Perfino i giganti come Steven Spielberg se la vedono brutta in una stagione decisamente deludente per il box office americano. Con le poche, solite eccezioni di horror e cartoni
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Snobbati dal pubblico, stroncati dai critici e insediati dalla concorrenza di Pokemon Go. No, quella del 2016 non è un'estate felice per il kolossal americani. A parte poche eccezioni, l'andamento negativo al botteghino delle grandi produzioni preoccupa le major e mette in ginocchio le grandi catene di multiplex negli Stati Uniti. Tra i tonfi più eclatanti quelli diAlice attraverso lo specchio e Warcraft, ma anche sequel come quello delle Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra e perfino Independence Day - Rigenerazione. Il filmone di Roland Emmerich, regista che un tempo regalava certezze, è andato maluccio in patria, specie se paragonato al predecessore del '96. Accompagnate da polemiche e stroncature preventive, le Ghostbustershanno incassato 88 milioni di dollari negli Stati Uniti, 124 complessivi nel mondo, meno di quanto è costato il film: 144 milioni, sempre al netto delle spese promozionali. Hanno fatto male i tonfi dell'Alice non più firmato da Tim Burton: 170milioni di dollari spesi, 76 incassati in patria. E Warcraft, l'ambiziosa trasposizione cinematografica dal videogioco omonimo firmata da Duncan Jones, talentuoso figlio di David Bowie che ha portato a casa meno di un terzo di quanto era stato investito: 47 milioni contro i 160 spesi.
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La nuova versione di Tarzanconferma l'andamento negativo di quella che per l'industria è considerata la stagione di punta: 118 milioni in Usa contro i 160 di budget. Perfino il maestro Steven Spielberg, malgrado il sostanziale sostegno delle recensioni, si è arenato sui numeri: appena 18 milioni di dollari al debutto e 50 milioni in un mese per l'esordio del suo GGG - Il grande gigante gentile, rilettura del classico di Roah Dahl,140 milioni di budget. A risollevare le sorti del periodo dell'anno su cui Hollywood punta di più, Alla ricerca di Dory, classico della Pixar-Disney che è anche un manuale su come si può consegnare un sequel mantenendo freschezza e autenticità di emozioni. E poi i furbissimi Pets inventati da Meledandri, già autore del successo fenomeno dei Minions.
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La sconfitta dei cloni. L'usato sicuro non tira più. I dati dall'inizio dell'anno rivelano la grande stanchezza del pubblico rispetto ai sequel, che ormai caratterizzano non solo le grandi produzioni ma anche le commedie e gli horror. Le tartarughe Ninja hanno deluso con gli 81 milioni guadagnati nel mercato americano, contro un costo di 135 milioni. Come pochi mesi prima aveva fatto Il cacciatore e la regina di ghiaccio, che malgrado il cast - Chris Hemsworth, Charlize Theron e Emily Blunt- aveva guadagnato il 60 per cento di quanto aveva fatto predecessore. Ecco le cifre del sequel: 115 milioni di costi, 48 di incassi. Indipendence days -Rigenerazione ha consegnato pallide cifre rispetto all'originale. Il primo ha incassato in Usa 306 milioni, contro i 101 di oggi, 817 nel mondo contri gli attuali 361. I costi invece sono lievitati da 675 a 165 milioni, al netto delle spese di promozione.
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La bruttezza dei numeri secondi. Le cause non sono troppo difficili da individuare: nei sequel si constata una certa ripetitiva pigrizia sia nella costruzione delle storie che dei personaggi, poca voglia di rischiare - visti il tempo e i soldi investiti - e la concorrenza di qualità che arriva da prodotti dalle varie piattaforme, tv, streaming. A certificare la riuscita non eccelsa di molti dei titoli in questione, non solo sequel, sono le recensioni. Si dice che ormai i giudizi degli esperti non contino più nulla, invece le stroncature, specie se numericamente massicce e compatte, qualche effetto ancora ce l'hanno. Tanto per citare qualche cifra da un sito attendibile sul fronte critico come Rotten Tomatoes: Tarzan ha un punteggio di 36 per cento di gradimento (con qualche illustre eccezione, vedi la critica positiva di Time), Alice attraverso lo specchio il 30 per cento, Warcraft il 29, Indipendence day: Rigenerazione il 32 per cento. Picco negativo assegnato a Il cacciatore e la regina di ghiaccio: 16 per cento. Se la sono cavata decisamente meglio, da questo punto di vista Ghostbusters, 73 per cento, e Il GGG spielberghiano, al 73 per cento. Il regista di E.T. è abituato a ben altri punteggi, ma stavolta può averlo danneggiato il massiccio impiego di effetti digitali. Ad aggravare la situazione in quest'estate già allarmante l'arrivo di Pokemon go: in un'era di film ispirati a videogiochi, da Warcraft ai prossimi Assassin's Creed e Lara Croft, il pubblico sembra preferire direttamente la console o lo smartphone. In molti confessano candidamente in rete di disertare la sala perchè troppo impegnati a trastullarsi in queste settimane con Pokemon go. Una scena di "Independence day - Rigenerazione". Nella foto in alto, "The legend of Tarzan" Successi di cartone, estate da paura. A salvare il botteghino mondiale, come ormai da molto tempo, ecco il cartone Pixar. Alla ricerca di Dory è il sequel firmato da Andrew Stanton che ritorna in acque sicure, archiviato ormai il flop epocale di John Carter. Non raggiungerà il picco dell'orginale, ma il film è capace di coinvolgere ed emozionare, familiare e nuovo allo stesso tempo. Il termometro di Rotten Tomatoes gli consegna un bel 95 per cento, e gli incassi fanno eco: 461 milioni in patria. Bene anche Pets: costato 75 milioni il cartone della Illumination ne incassa 265 solo in Usa. Ottima prova anche per The conjuring 2, del resto il genere horror è molto frequentato in questa stagione. Incassa un punteggio di 80 da Rotten Tomatoes e 101 milioni al botteghino contro un costo di 40.