Locarno si anima con 'Atomic Blonde' ma la sorpresa è 'The Big Sick'
ROBERTO NEPOTI
In Piazza Grande la spy-story con Charlize Theron e la commedia inter-razziale sulle nozze tra un pachistano e un'americana
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A Locarno scoppia la bomba e arriva un’incantevole rom-com americana. Avviandosi alla fine, il Festival ticinese ha presentato due dei film destinati a entrare nella classifica dei più visti della stagione: Atomic Blonde ("Atomica bionda" in uscita italiana il 17 agosto) e The Big Sick (annunciato per l’autunno col sottotitolo "Il matrimonio si può evitare…l’amore no"). Il primo è una spy-story ambientata alla vigilia della caduta del Muro. Si aggira per Berlino, col compito di consegnare documenti di vitale importanza, una spia che è difficile non notare: ha i capelli biondo platino, indossa capi firmati, minigonne su calze a rete, stivali sadomaso. Che non sia lì per una sfilata di moda lo dimostra il fatto che fino dal suo arrivo (e per tutta la durata del film) tentano di farla fuori giganteschi energumeni, che lei stermina a mani nude o con armi varie, uscendone solo un po’ ammaccata e pronta a cambiarsi di “mise”. Il tutto tra una vodka ghiacciata e l’altra.
La bionda atomica è Charlize Theron
Tratto da una graphic novel, Atomic Blonde è un inno a maggior gloria di Charlize Theron, che lo ha anche prodotto. Se l’intrigo di spionaggio appare un po’ striminzito, il regista David Leitch ha già dimostrato di saper coreografare a dovere una sequenza d’azione nel primo “John Wick” (il secondo ha rinunciato a dirigerlo per questo) e assolve il compito con impegno pari a quello della star. La quale, per insaporire, si concede anche qualche scena di amore lesbico con Sofia Boutella, da poco vista nel blockbuster La mummia. A farle da partner maschili ci sono James McAvoy, agente indisciplinato ed equivoco, e il veterano John Goodman. Un film senza sorprese, se vogliamo, ma che darà al grande pubblico il corrispettivo del biglietto pagato.
"The Big Sick", l'amore difficile di un pachistano in Usa - trailer
E’ stata una sorpresa, invece, The Big Sick, commedia di amore inter-razziale acquistata da Amazon al Sundance Film Festival che, uscita inizialmente su pochi schermi americani, ha realizzato il più alto incasso per copia dell’anno. Il soggetto è ispirato all’esperienza autentica del protagonista e sceneggiatore Kumail Nanjiani e di sua moglie, la co-sceneggiatrice del film Emily Gordon. Il giovane pakistano Kumail, aspirante comico “stand-up”, e la studentessa Emily (Zoe Kazan) s’innamorano; però lui non ha il coraggio di dirlo ai genitori, che lo destinano a un matrimonio combinato con una ragazza del Pakistan. I due si lasciano; ma quando la ragazza è vittima di una misteriosa infezione virale, e viene messa in coma medico, l’innamorato le resta accanto malgrado l’opposizione dei genitori di lei e di Emily stessa.
Il film è un tipico prodotto della “factory” di Judd Apatow (“Questi sono i 40”, “Funny People”), cui si deve il meglio della commedia americana degli ultimi anni. Lo si riconosce per come sa amalgamare la comicità con una vena di malinconia; il tutto su un fondo sentimentale che non diventa mai sentimentalismo. Certe battute sono folgoranti (lei: “non faccio mai sesso due volte la prima notte”), al caso perfino osé (una battuta sull’11 settembre che non anticipiamo). Unico neo una lunghezza eccessiva con finale un po’ diluito; che però, come sanno gli estimatori, è un altro marchio di fabbrica delle produzioni Apatow.