I 70 anni di Stallone: "Oggi ho il coraggio di guardare le persone negli occhi"
Chiara Ugolini
Rocky è maturato e con lui il suo interprete. L'ex ragazzo nato in un istituto di carità di Hell's Kitchen, quartiere degradato di Manhattan, ha avuto la meglio sul suo destino
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I 70 anni dello Stallone italiano: dall'infanzia a Hell's Kitchen al Golden Globe
Lo stallone italiano, l'attore che ha prestato il volto all'eroico reduce Rambo e il pugno al coraggioso Rocky, la star hollywodiana tutta muscoli e azione compie 70 anni il 6 luglio. Difficile immaginarlo da bambino, soprattutto come un bambino infelice. Eppure, Sylvester Gardenzio Stallone ha avuto un'infanzia piuttosto difficile. Lo sport lo ha salvato e poi gli ha regalato il fisico che ha potuto mostrare nei film che lo hanno reso famoso: le saghe di Rocky e di Rambo sopra ogni cosa. Per Stallone il 2016 è stato da un lato un anno di riscatto grazie alla sua performance in 'Creed' (sempre nel ruolo di Rocky Balboa) ha vinto un Golden Globe ma non ha potuto agguantare l'Oscar che rincorre dal 1976.
Rocky bambino, genitori in crisi e rachitismo. D'altronde la storia di Sylvester Gardenzio Stallone è fin dall'infanzia una storia di riscatto, nato il 6 luglio 1946 a Hell's Kitchen, New York, Stallone è il figlio di un parrucchiere di origini pugliesi e di un'astrologa ed ex ballerina. Ma da bambino la vita è piuttosta in salita per Sly, con una parziale paralisi del viso dovuta al forcipe che lo ha fatto nascere, con problemi di balbuzie e affetto da rachitismo vive un'adolescenza turbolenza. Solo a Filadelfia (città emblematica per Stallone sia per la vita privata che per quella cinematografica) dove si è trasferito con la madre (i suoi hanno divorziato quando lui aveva nove anni) e il nuovo compagno di lei troverà pace superando i suoi problemi fisici grazie alla passione per lo sport e alla partecipazione nella squadra di football della scuola.
200 dollari per un porno aspettando la fama. Già a Filadelfia cominciò ad avvicinarsi alla recitazione, ma l'innamoramento vero e proprio per il cinema arrivò con l'iscrizione all'Università di Miami per studiare Arte Drammatica, studi che si pagò facendo i lavori più vari dall'inserviente allo zoo, alla maschera al cinema. Nel '69 tornato a New York si mantenne con mille lavoretti ma anche grazie alla partecipazione ad un softporno The Party at Kitty and Stud's, che venne poi distribuito in Italia dopo il successo di Rocky con il titolo Italian Stallion - Porno proibito dal soprannome di Sly, "Stallone italiano". "All'epoca ero stato buttato fuori di casa ed ero un senzatetto, mi pagarono 200 dollari per due giorni di lavoro" ha raccontato anni dopo. Trasferito in California cominciò a lavorare nel cinema con piccoli ruoli e contemporaneamente a scrivere perché il sogno di Stallone era non solo di essere interprete ma anche sceneggiatore.
"Rocky" compie 40 anni, Philadelphia lo celebra
40 anni di Rocky: il 1976, l'anno della svolta. Il 1976 è l'anno che cambia irreversibilmente la sua carriera. Affascinato dall'incontro di boxe tra Muhammad Alì e Chuck Wepner Stallone scrisse la sceneggiatura completa di Rocky in soli tre giorni, la leggenda narra di venti ore di scrittura filata. Il film venne girato a basso costo e nel giro di pochissimi mesi si rivelò un successo straordinario di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben sei nomination, tra cui quelle per Stallone, interpretazione e sceneggiatura andate però tutte a vuoto. Sul palco del Beverly Hills Hotel ritirando il Golden Globe Stallone ha definito "Rocky Balboa il mio amico immaginario, il migliore amico che abbia mai avuto" e il pugile di origine italiana, innamorato di Adriana e forte della sua determinazione, è ancor più di Rambo, altro personaggio che gli ha dato la notorietà, quello che gli ha aperto le porte del successo. Al primo film del '76 ne sono seguiti altri cinque prima di tornare quest'anno nei panni dell'anziano ex boxeur che allena il figlio illegittimo del suo vecchio rivale e amico Apollo Creed.
