Spettacoli

CINEMA

Tarzan, ritorno al selvaggio

Il signore delle scimmie è al cinema il 14 luglio in un kolossal tridimensionale, 'La leggenda di Tarzan'. Alexander Skarsgard, già divo vampiro di True Blood interpreta Lord Greystoke che torna alla giungla e riscopre il suo lato selvaggio (e ambientalista)

3 minuti di lettura
LONDRA - Alexander Skarsgard, figlio di Stellan, non ha l'aura tenebrosa del vampiro nè lo sguardo selvaggio di Tarzan. E' un ragazzone svedese con una camicia piena di palmette sbiadite e l'aria placida. Bello come un arcangelo, ha già dismesso la muscolatura messa su per fare l'uomo scimmia. Lo incontriamo con la sua Jane (Margot Robbie) all'Hotel Corinthia. Intendiamoci, la scelta dell'attore per il ruolo di Lord Greystoke è giustissima. Diciamo che all'interprete manca il carisma del personaggio. Ma ciò che perde in mistero, Skasgard lo acquista in simpatia.

E malgrado il kolossal di David Yates (già regista di quattro film della saga di Harry Potter nonché dell'atteso prequel Animali fantastici e dove trovarli abbia lasciato fredda la critica anglosassone, La leggenda di Tarzan, in sala dal 14 luglio non manca di elementi di fascino, consegnando un piacevole sapore vintage.

Alexander il selvaggio. Non è male l'idea di cambiare un po' la storia classica: in apertura del film da molti anni l'uomo che una volta era Tarzan conduce una vita aristocratica con il nome di John Clayton III, Lord Greystoke, accanto dalla moglie Jane.  Ma viene invitato a tornare in Congo dal Re Leopoldo del Belgio, in appartenza per vedere con i suoi occhi tutti i lavori caritatevoli attuati dal re. Ma in realtà si tratta di una trappola ordita dall'emissario del re, Leon Rom, Christoph Waltz, con lintenzione di catturarlo e consegnarlo a un vecchio nemico in cambio di una fortuna di diamanti. Per la coppia, Tarza e Jane, il ritorno alla giungla sarà anche l'occasione di incontrare vecchi amici, umani e soprattutto animali. "John è cresciuto tra le scimmie - racconta Alexander Skarsgard  - Ma è stato lontano dalla giungla per almeno dieci anni. Oggi è un animale in giacca e cravatta che beve il tè con il primo ministro. Logico che sia quindi indeciso se tornare o meno. In Congo ha anche dei nemici, una storia oscura che si è lasciato alle spalle. In fondo penso anche che nutra dentro di sé il timore nei confronti dell'uomo che è stato". Confessa l'attore svedese, figlio di Stellan, classe 1976: "Sono cresciuto con il mito di Tarzan, mio padre è sempre stato un appassionato e da ragazzino mi ha fatto vedere tutti i suoi film. Per questo per me interpretarlo è stato realizzare un sogno. Ora non vedo l'ora di assistere all'anteprima a Stoccolma con mio padre e tutta la famiglia".

Essere figlio d'arte ha i suoi lati meno piacevoli. Alexander a 13 anni già lavorava con una certa fama, cosa che gli ha procurato il rigetto "ho deciso di allontanarmi per un po', volevo vivere una vita normale come quella dei miei amici". Poi è tornato al lavoro e ha trovato la fama internazionale grazie al personaggio del vampiro Eric di True blood: "Ma resta l'amore per l'anomimato e anche per questo ho lasciato Los Angeles per New York". Avrebbe voluto interpretare Thor, ma è stato bocciato al provino. Si è preso la rivincita con quello che considera "il primo dei superoi, Tarzan". Non teme troppo il confronto con i predecessori famosi, a partire da Johnny Weissmuller perchè "in fondo la nostra storia ha un taglio molto diverso". Sul fronte muscolare ha lavorato duro "dieta e allenamenti, per mesi e mesi. E' stato difficile ma il risultato si è visto. A fine riprese, quando avevo appena ricominciato  a rilassarmi e a bere qualche birra con gli amici, mi ha chiamato la produzione. Dobbiamo girare una nuova scena, trenta secondi. Devi rimetterti a dieta. Altri tre mesi a stecchetto. Sono felicissimo se si farà un sequel, ma stavolta spero che concedano a Tarzan un filo di pancetta". Con Lord Greystoke il suo interprete condivide l'amore per la natura "il segreto dell'attualità di Tarzan è quel suo incarnare la voglia di ritorno alla natura che è nato con l'industrializzazione, con questo rifugiarci in città sviluppate in verticale, gli uni sugli altri, e che è diventato sempre più forte" e per l'avventura: "Adoro viaggiare. Una volta mi sono avventurato al Polo Sudo con un gruppo di esploratori e per tre settimane sono stato irrintracciabile". 

"The legend of Tarzan", il trailer del nuovo uomo scimmia

Pippo, Totò, Vianello, sfumature comiche di Tarzan. Inventato da Edgar Rice Burroughs, Tarzan incarna l'archetipo del ragazzo selvaggio. Apparso per la prima volta nel romanzo Tarzan delle scimmie, nel 1914, è stato protagonista di 23 storie e un elenco infinito di opere. Il primo film al cinema, muto, è del 1918: Tarzan delle scimmie di Scott Sidney, con Elmo Lincoln. E poi infinite varianti, a cartoni, da Pippo al cartoon Disney con le musiche di Phil Collins, fino al più famoso e celebrato, Johnny Weissmuller, compione olimpionico e protagonista di dieci film, fino all'età di quarantadue anni. Da ricordare la sua Jane, la stupenda Maureen O'Sullivan degnamente sostituita stavolta dall'emergente, volitiva, sensualissima Margot Robbie, già moglie trofeo di DiCaprio in Wolf of Wall Street e tra poco supereroina pazzoide di Suicide Squad. Tra gli altri uomini scimmia ecco il bagnino Scott, reclutato per Tarzan e la giungla proibita nel 1955 con Vera Miles nei panni di Jane.  Era invece un ex giocatore di baseball Henry, che intepreta l'uomo scimmia i tre film a partire dal 1966; Tarzan e la valle dell'oro, al suo fianco Nancy Kovack. E poi nel 1984 ecco Christopher Lambert, il film è Greystoke: la leggenda di Tarzan e la Lei è Andie McDowell. Tra le variazioni comiche di Tarzan c'è Tototarzan, realizzato nel 1950 da Mario Mattoli e  con la celebre battuta "Io Tarzan, tu Cita, lei bona", battuta firmata da Ettore Scola. Irresistibile la versione di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini nella sigla di Noi no, omaggiata da Valerio Mastandrea in La descrizione di un attimo dei Tiromancino.