ROMA - Chi sta raccontando questa generazione? Il lavoro che non c’è, gli studi fatti per niente, il senso di inutilità che cresce, gli ideali spenti, la crisi economica infinita, la sottile depressione di cui tutto è permeato? «Quando abbiamo finito l’università è stato spaventoso: cercavi un lavoro e intorno a te c’era solo il vuoto», racconta Matteo Corradini, laurea in lingue moderne, con Luca Vecchi («Ho studiato regia al Dams e poi ho fatto la specializzazione») e Luigi Di Capua («Psicologia del marketing, che mi guardo bene dall’applicare»). Insieme formano i The Pills.
[[ge:rep-locali:repubblica:128700033]]
Loro questa generazione la raccontano dall’interno riuscendo a riderci sopra, nonostante un apparente cinico disincanto. Sono anche la dimostrazione che oggi i trentenni possono farcela partendo da zero. I The Pills sono degli “youtubers”, ovvero un trio di amici che, grazie a “pillole” (da cui il nome) pubblicate su YouTube, sono riusciti a diventare famosi. «Ma per noi YouTube è come una bicicletta: ovvero un mezzo come un altro per arrivare nel luogo a cui sei diretto, non una filosofia. Ci sono alcuni che ci dicono: “Ah, però state tradendo lo spirito di YouTube”. Lo spirito di YouTube? Ma ci rendiamo conto?», ci tiene a precisare Matteo.
[[ge:rep-locali:repubblica:128759737]]
Ai The Pills, comunque sia, YouTube ha consentito di arrivare prima alla televisione (Deejay e Italia 1) e adesso addirittura al cinema. C’è molta attesa per il loro primo film, Sempre meglio che lavorare. Matteo spiega: «Parla dei problemi di ragazzi che diventano grandi». Luca: «Non grandi, vecchi. Da bambini a vecchi». Luigi: «Un giorno ti svegli e dici: “Ho trent’anni”. E tutto ti cade addosso». Luca: «Per esempio, a trent’anni se non hai un lavoro qualche problema te lo fai. Oggi l’eterna adolescenza finisce all’improvviso, un tempo c’erano l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. I nostri genitori si sposavano a vent’anni, a venticinque avevano dei figli. Noi anche volendo non potremmo». Matteo: «E così giochiamo alla Playstation». Questo è un tema che tratta anche un altro che sta raccontando questa generazione, Zerocalcare. «Infatti è un fratello, è venuto anche a trovarci in una pillola di un po’ di tempo fa. Gli abbiamo anche chiesto una locandina alternativa ma abbiamo dovuto soprassedere: ormai non risponde più al telefono. Ha troppi “accolli”. Michele (Rech, vero nome di Zerocalcare, ndr), se leggi questa intervista accogli la nostra supplica. Noi comunque ti vogliamo bene».
Dietro le risate però i The Pills non sono morbidi come potrebbe sembrare: in una delle loro “pillole” intitolata Una mamma perfetta prospettano la difficoltà quasi insormontabile dell’avere figli oggi: alla fine della gag si capisce che la ragazza abortirà. Matteo: «La nostra cattiveria non è fine a se stessa: ridiamo sopra certe cose ma non per questo edulcoriamo». Luca: «Oggi altri decidono di avere un figlio perché non sanno più cosa scrivere su Facebook». Questa è la forza della loro ironia: dietro l’apparenza leggiadra, devastante. E anche l’amore ai tempi di YouPorn è sempre più difficile: trattato in molte pillole tra cui una delle ultime, Divorzio al futuro. Matteo: «Quando la protagonista dice: “Non ci posso credere; tu pensi che si costruisca un rapporto tipo su, che ca**o ne so, affettività, sentimenti, cose così, de che stamo a parlà? Vebbé adesso devo toglierti l’amicizia su Facebook, peccato potevamo ancora scopà”». Matteo: «Nel film quello del rapporto con YouPorn è anche uno dei problemi di Luigi: era abituato a un ritmo di autoamore molto elevato e quando si accorge che il desiderio sessuale non è più così forte va in crisi di mezza età».
C’è anche una colonna sonora di musicisti trentenni: Matteo: «Sì, c’è Calcutta con Gaetano, chitarra acustica scordata, bellissimo, quello che dice “ho fatto una svastica in centro a Bologna/ ma era solo un pretesto per litigare/ non volevo far festa e mi serviva un pretesto per lasciarti andare/ suona una fisarmonica/ fiamme nel campo rom/ tua madre lo diceva non andare su YouPorn”». Matteo: Poi c’è un inedito, Disperato, dei The Giornalisti, un gusto rétro tra Dalla e Venditti». Matteo: «E c’è un pezzo bellissimo de I Cani, inedito anche questo, che si intitola Dovremmo monetizzare questo nostro grande amore, che dice “dovremmo monetizzare questo nostro grande amore/ con dei post svergognati con 7000 Mi piace”».
Chiude il film, in una sorta di nuovo inizio, una coppia seduta al tavolo che parla della differenza tra il mettersi in mostra nei social e quello che è realmente il rapporto tra due persone», spiega Matteo. Luca: «Niccolò Contessa de I Cani ha fatto un pezzo straordinario. Così come quello appena uscito, Il posto più freddo che, ti giuro, ti spacca il cuore. C’è un senso di depressione così reale che ti lacera ma va sentito nella versione col pianoforte». Infine, il cameo di Gianni Morandi. Luigi: «L’abbiamo scelto perché lui ha fottuto tutti i social media manager. Nel film la nonna (vera) di Luca per arrotondare la pensione chiede gli chiede consiglio. E lui le spiega il suo segreto: per battere la cattiveria su Internet c’è un solo modo: la banalità».