"Creed", Stallone: "Compio 70 anni ma sono ancora Rocky"
Tra action e commedie. In questi quarant'anni però Stallone ha avuto momenti alti e bassi: il debutto dietro la macchina da presa con Taverna Paradiso(ambientato nella New York del dopoguerra), proseguito poi con gli episodi di Rocky e con Staying Alive, di cui è stato anche produttore con John Travolta come protagonista. Nel 1981 è stato accanto a Michael Caine (e a vari calciatori professionisti tra cui Pelé) inFuga per la vittoria in cui interpretava un prigioniero di guerra che grazie ad una partita di pallone riesce a fuggire dal campo durante la seconda guerra mondiale. Negli anni Ottanta alternò gli episodi delle sue saghe Rocky, ma anche quella del veterano del Vietnam Rambo, con film d'azione e commedie di cassetta del tipo Cobra, Over the top e Sorvegliato speciale, Oscar - Un fidanzato per due figlie e Fermati, o mamma spara che valse all'attore il suo quarto Raspberry, ovvero la pernacchia d'oro gli anti Oscar dedicati ai film e agli interpreti peggiori. Nonostante l'umorismo e l'ironia di Stallone la commedia non è il genere adatto a lui.
Con i soci di Planet Hollywood Schwarzenegger e Willis e Demi Moore Il ritorno degli eroi action anni Ottanta. Proprietario insieme a Bruce Willis e a Arnold Schwarzenegger della catena di ristoranti Planet Hollywood, con i suoi colleghi "action" Stallone ha fatto partire nel 2010 una nuova franchise oltre ad aver continuato ad alimentare le saghe di Rocky e Rambo. I mercenari - The Expendables vanta un cast di grandi star come Bruce Willis, Dolph Lundgren, Jason Statham, Jet Li e Mickey Rourke e dopo il successo del primo si sono aggiunti Arnold Schwarzenegger, Jean-Claude Van Damme e Chuck Norris nel secondo e Wesley Snipes, Antonio Banderas, Mel Gibson e Harrison Ford nel terzo. Dopo un ritorno sul ring accanto a Robert De Niro in una sorta di Toro scatenato contro Rocky che ha lasciato un po' perplessi, la scelta invece di far tornare Balboa come allenatore nel film Creed ha convinto tutti. "Non avrei mai creduto di tornare a interpretare Rocky, invece con questo film ha avuto un'altra occasione, un'opportunità di riscatto - ha detto Stallone a Londra all'indomani del Golden Globe - Un giovane regista, Ryan Coogler, è arrivato con la sua visione del personaggio e per me questo film rappresenta veramente il punto più alto della storia di Rocky. Anche perché io ai tempi del primo film ero troppo giovane e ingenuo e non mi ero ancora reso conto di quanto fosse dura la vita".
Stallone ai Golden Globe con moglie e figlie La famiglia: gioie e dolori. Sly è stato sposato tre volte. La prima moglie Sasha Czack, con la quale ha vissuto per dieci anni, è la madre dei suoi figli Sage e Seargeo. Sage, che era apparso accanto al padre in qualche film, è morto nel 2012 per un attacco di cuore all'età di 36 anni, il secondo figlio Seargeo è affetto da autismo. Dopo un secondo chiacchierato matrimonio durato soltanto un anno e mezzo con l'attrice Brigitte Nielsen, Stallone ha sposato la modella Jennifer Flavin, con la quale ha avuto tre figlie, Sophia Rose, Scarlet Rose e Sistine Rose che ha portato con sé nella notte dei Golden Globe. "La loro madre si è occupata molto della loro educazione, rendendole le tre ragazze meravigliose che sono - ci ha confessaro - Per quel che mi riguarda, sono un padre all'antica e quindi il consiglio che do loro è: non fidatevi di nessun uomo, non importa cosa vi racconti. Devo ammetterlo, è dura avere tre figlie così belle...".