Gianfranco Rosi è a Los Angeles e ha partecipato alle proteste, all'aeroporto, contro la decisione del nuovo presidente Donald Trump che ha firmato il divieto di entrata negli Usa per sette paesi a prevalenza musulmana. Lo ha rivelato lo stesso regista all'Hollywood Reporter, che pubblica una lunga intervista al candidato all'Oscar per il miglior documentario con Fuocoammare.
"Sono andato e ho visto tantissima gente, così tanti giovani avvocati. Era incredibile, fa una grande differenza il fatto che così tante persone stiano rispondendo in maniera così massiccia. Questo è un momento nella storia in cui la maggioranza non può più starsene in silenzio", ha spiegato il regista, convinto che Trump non vedrà il suo documentario. "No, e lo stesso succede in Italia. Gli 'uomini duri' non guardano il mio film. Non hanno la pazienza, l'umana compassione per guardarlo. Quello che spero è che il mio film crei consapevolezza. Se solo dieci persone dopo averlo visto si chiedessero 'cosa posso fare?', allora sarebbe valsa la pena".
"Sono andato e ho visto tantissima gente, così tanti giovani avvocati. Era incredibile, fa una grande differenza il fatto che così tante persone stiano rispondendo in maniera così massiccia. Questo è un momento nella storia in cui la maggioranza non può più starsene in silenzio", ha spiegato il regista, convinto che Trump non vedrà il suo documentario. "No, e lo stesso succede in Italia. Gli 'uomini duri' non guardano il mio film. Non hanno la pazienza, l'umana compassione per guardarlo. Quello che spero è che il mio film crei consapevolezza. Se solo dieci persone dopo averlo visto si chiedessero 'cosa posso fare?', allora sarebbe valsa la pena".