'Orecchie', quando la commedia umana comincia con un fischio
Corinna Spirito
Dopo il successo a Venezia, Bari e Montecarlo, è in sala il secondo lungometraggio di Alessandro Aronadio: una storia tragicomica che inizia con un curioso fastidio all'udito. Nel cast anche Rocco Papaleo, Piera degli Esposti, Milena Vukotic, Massimo Wertmüller
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Gli fischiano le orecchie e il medico gli consiglia un’ecografia all’addome. Va dal professore di filosofia che aveva ammirato negli anni dell’università e lo ritrova incollato a un videogame, incapace di reagire agli stimoli esterni. Gli comunicano la morte di un carissimo amico, ma lui non ne ricorda neppure l’esistenza. È questa la giornata tragicomica del protagonista senza nome di Orecchie in una Roma fatta di periferie e scritte sui muri, lontana dai cliché cinematografici.
“Si potrebbe pensare che sia un film grottesco – commenta il regista Alessandro Aronadio - ma Orecchie è tutto il contrario, parla della quotidianità di ognuno di noi. Il film è iperrealistico, è la nostra realtà a essere grottesca”. Il secondo lungometraggio del cineasta siciliano porta sul grande schermo ciò che a molti è capitato: 24 ore in cui il mondo sembra un luogo incomprensibile, popolato da persone folli.
Venezia 2016, 'Orecchie' di Alessandro Aronadio su Nuovo Cinema Repubblica
“Avevo la voglia di fare una commedia low budget e prendermi la libertà di giocare con il genere”, da questo desiderio di Aronadio è nata una commedia fuori dal comune, che diverte giocando con situazioni conosciute al pubblico. “L’idea di partenza – continua il regista - è stata quella di un personaggio con un piccolo sintomo, come un sassolino nella scarpa. Ho optato per un fischio alle orecchie, che diventa una valanga”.
II bianco e nero esalta la scelta di ridere soprattutto di temi e personaggi che ispirano senso di angoscia o rispetto - il prete, il medico, il professore. “La vita è a colori, ma il bianco e nero è più realistico”, Aronadio cita Wim Wenders per spiegare la scelta estetica. “È una tecnica che permette di raccontare meglio volti ed espressioni e il film me lo sono subito immaginato così. Addirittura in fase di scrittura, come titolo avevo usato questo: “Sceneggiatura per un film rigorosamente in bianco e nero”.
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Nel corso degli ultimi mesi, il film è stato proiettato in alcuni festival europei, dove ha ricevuto un’ottima accoglienza: da Venezia (dove ha vinto l’ARCA CinemaGiovani per il miglior film Italiano e il premio NuovaImaie Talent Award per il miglior attore emergente) a Montecarlo (dove ha ricevuto il premio del pubblico come miglior film e come miglior attore) a Bari (dove ha vinto il premio Ettore Scola per la miglior regia). Dal 18 maggio è nelle sale italiane, provando ad attirare il pubblico anche con un cast d’eccezione. Rocco Papaleo, Piera degli Esposti, Milena Vukotic, Massimo Wertmüller: sono questi alcuni dei volti che il protagonista incontra nel corso della sua “via crucis”.
“È incredibile la passione che così tanti hanno dimostrato per questo progetto – continua Aronadio – inizialmente avevamo pensato di affidare tutti i ruoli a esordienti. Il budget era di 150mila euro, non potevamo permetterci di pagare attori professionisti. Il cast è stata una delle magie di Orecchie: iniziò a girare la voce di una strana commedia in bianco e nero e molti attori hanno voluto leggere la sceneggiatura. Così qualcuno si è offerto per interpretare un ruolo specifico, qualcun altro si è addirittura presentato al provino, cosa che raramente capita quando attori noti partecipano a piccoli progetti. Tutti hanno preso a cuore il progetto e hanno fatto di tutto per partecipare alle riprese: Papaleo, per esempio, era impegnato in uno spettacolo teatrale e veniva a girare le sue scene di notte, uscito dal teatro”.
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Il ruolo del protagonista, invece, è stato affidato a Daniele Parisi, che appare per la prima volta sul grande schermo. “In realtà – spiega Aronadio – avevo già lavorato con lui nel mio primo lungometraggio, Due vite per caso, ma per esigenze di montaggio mi trovai costretto a eliminare tutte le sue scene. A Daniele, però, promisi che un giorno l’avrei risarcito”. Ecco perché, quando iniziò il casting di Orecchie, il nome di Parisi venne subito fuori. “Avevo pensato a lui per un altro ruolo, poi però durante i provini ho avuto chiaro che sarebbe stato lui il mio protagonista. Daniele è un po’ quel personaggio e infatti credo che non sia uscito del tutto dal suo ruolo”.