'Smetto quando voglio - Ad honorem': la banda dei ricercatori alla sfida finale
Alessandra Vitali
Dal 30 novembre al cinema terzo e ultimo appuntamento con la saga diretta da Sydney Sibilia. La reunion di tutti i personaggi e la battaglia definitiva contro il cattivo. Il trailer in anteprima
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NEL PRIMO capitolo li abbiamo conosciuti, nel secondo abbiamo capito che non avremmo affidato loro neanche una mela, nel terzo dovranno portare a termine una missione impossibile. Sopox. Gas nervino. Cromatografo. Tre puntini da unire per capire contro chi combattere e perché. La banda dei ricercatori torna in azione, stavolta per chiudere i conti: sono in carcere ma non possono rimanerci a lungo perché fuori i cattivi preparano il gran colpo. Gran finale per la saga di Smetto quando voglio, terzo e ultimo capitolo, Ad honorem, dal 30 novembre al cinema con 01 Distribution. Primi indizi di quel che accadrà, in questo trailer che Repubblica.it vi presenta in anteprima.
'Smetto quando voglio - Ad honorem', l'ultimo atto della trilogia. Il trailer in anteprima
"Ma quale commedia, è un grande evento culturale: quanti film in Italia hanno il titolo in latino?" scherza il regista Sydney Sibilia che dopo sei anni di lavoro con Ad honorem scrive la parola fine "e finalmente potrò fare un film con un titolo diverso da Smetto quando voglio". Questo "è diverso dai precedenti - continua il regista - la nostra ambizione era fare una trilogia in cui i film, pur con una base comedy, fossero di tre generi diversi. E questo è diverso per sensibilità, profondità, ha tutti gli aspetti della chiusura, anche la reunion dei personaggi, compresi quelli che nel secondo episodio erano rimasti un po' in disparte e qui si ritrovano per la battaglia finale".
'Smetto quando voglio - Ad honorem', le foto sul set
Riusciranno questa volta i ricercatori, criminali loro malgrado, a sconfiggere il vero cattivo e a rifarsi una vita? Tornano al cinema Edoardo Leo, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo in 'Smetto quando voglio - Ad honorem', terzo e ultimo capitolo della saga diretta da Sydney Sibilia. La commedia sarà nelle sale dal 30 novembre con 01 Distribution, queste sono le foto scattate sul set / Leggi l'articolo - Guarda il trailer
Come "er Murena" Neri Marcorè, boss malavitoso con una laurea in ingegneria navale, e il cattivo Walter Mercurio, cioè Luigi Lo Cascio, appena accennato nel secondo film, Smetto quando voglio - Masterclass, e del quale qui si svelano le vere e temibili intenzioni. "Tenevo molto a questo personaggio - continua Sibilia - perché il cinema italiano non ha i cattivi, sono tutti più o meno bravi, tutti uguali. Un vero cattivo non si vedeva dai tempi del geometra Calboni di Fantozzi, noi abbiamo pensato a un Joker, o a un Darth Vader da immergere nella commedia all'italiana e da umanizzare. Luigi è stato un genio, ha reso realistici tutti gli aspetti che rischiavano di finire sopra le righe".
Neri Marcorè, Sydney Sibilia, Edoardo Leo durante la lavorazione del film
Per affrontare l'ultima, sconsiderata impresa tornano in campo il neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo), il chimico Alberto (Stefano Fresi), i due latinisti Mattia (Valerio Aprea) e Giorgio (Lorenzo Lavia), l'antropologo Andrea (Pietro Sermonti), l'archeologo Arturo (Paolo Calabresi), l'economista Bartolomeo (Libero De Rienzo). Nel cast anche Marco Bonini, Rosario Lisma, Gampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Valeria Solarino. Un gruppo di lavoro che si è allargato via via dal primo film a oggi, "abbiamo fatto insieme un lunghissimo viaggio, ci siamo visti invecchiare. Quando è finita è stato un po' come l'ultimo giorno di liceo, quelle cose tipo 'ogni tanto sentiamoci per una pizza'".
Stefano Fresi in una scena di 'Smetto quando voglio - Ad honorem'
Ma alla fine di Smetto quando voglio - Ad honorem i ricercatori riusciranno a rifarsi una vita? "Tutta la trilogia - conclude il regista - nasce dal fatto che il primo film aveva un finale super amaro, tipico della commedia all'italiana. Però non rispecchiava il mio carattere, io sono un ottimista. Penso che per quella banda, ma anche in generale, ci sia ancora speranza e ci sia una possibilità. Il film serve a dire questo. Ma bisogna guadagnarsela".