega de Il Trono di Spade Rosie Leslie, (la guerriera Ygritte). "La mia seconda base sarà comunque in Europa", raccconta Harintgon, "mi piacerebbe una casa nel sud della Francia o Italia. Sono stato molte volte nel vostro Paese. Il momento più magico l'ho vissuto a Pompei. Sono stato felice di non aver pensato ai soldi e ingaggiato una guida locale tutta per me. Aveva ottant'anni e ne aveva passati cinquanta a spiegare Pompei, la conosceva pezzo per pezzo. Era più grande di come l'avevo immaginata, una pagina meravigliosa di storia. Peccato per le frane: è un patrimonio unico". Nelle scorse settimane Harington, è stato avvistato in vacanza in Puglia. Poi lo aspetta il set di una spy story per la tv britannica e la quinta stagione de Il Trono di Spade in onda su Sky ad aprile 2015. "Per me significa tornare in famiglia: sono grato a Jon Snow per tutto ciò che mi ha dato modo di esprimere come attore. E se non le dispiace, porti i miei saluti a Marco Pontecorvo, che ha disegnato la fotografia della prima serie: un grande talento e una grande persona, sarebbe bello tornasse prima della fine".
Christopher Catesby Harington invece è l'umiltà fatta persona. Il successo straordinario di Il Trono di Spade - è diventato la serie tv più visto della HBO, ha colto l'attore, che incontriamo in un albergo francese, impreparato: "Avevo alle spalle un po' di teatro, mi prospettavo francamente una carriera da mediano. Entrare in uno show su cui non si scommetteva più di tanto e che invece è diventato un fenomeno globale, mi ha stordito". Sembra quasi mortificato dall'efferatezza della serie - sesso, sangue, linguaggio forte secondo la migliore tradizione HBO - in cui chiunque tenta di seguire la strada del bene fa una brutta fine. "Il mio Jon Snow rappresenta la speranza, malgrado tutto cerca di restare una brava persona e per me è un impegno importante renderlo credibile nel suo viaggio interiore per diventare un leader". Nella prima versione del pilot la sua faccia infantile era perfetta: nei libri di George R. R. Martin i personaggi sono poco più che adolescenti. Ma gli autori si sono accorti che la cosa non funzionava e hanno invecchiato gli attori. E così ecco i capelli lunghi (e niente shampoo sul set) e la barba incolta. Il punto fermo nella figura di Snow è l'innocenza, qualità condivisa da interprete e personaggio. Ammette Harington: "Un attore, specie a inizio carriera, tende a scegliere o ad essere scelto in ruoli che gli sono vicini, che possa rappresentare in profondità. Vale soprattutto per Il Trono di Spade".
S'imbarazza "magari non proprio ora, ma fin da ragazzino mi sono sempre considerato un po' innocente rispetto al mondo". I valori di riferimento li ha attinti in famiglia: "I miei genitori sono ancora sposati, cosa rara di questi tempi e mio fratello è uno dei miei migliori amici". La madre è stata esempio di creatività "mi ha portato a teatro fin da ragazzino. Il palcoscenico è diventato il mio primo amore. Mamma dipinge, scrive testi teatrali, tiene corsi all'università". Il padre invece è un modello di leadership "è un imprenditore che lavora moltissimo e ha grandi principi. È meraviglioso nei confronti dei suoi dipendenti. È un grande capo. Quando gli ho detto che volevofare l'attore ha avuto qualche perplessità, "dipende troppo dalla fortuna" Ma mi ha lasciato libero di scegliere e sostenuto comunque".
Al cinema la filmografia dell'attore è breve. Una partecipazione in Silent Hill: Revelation 3D un paio d'anni fa, la scorsa primavera il ruolo di gladiatore protagonista in Pompei (che ha incassato poco), Dragon Trainer 2. E Seventh Son di Sergei Bodroj con Jeff Bridges e Julianne Moore, "un piccolo ruolo, ma anche condividere il set con loro è stato un privilegio. Il film ha avuto mille difficoltà produttive. Ora sta per uscire, sono curioso sulle reazioni". Non intende trasferirsi a Hollywood "Los Angeles e New York vanno bene per lavorare, ma conto di restare a Londra, coltivando le mie amicizie" tra cui quella affettuosa con la collega de Il Trono di Spade Rosie Leslie, (la guerriera Ygritte). "La mia seconda base sarà comunque in Europa", raccconta Harintgon, "mi piacerebbe una casa nel sud della Francia o Italia. Sono stato molte volte nel vostro Paese. Il momento più magico l'ho vissuto a Pompei. Sono stato felice di non aver pensato ai soldi e ingaggiato una guida locale tutta per me. Aveva ottant'anni e ne aveva passati cinquanta a spiegare Pompei, la conosceva pezzo per pezzo. Era più grande di come l'avevo immaginata, una pagina meravigliosa di storia. Peccato per le frane: è un patrimonio unico". Nelle scorse settimane Harington, è stato avvistato in vacanza in Puglia. Poi lo aspetta il set di una spy story per la tv britannica e la quinta stagione de Il Trono di Spade in onda su Sky ad aprile 2015. "Per me significa tornare in famiglia: sono grato a Jon Snow per tutto ciò che mi ha dato modo di esprimere come attore. E se non le dispiace, porti i miei saluti a Marco Pontecorvo, che ha disegnato la fotografia della prima serie: un grande talento e una grande persona, sarebbe bello tornasse prima della fine".