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'Who the fuck is Frank Zappa?', il film sulla rockstar finanziato dai fan

Il documentario di Alex Winter verrà realizzato grazie al denaro raccolto sulla piattaforma Kickstarter: più di un milione di dollari. Il regista ha avuto accesso agli archivi personali del chitarrista. Ma gli esempi non finiscono qui: dal doc su Troisi ai Pills, in molti chiedono aiuto al crowdfunding

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Sarà perché il titolo, Who the Fuck Is Frank Zappa?, avrebbe potuto sceglierlo proprio lui, sarà perché il regista Alex Winter aveva avvertito: “Per realizzare questo film mi è stato dato pieno e libero accesso all’archivio personale e a materiale inedito” o sarà perché ai donatori più generosi sono state promesse svariate ricompense: da suoi vestiti, a suoi dischi a tour guidati in casa sua… sta di fatto che il film su Frank Zappa ha segnato il record di fondi raccolti per un documentario sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Winter aveva posto l’obiettivo a 500mila dollari e ne sono stati raccolti più del doppio: 1 milione 126mila, da quasi 8.700 donatori. Tutto questo in un solo mese, dall’8 marzo, giorno in cui è stata lanciata la campagna, all’8 aprile. Finora il primato era detenuto dal documentario su Bill Nye, The Bill Nye Film, conduttore e divulgatore scientifico statunitense, se vogliamo, il corrispettivo del nostro Piero Angela. Poi però è arrivato Alex Winter con una domanda: “Come è possibile che non sia ancora stato realizzato un film completo, definitivo, su Frank Zappa?”. E allora lui, che si è descritto non come un fan della prima ora, ma come uno che si è lasciato catturare dal genio di Frank Zappa già in là con gli anni, si è proposto di raccontare la storia dell’artista americano nato da padre siciliano “con il punto di vista non di chi sa già tutto, ma di chi vuole mettersi a lavoro nella speranza di scoprire qualcosa di nuovo”. Non per guidare il pubblico, ma per sorprendersi insieme con il pubblico dell’immaginazione, l’ironia, il virtuosismo, la cultura e la sperimentazione contenuta nella musica di Frank Zappa. E questo approccio deve essere piaciuto ai fan che hanno risposto con tanta generosità all’appello lanciato su Kickstarter, ma prima di tutto a Gail Zappa, moglie di Frank e amministratrice della “Zappa Family Trust” che ha deciso di aprire per la prima volta, ad un estraneo della famiglia, il Vault, l’enorme archivio a piano terra della casa degli Zappa a Los Angeles. “Gail sapeva già di avere un cancro in fase terminale – racconta il regista – così non appena ho ricevuto la sua benedizione abbiamo iniziato a registrare interviste. Sono felice, non avrebbe avuto senso raccontare la storia di Frank senza di lei”.

Viaggio tra le note di un genio, tributo a Frank Zappa

A questo punto a Winter è bastato aggiungere che nel “caveau” erano raccolte centinaia di ore di materiali video e audio inediti (non solo musica, ma anche filmini girati da Frank in casa) che necessitavano di moltissimo tempo e soldi per essere catalogati, preservati e digitalizzati, per convincere anche chi era rimasto scettico a contribuire al progetto. E poi l’idea di mettere in palio addirittura la casa stessa, dove la famiglia Zappa ha vissuto dal 1968: se qualcuno fosse stato disposto ad offrire 9 milioni di dollari se la sarebbe aggiudicata. Ma i soldi non sarebbero andati tutti agli eredi di Frank, una parte naturalmente sì, ma gli obiettivi principali della raccolta fondi erano due, come ha assicurato Winter: “Realizzare il film e salvare l’archivio, per noi e per le generazioni future”. Lo stesso vale adesso, con un budget che è più del doppio di quello che si sperava si raccogliesse. Anzi, recentemente Ahmet, figlia più piccola di Frank, ha voluto precisare che “l’operazione Kickstarter non è un progetto della Zappa Family Trust”, che loro non riceveranno soldi, ma che sostengono comunque l’idea del documentario e della conservazione dell’archivio.

Insomma, questo film un record lo ha già stabilito prima ancora di parlare di incassi ai botteghini e numero di spettatori, di fatto prima ancora di vedere la luce. In realtà, oggi, ricorrere al crowdfunding per produrre o completare la produzione di un film sembra una strada piuttosto battuta: piace a chi il film lo deve realizzare, perché in tempi brevi si possono raggiungere somme anche considerevoli, e al pubblico che può sentirsi “parte” del film. Grazie alle campagne di raccolta fondi online, sono stati realizzati film che poi sono diventati piccoli successi. Room 237, ad esempio. Il documentario di Rodney Ascher, che cerca di svolgere la matassa dei possibili messaggi occulti contenuti in Shining di Kubrick (dall’allegoria dello sterminio dei Nativi americani, all’Olocausto, al falso allunaggio dell’Apollo 11), è stato realizzato anche grazie a Kickstarter. Certo, si parla di una cifra decisamente inferiore rispetto al milione di dollari raccolto per Who the Fuck Is Frank Zappa?, ma ad un certo punto dei lavori, necessaria. Il film viene accettato all’edizione 2012 del Sundance Festival e così il team della post-produzione si trova ad aver bisogno di 5mila dollari per completare, in fretta, i lavori. In un mese ne sono stati raccolti cinquemilaquattrocento.

In Italia un film fortunato, in termini di ottima risposta del pubblico a un appello di crowdfunding è Vittima degli eventi. La pellicola, che ha per protagonista un personaggio ispirato al Dylan Dog edito dalla Bonelli, è stata realizzata da due dei più famosi Youtubers italiani, Luca Vecchi (The Pills) e Claudio Di Biagio (Freaks) solo grazie ai fan. Due campagne organizzate sulla piattaforma Indiegogo con le quali sono stati raccolti 27mila euro (per un film costato, nel complesso, 40mila euro). 15mila sono stati donati la prima volta e 12mila la seconda, quando è stato raccolto il 600% in più di quanto era stato chiesto (duemila euro).

Poi però ci sono anche casi strani di storie a cui, senza spiegazione, non viene data neppure una chance. Sulla pagina Indiegogo dedicata al film Da Domani mi alzo tardi, ispirato alla vita di Massimo Troisi, l’asticella che segna l’avanzare della somma raccolta è tristemente ferma all’1%. Il tutto diventa ancora più triste quando si legge la scritta “no time left”. La campagna per il film diretto da Stefano Veneruso, nipote di Troisi, e tratto dal romanzo scritto dalla sua compagna, la sceneggiatrice Anna Pavignano, è chiusa e non ha raccolto neppure 6mila euro dei 650mila richiesti.

Quando, però, i soldi vengono raccolti e sono anche di più di quanto si desiderava (195mila dollari a fronte di un obiettivo fissato a 165mila), la sceneggiatura è pronta e c’è anche un trailer in cui quello che dovrebbe essere il protagonista dice al regista: “Di film belli con gente brava ne ho fatti, ma poter lavorare all’opera di un Maestro come te, è un onore” e poi a distanza di un anno e mezzo dalla chiusura della campagna ancora niente, è forse ancora più strano. Soprattutto se i protagonisti di questa storia si chiamano Iggy Pop e Dario Argento. The Sandman è il titolo del film per cui il regista di Profondo Rosso ha lanciato una campagna di raccolta fondi su Indiegogo che si è conclusa, con successo, il 3 dicembre 2014. Poi però, il silenzio. Anzi no, ci sono di nuovo le parole di Iggy Pop: “Quel film mi sta proprio facendo girare i coglioni, non riusciamo a partire”.