La sua Honda Civic del 2004, senza navigatore, parcheggiata chissà dove; la barba segnata da un ruvido tocco di classe; gli occhi che somigliano a due orizzonti polari. Quando incontriamo l'ex star del Saturday Night Live, Will Forte, cresciuto a Moraga e Lafayette, California, l'ipotesi di una seconda stagione di The Last Man on Earth - su Fox Comedy ogni martedì alle 23.15 - è pura fantascienza. Invece, a bruciapelo, in occasione della messa in onda in Italia, ecco la notizia di un rinnovo: altri 13 episodi per i produttori esecutivi e registi Chris Miller e Phil Lord. Tra burritos e conference call, Forte ci racconta che aspetto ha per lui la fine del mondo. "Quando ho scritto la prima serie mi sono domandato che senso avesse per il pubblico guardarmi gozzovigliare per la Terra, da solo, lungo 13 puntate. Era e resta questa la sfida", spiega.
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Negli Stati Uniti, la commedia post apocalittica dal ritmo veloce e volubile, ha consacrato l'agente speciale MacGruber (ricordate il film del 2010 diretto da Jorma Taccone?) a ultima celebrity del pianeta. Regge un'intera serie tv con il suo carisma, le trovate, l'andatura e gli sguardi di un attore da film muto. Poi piano piano si aggiungono altri membri nel cast. Il suo personaggio, Phil Miller, sembra essere il solo sopravvissuto ad un'epidemia che ha distrutto il pianeta nel 2018: "Lo definirei un uomo medio a cui piacciono Guerre Stellari, i Twinkies (delle merendine alla crema, ndr) e il sesso" precisa l'attore. "Ho pensato di vestirlo con l'abbigliamento di uno studente del college ridotto alla fame, sepolto da una barba con qualche ramoscello grigio che spunta".
Due anni dopo l'apocalisse, Phil, 41 anni, ex lavoratore a tempo determinato, viaggia a bordo di un camper sgarrupato alla ricerca di superstiti, in mezzo a un supermarket saccheggiato, tra lo Utah e l'ignoto, a piedi nudi o immerso in una piscina gonfiabile a far pipì. Tanto nessuno può vederlo. Poco prima di togliersi la vita, di ritorno da un altro viaggio cieco e in rotta verso la città nativa di Tucson, Arizona, Phil incontra Carol Pilbasian (Kristen Schaal), eccentrica e petulante. Su insistenza di Carol, i due si sposano per ripopolare la Terra e dar il via a un nuovo inizio. Ma, attenzione, c'è un'altra donna in circolazione, ed è la bionda Melissa Shart (interpretata da January Jones, la Betty Draper di Mad Men), irresistibile. I tre ad un certo punto incontrano un altro sopravvissuto, Todd; Phil comincia a ingelosirsi quando tra Todd e Melissa scatta la scintilla. Con il trascorrere delle puntate, appaiono altri "ultimi uomini e donne della Terra"; su tutti un bizzarro Phil Miller numero 2.
L'effetto è quello anarchico e d'autocannibalismo delle commedie via cavo di un tempo. "The Last Man on Earth è anche un'allegoria delle relazioni di coppia e del matrimonio moderno - racconta Forte - Carol rappresenta la presunta fetta sana e razionale della civiltà, la possibilità di un ritorno all'umanità controllata; Phil, invece, continua a far pipì nella piscina". Lontani da The World, the Flesh and the Devil (La fine del mondo), il film post-apocalittico del 1959 con Harry Belafonte, la serie tv creata da Forte è quasi un gioco, un esperimento in cui "tutto quello che mi passa per la mente, lo propongo, a costo di improvvisare e senza sapere che forma prenderà sul set. Ho sviluppato la mia idea con il team Phil Lord-Christopher Miller, i geni dietro il film dei Lego e la franchise 21 Jump Street; 'Phil Miller' tra l'altro deriva da un impasto dei loro nomi"
Ma come si comporterebbe Forte se dovesse trovarsi nel giorno esatto dell'Armageddon? "Farei tutto quello che mi vedete fare nelle prime puntate, perché è liberatorio. Poi marcerei dritto verso Washington, nei palazzi di massima sicurezza, per raccogliere le informazioni top secret sui potenti della Terra. Mi appassionano le teorie complottistiche. Finalmente saprei cosa è vero e cosa no, dall'11 settembre all'Area 51". Secondo il network Fox, The Last Man on Earth rappresenta una combinazione speciale tra televisione e script da pallottoliere. "Vedete, io ho un target - prosegue Forte - so dove voglio arrivare con questa serie e fin dove voglio spingermi. Fox mi permette di dar vita a uno show diverso dal resto, altrimenti non sarei qui. Erano pietrificati all'inizio. Io non ho accettato compromessi né escamotage narrativi, tipo flashback imposti per spiegare allo spettatore come siamo arrivati alla fine del mondo".
A 44 anni, dopo otto stagioni di SNL ("nel 2001 rifiutai l'offerta del Saturday Night Live, perché stavo scrivendo That '70s Show; mi hanno contattato l'anno dopo e ho detto sì"), Forte si definisce un lavoratore assiduo: "Non me l'hanno diagnosticato in modo ufficiale ma credo di essere un ossessivo-compulsivo. Non prendo una vacanza da oltre due anni. Sul lavoro può sembrare divertente ma sfido chiunque, dalla mia famiglia al partner, ad accettare questo lato oscuro del carattere. Lavoro anche 16 ore al giorno e combino marachelle tutto il tempo".
