L'alchimista Guillermo Del Toro e la sua Visione in 'The Shape of Water'
Quanto amore c'è in quello sguardo e quanto in queste parole. È prima di ogni altra cosa infatti una storia d'amore il capolavoro di Guillermo Del Toro La forma dell'acqua - The Shape of water che, forte delle 13 nomination agli Oscar, arriva nelle sale italiane proprio per San Valentino. Una storia diversamente romantica perché ha per protagonisti una donna delle pulizie muta fin dalla nasciata e un uomo-pesce, divinità per il popolo amazzonico e mostro da sfruttare per il governo americano della Guerra fredda. D'altronde fin da subito il regista messsicano lo aveva chiarito: "È una favola in forma di storia d'amore, un film politico e romantico allo stesso tempo" ci aveva detto a Venezia. Il suo grande "amigo" Alfonso Cuaron quando lo ha visto gli ha detto: "Mi piace per quello che è e per quello che non è. È un musical, ma non è un musical, è un thriller ma non è un thriller, è una fiaba ma non è una fiaba. Alla fin fine è una dichiarazione d'amore per il cinema e le sue possibilità attraverso le immagini, la musica, il suono, la recitazione, un film sensuale e vivo".
'Shape of Water', sul set con Guillermo Del Toro
Esce nelle sale italiane per San Valentino la potente e poetica storia d'amore di Guillermo Del Toro che ha per protagonista Elisa, una donna delle pulizie muta fin dalla nascita, e un uomo-pesce, un essere che può essere mostro o Dio a seconda dello sguardo di chi ha di fronte. Candidato a 13 nomination all'Oscar il film del regista messicano ha già vinto il Leone d'oro a Venezia lo scorso settembre
The winner is... Ed è proprio questa vivacità e questa ricchezza ad aver consegnato al regista messicano il suo boom di nomination: miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior montaggio, migliore colonna sonora, miglior attrice protagonista (Sally Hawkins), miglior attrice non protagonista (Octavia Spencer), miglior attore non protagonista (Richard Jenkins), miglior suono, migliori costumi, miglior scenografia, miglior missaggio sonoro e naturalmente miglior film. Potrebbe aggiudicarsi la statuetta più importante? Forse sì perché è un film che può colpire al cuore i giurati dell'Academy che, a differenza dei giornalisti dei Golden Globe (che hanno premiato Del Toro come regista ma hanno giudicato migliore Tre manifesti a Ebbing Missouri) con le nomination hanno dimostrato di avere un'attenzione alla tematica femminile e al razzismo nei confronti degli afroamericani. Temi forti e di grande attualità che si ritrovano nei nove titoli in gara per il premio più importante tra i quali ci sono Lady Bird della regista Greta Gerwig e soprattutto la sorpresa dell'horror politico Get Out. E il film va proprio in quella direzione: un racconto dell'America degli anni Sessanta che ha molti punti in comune con l'America di Donald Trump. "Quell'America per alcune persone era un paese progressista, moderno, proiettato verso il futuro ma per altre era un'America di repression, razzismo, sessismo, violenza e odio. Io volevo dimostrare che non ci siamo mossi molto da lì. Ancora oggi una creatura magica e bellissima può essere picchiata e torturata. Il sogno americano del 1962 non si è mai avverato, è morto insieme a Kennedy. Ho la sensazione forte che quando gli americani dicono "facciamo di nuovo grande l'America" si riferiscono a quell'epoca là".
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Non dir gatto finché... Ma come ha dimostrato da ultimo il musical di Damien Chazelle La La Land, che di nomination ne aveva persino 14, l'ondata di candidature non sempre è una garanzia. Delle 14 categorie in cui era candidato infatti il film con Emma Stone e Ryan Gosling ne ha riportato lo scorso anno solo sei e non quella per il miglior film andato a Moonlight quindi nulla è certo. Per cui nonostante i media americani lo diano per favorito allo stesso tempo indicano il fantasy di Del Toro come uno dei più "strani" favoriti della storia dell'Oscar, colpa sicuramente della sua stessa natura ibrida: un film che mescola i generi, come dice lo stesso regista, e che ha per protagonisti due esseri veramente fuori dal comune. A far scendere un po' le quotazioni del film e a gettare una piccola ombra su un film, che è stato amato anche per la sua originalità, poi è arrivata l'accusa di plagio mossa a Del Toro dall'erede dello sceneggiatore premio Pulitzer Paul Zindel, che nel 1969 aveva scritto una commedia che aveva protagonista una donna delle pulizie che salva un delfino dagli esperimenti degli scienziati in un laboratorio e gli restituisce la libertà in mare. Una trama che può ricordare in parte quella di The Shape of Water ma che la Fox, la casa di produzione del film, ha escluso possa essere frutto di una suggestione perché "Del Toro non ha mai letto la storia di Zindel". D'altronde che possano esserci storie con punti di contatto e che ricordano altre trame è qualcosa di più che normale tanto che è successo agli stessi protagonisti del film. Del Toro ha raccontato che dopo aver scritto il personaggio di Elisa appositamente per Sally Hawkins glielo ha proposto e ha scoperto che da parte sua l'attrice inglese stava lavorando ad una storia su una sirena.
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Il padrino Dario Argento. Non ha dubbi invece Dario Argento, grande amico di Guillermo Del Toro, che vorrebbe il film del regista messicano trionfare agli Oscar. "È un film bellissimo e Guillermo è uno dei migliori registi in circolazione - ci dice - il film l'ho visto al festival di Sitges in Spagna insieme a lui, alla fine della proiezione ci siamo abbracciati commossi. Da tanti anni siamo amici e io ho seguito tutta la sua produzione, The Shape of Water è completamente nello stile che abbiamo imparato amare con Il labirinto del fauno e gli altri suoi film. C'è il fantasy, c'è azione e c'è molta politica: l'America del Maccartismo, il rispetto per il diverso nel personaggio di Elisa che è muta. E poi c'è il gusto delle citazioni da Il mostro della laguna nera in poi... un incredibile contenitore che racchiude tutti i suoi grandi amori. È un film pieno di trovate, di idee che tocca tanti tasti. Credo che per la Mostra di Venezia sia stato un onore averlo, premiarlo e poi ritrovarlo in tutte le più importanti premiazioni dai Golden Globe, ai premi dei produttori, fino a tutte queste nomination. Io sono sicuro che ne prenderà molti di Oscar".