L’azzardo più grosso del regista/produttore Bekmambetov arriva ora, con il rifacimento di Ben-Hur in 3D e il tentativo di riportare in auge il filone peplum, tra bighe, spade, sandaloni e formato anamorfico 2.76:1 (quello delle camere MGM 65 mm usato solo tra il ’56 e il ’64). Ma, dopo appena 26 milioni di dollari incassati in patria (il film ne è costati quasi 100), chi glielo ha fatto fare? “Lo so, i remake non godono di buona fama e Ben-Hur è un kolossal inarrivabile” dice. “Non volevo misurarmi con un remake vero e proprio. Di quale Ben-Hur si parla quando ci riferiamo all’originale? Il film del 1959 premiato con 11 statuette, la versione muta del ’25 o il corto del 1907? La play di Broadway del 1899 o il romanzo di After Wallace pubblicato nel 1880? Io credo ancora nella forza narrativa di Hollywood e non c’è nulla di più shakespeariano di Ben-Hur. E’ come far conoscere Cechov alle nuove leve. E poi volevo tornare a lavorare con Morgan Freeman”.
Morgan Freeman e il remake di Ben-Hur. "Roma e Cinecittà, i miei miti"
E papa Francesco benedice il Gesù di 'Ben Hur'
Film con tanto di benedizione di Papa Francesco. L'attore, che nel film 'Ben Hur' in sala il 29 settembre interpreta Gesù, Rodrigo Santoro ha incontrato il Pontefice durante le riprese girate principalmente a Roma. Il film racconta l'epica vicenda di Giuda Ben-Hur (Jack Huston), un giovane dalle nobili origini che è falsamente accusato di tradimento dal proprio fratello adottivo Messala (Toby Kebbell), ufficiale dell'esercito Romano. Privato del titolo, separato dalla famiglia e dalla donna che ama (Nazanin Boniadi), Giuda è costretto in schiavitù. Dopo anni passati per mare, Giuda fa ritorno alla propria terra d'origine per cercare vendetta, trovando invece la salvezza. Basato sul famoso romanzo di Lew Wallace, 'Ben-Hur, una storia di Cristo', vede la partecipazione anche di Morgan Freeman.
“Mi accorgo che, oltre ad invecchiare e a diventare più saggio, accetto sempre più spesso ruoli dove è la purezza a dominare” dice Morgan Freeman. Qui interpreta Ilderim, uno sceicco che presidia una comune desertica e cerca di far soldi con le corse di bighe, ornato di dread alla Bob Marley. Diventerà il mentore di Judah Ben Hur e gli insegnerà a pilotare una carrozza spedita a tutta birra nell'arena. "Il mio mito sono sempre state Roma e Cinecittà, lo Studio che ha saputo consegnare alla storia icone della settima arte come Marcello Mastroianni, Sophia Loren e Ladri di biciclette di Vittorio De Sica" sorride. "Amo la vostra lingua, il cinema per me è un esercizio di studio: attraverso la musicalità dei dialoghi su grande schermo, con l'aiuto dei sottotitoli, ora posso parlare perfettamente italiano. O almeno provo a riprodurne il suono".
'Ben Hur' torna sul grande schermo. Sulla biga c'è Jack Huston
Con il Ben-Hur del 2016 “ho avuto anche la fortuna di recitare negli stessi luoghi in cui Fellini girava i suoi film a Roma. Che buffo: Cinecittà non sembra al passo coi tempi, è rimasta ibernata in una dimensione atemporale tutta sua, ma non lo dico con tono di polemica, trovo che sia tutto magico. Tra una pausa e l’altra mi sembrava di scorgere il fantasma di mio nonno che girò proprio tra Roma e Sicilia The Bible: In the Beginning, nel 1966, guidato dal mitico Dino De Laurentiis”.