A Giffoni Nicholas Hoult: "Che vergogna la Brexit, il mondo è dei ragazzi"
Corinna Spirito
L'attore 27enne incontra i giovani del festival, parla dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue, dei progetti futuri e del film in uscita: "Equals", nelle sale dal 4 agosto
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GIFFONI VALLE PIANA (Salerno) - “I ragazzi capiscono il mondo più degli adulti”. Nicholas Hoult è arrivato al Giffoni Film Festival per incontrare i giovani giurati della kermesse cinematografica ed è proprio della loro generazione che vuole parlare. Gentile ma deciso, l’attore inglese non ha ancora compiuto ventisette anni, ma ha già una ventina d'anni d’esperienza nella recitazione. Attenti, però, a immaginare la sua come un'infanzia negata, infelice. “Ho sempre considerando la recitazione come un hobby – dice sorridendo – so che alcuni bambini a Hollywood sono stati fatti crescere troppo in fretta ma non è stato il mio caso. La recitazione mi ha dato più di quello che mi ha tolto: ho viaggiato, mi sono divertito e non ho mai smesso di andare a scuola come succede ad altri giovanissimi attori, che forse seguono il sogno dei genitori più che il proprio.
"Equals", Hoult e Stewart in un futuro senza passioni
Hoult è cresciuto a contatto con le grandi star: da Hugh Grant con cui recitò in About a Boy, il film tratto dal romanzo di Nick Hornby che gli regalò la fama nel 2002, a Colin Firth (A single man, 2009) a Charlize Theron (Dark Places, 2015). Da tutti ha imparato qualcosa e ha capito quanto sia importante per i giovani il contatto con l’arte. “La vera ispirazione viene da loro, ecco perché devono scrivere e creare”, dice Hoult e porta ad esempio la serie tv Skins, in cui ha lavorato da adolescente. “Quel prodotto ha avuto successo proprio perché dietro ci sono moltissimi giovani che hanno contribuito all’identità dei personaggi. Uno degli sceneggiatori, per esempio, era un mio amico e aveva solo 17 anni”.
Giffoni, c'è Nicholas Hoult: ed è subito bagno di folla
Bagno di folla al Giffoni Film Festival per Nicholas Hoult, il 27enne attore britannico star di X-Men, accolto dalle urla di centinaia giovani. L'attore, nato a Wokingham il 7 dicembre 1989, ha esordito al cinema a soli 6 anni, partecipando al film di Philip Goodhew "Relazioni intime", ha visto la notorietà arrivare qualche anno più tardi, nel 2002, nei panni di Marcus, il ragazzino che irrompe nella vita di Hugh Grant in "About a Boy" di Chris e Paul Weitz. Da lì, tante proposte fino al recente "Equals", nelle nostre sale dal 4 agosto / LEGGI L'ARTICOLO
Al momento sul fuoco ci sono tantissimi progetti. Collide, un action-movie in cui interpreta il corriere di una gang di droga ed è innamorato di Felicity Jones. Poi ci sarà Sand in the castle, pellicola di guerra ambientata nell’Iraq del 2003 dove Hoult recita al fianco di Henry “Superman” Cavill. E ancora Rebel in the Rye, film biografico su J. D. Salinger: racconterà lo scrittore di Il giovane Holden quando era ancora un ragazzo, durante la seconda guerra mondiale. “Era un ribelle – dice Hoult – ed è un onore interpretarlo. Anche se è un compito difficile: normalmente quando porti al cinema un personaggio conosciuto hai accesso a fotografie, filmati, interviste. In questo caso abbiamo soltanto i fatti della sua vita, perché parliamo di una persona molto riservata”. Infine il drammatico The Death and Life of John F. Donovan di Xavier Dolan, il giovane regista canadese premiato due volte a Cannes. Nicholas Hoult con i fan a Giffoni (fotogramma)
A Giffoni, invece, Nicholas Hoult presenta Equals- che arriverà nelle sale italiane il prossimo 4 agosto - in cui è protagonista insieme a Kristen Stewart, la celebre Bella di Twilight. “Lavorare con lei è stata una bellissima esperienza – racconta – è una ragazza intelligente e di talento che ha contribuito molto al film. Ha scritto da sola alcuni dei dialoghi e ha inserito nel film alcune delle sue poesie”. Dopo Warm Bodies e la saga di X-men, un altro film di fantascienza in cui i sentimenti sono al primo posto. “I film fantasy o sci-fi sono un modo per evadere dal quotidiano – osserva Hoult – ma anche una chiave di lettura della società in cui viviamo. Chiunque può provare, durante gli anni della crescita, le sensazioni che vediamo negli X-men: non ci sentiamo accettati, siamo degli outsider”.
Quando gli chiedono un’opinione sulla Brexit, non esita a rispondere: “Sono rimasto scioccato dalla notizia, penso sia una vergogna che la paura stia dividendo le persone e che il mondo stia diventando sempre più piccolo. A me piace essere europeo”. Pensiero condiviso dalla maggior parte dei ragazzi che hanno votato al referendum con cui la Gran Bretagna ha deciso di uscire dalla Ue. Giovani come quelli che a Giffoni lo accolgono con emozione. E lui manda un messaggio di incoraggiamento: “Siete gli artisti di domani. Imparate ad amare chi siete e a non curarvi del parere degli altri”.