[[ge:rep-locali:repubblica:128700033]]
Loro questa generazione la raccontano dall’interno riuscendo a riderci sopra, nonostante un apparente cinico disincanto. Sono anche la dimostrazione che oggi i trentenni possono farcela partendo da zero. I The Pills sono degli “youtubers”, ovvero un trio di amici che, grazie a “pillole” (da cui il nome) pubblicate su YouTube, sono riusciti a diventare famosi. «Ma per noi YouTube è come una bicicletta: ovvero un mezzo come un altro per arrivare nel luogo a cui sei diretto, non una filosofia. Ci sono alcuni che ci dicono: “Ah, però state tradendo lo spirito di YouTube”. Lo spirito di YouTube? Ma ci rendiamo conto?», ci tiene a precisare Matteo.
[[ge:rep-locali:repubblica:128759737]]
Ai The Pills, comunque sia, YouTube ha consentito di arrivare prima alla televisione (Deejay e Italia 1) e adesso addirittura al cinema. C’è molta attesa per il loro primo film, Sempre meglio che lavorare. Matteo spiega: «Parla dei problemi di ragazzi che diventano grandi». Luca: «Non grandi, vecchi. Da bambini a vecchi». Luigi: «Un giorno ti svegli e dici: “Ho trent’anni”. E tutto ti cade addosso». Luca: «Per esempio, a trent’anni se non hai un lavoro qualche problema te lo fai. Oggi l’eterna adolescenza finisce all’improvviso, un tempo c’erano l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. I nostri genitori si sposavano a vent’anni, a venticinque avevano dei figli. Noi anche volendo non potremmo». Matteo: «E così giochiamo alla Playstation». Questo è un tema che tratta anche un altro che sta raccontando questa generazione, Zerocalcare. «Infatti è un fratello, è venuto anche a trovarci in una pillola di un po’ di tempo fa. Gli abbiamo anche chiesto una locandina alternativa ma abbiamo dovuto soprassedere: ormai non risponde più al telefono. Ha troppi “accolli”. Michele (Rech, vero nome di Zerocalcare, ndr), se leggi questa intervista accogli la nostra supplica. Noi comunque ti vogliamo bene».
Dietro le risate però i The Pills non sono morbidi come potrebbe sembrare: in una delle loro “pillole” intitolata Una mamma perfetta prospettano la difficoltà quasi insormontabile dell’avere figli oggi: alla fine della gag si capisce che la ragazza abortirà. Matteo: «La nostra cattiveria non è fine a se stessa: ridiamo sopra certe cose ma non per questo edulcoriamo». Luca: «Oggi altri decidono di avere un figlio perché non sanno più cosa scrivere su Facebook». Questa è la forza della loro ironia: dietro l’apparenza leggiadra, devastante. E anche l’amore ai tempi di YouPorn è sempre più difficile: trattato in molte pillole tra cui una delle ultime, Divorzio al futuro. Matteo: «Quando la protagonista dice: “Non ci posso credere; tu pensi che si costruisca un rapporto tipo su, che ca**o ne so, affettività, sentimenti, cose così, de che stamo a parlà? Vebbé adesso devo toglierti l’amicizia su Facebook, peccato potevamo ancora scopà”». Matteo: «Nel film quello del rapporto con YouPorn è anche uno dei problemi di Luigi: era abituato a un ritmo di autoamore molto elevato e quando si accorge che il desiderio sessuale non è più così forte va in crisi di mezza età».
C’è anche una colonna sonora di musicisti trentenni: Matteo: «Sì, c’è Calcutta con Gaetano, chitarra acustica scordata, bellissimo, quello che dice “ho fatto una svastica in centro a Bologna/ ma era solo un pretesto per litigare/ non volevo far festa e mi serviva un pretesto per lasciarti andare/ suona una fisarmonica/ fiamme nel campo rom/ tua madre lo diceva non andare su YouPorn”». Matteo: Poi c’è un inedito, Disperato, dei The Giornalisti, un gusto rétro tra Dalla e Venditti». Matteo: «E c’è un pezzo bellissimo de I Cani, inedito anche questo, che si intitola Dovremmo monetizzare questo nostro grande amore, che dice “dovremmo monetizzare questo nostro grande amore/ con dei post svergognati con 7000 Mi piace”».
Chiude il film, in una sorta di nuovo inizio, una coppia seduta al tavolo che parla della differenza tra il mettersi in mostra nei social e quello che è realmente il rapporto tra due persone», spiega Matteo. Luca: «Niccolò Contessa de I Cani ha fatto un pezzo straordinario. Così come quello appena uscito, Il posto più freddo che, ti giuro, ti spacca il cuore. C’è un senso di depressione così reale che ti lacera ma va sentito nella versione col pianoforte». Infine, il cameo di Gianni Morandi. Luigi: «L’abbiamo scelto perché lui ha fottuto tutti i social media manager. Nel film la nonna (vera) di Luca per arrotondare la pensione chiede gli chiede consiglio. E lui le spiega il suo segreto: per battere la cattiveria su Internet c’è un solo modo: la banalità».