Sul gossip, a proposito di una relazione con la co-star January Jones, sorvola: "Non credete a quello che scrivono certe riviste. E comunque si tratta della mia vita privata". Dove sta andando, professionalmente, ora Will? "Tutti mi conoscono come l'intrattenitore del Saturday Night Live. Poi c'è stato il ruolo di David Grant in Nebraska, nel 2013. Oggi, grazie a questa serie tv mi sento davvero completo e compreso dagli altri".
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Negli Stati Uniti, la commedia post apocalittica dal ritmo veloce e volubile, ha consacrato l'agente speciale MacGruber (ricordate il film del 2010 diretto da Jorma Taccone?) a ultima celebrity del pianeta. Regge un'intera serie tv con il suo carisma, le trovate, l'andatura e gli sguardi di un attore da film muto. Poi piano piano si aggiungono altri membri nel cast. Il suo personaggio, Phil Miller, sembra essere il solo sopravvissuto ad un'epidemia che ha distrutto il pianeta nel 2018: "Lo definirei un uomo medio a cui piacciono Guerre Stellari, i Twinkies (delle merendine alla crema, ndr) e il sesso" precisa l'attore. "Ho pensato di vestirlo con l'abbigliamento di uno studente del college ridotto alla fame, sepolto da una barba con qualche ramoscello grigio che spunta".
Due anni dopo l'apocalisse, Phil, 41 anni, ex lavoratore a tempo determinato, viaggia a bordo di un camper sgarrupato alla ricerca di superstiti, in mezzo a un supermarket saccheggiato, tra lo Utah e l'ignoto, a piedi nudi o immerso in una piscina gonfiabile a far pipì. Tanto nessuno può vederlo. Poco prima di togliersi la vita, di ritorno da un altro viaggio cieco e in rotta verso la città nativa di Tucson, Arizona, Phil incontra Carol Pilbasian (Kristen Schaal), eccentrica e petulante. Su insistenza di Carol, i due si sposano per ripopolare la Terra e dar il via a un nuovo inizio. Ma, attenzione, c'è un'altra donna in circolazione, ed è la bionda Melissa Shart (interpretata da January Jones, la Betty Draper di Mad Men), irresistibile. I tre ad un certo punto incontrano un altro sopravvissuto, Todd; Phil comincia a ingelosirsi quando tra Todd e Melissa scatta la scintilla. Con il trascorrere delle puntate, appaiono altri "ultimi uomini e donne della Terra"; su tutti un bizzarro Phil Miller numero 2.
L'effetto è quello anarchico e d'autocannibalismo delle commedie via cavo di un tempo. "The Last Man on Earth è anche un'allegoria delle relazioni di coppia e del matrimonio moderno - racconta Forte - Carol rappresenta la presunta fetta sana e razionale della civiltà, la possibilità di un ritorno all'umanità controllata; Phil, invece, continua a far pipì nella piscina". Lontani da The World, the Flesh and the Devil (La fine del mondo), il film post-apocalittico del 1959 con Harry Belafonte, la serie tv creata da Forte è quasi un gioco, un esperimento in cui "tutto quello che mi passa per la mente, lo propongo, a costo di improvvisare e senza sapere che forma prenderà sul set. Ho sviluppato la mia idea con il team Phil Lord-Christopher Miller, i geni dietro il film dei Lego e la franchise 21 Jump Street; 'Phil Miller' tra l'altro deriva da un impasto dei loro nomi"
Ma come si comporterebbe Forte se dovesse trovarsi nel giorno esatto dell'Armageddon? "Farei tutto quello che mi vedete fare nelle prime puntate, perché è liberatorio. Poi marcerei dritto verso Washington, nei palazzi di massima sicurezza, per raccogliere le informazioni top secret sui potenti della Terra. Mi appassionano le teorie complottistiche. Finalmente saprei cosa è vero e cosa no, dall'11 settembre all'Area 51". Secondo il network Fox, The Last Man on Earth rappresenta una combinazione speciale tra televisione e script da pallottoliere. "Vedete, io ho un target - prosegue Forte - so dove voglio arrivare con questa serie e fin dove voglio spingermi. Fox mi permette di dar vita a uno show diverso dal resto, altrimenti non sarei qui. Erano pietrificati all'inizio. Io non ho accettato compromessi né escamotage narrativi, tipo flashback imposti per spiegare allo spettatore come siamo arrivati alla fine del mondo".
A 44 anni, dopo otto stagioni di SNL ("nel 2001 rifiutai l'offerta del Saturday Night Live, perché stavo scrivendo That '70s Show; mi hanno contattato l'anno dopo e ho detto sì"), Forte si definisce un lavoratore assiduo: "Non me l'hanno diagnosticato in modo ufficiale ma credo di essere un ossessivo-compulsivo. Non prendo una vacanza da oltre due anni. Sul lavoro può sembrare divertente ma sfido chiunque, dalla mia famiglia al partner, ad accettare questo lato oscuro del carattere. Lavoro anche 16 ore al giorno e combino marachelle tutto il tempo".
Sul gossip, a proposito di una relazione con la co-star January Jones, sorvola: "Non credete a quello che scrivono certe riviste. E comunque si tratta della mia vita privata". Dove sta andando, professionalmente, ora Will? "Tutti mi conoscono come l'intrattenitore del Saturday Night Live. Poi c'è stato il ruolo di David Grant in Nebraska, nel 2013. Oggi, grazie a questa serie tv mi sento davvero completo e compreso dagli altri".