'Totoro', quella buffa creatura del maestro Miyazaki diventata un'icona
Rita Celi
Trent'anni fa usciva in Giappone 'Il mio vicino Totoro'. Un libro ripercorre le origini e la fama del personaggio creato dall'artista giapponese e simbolo dello Studio Ghibli
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Tutto è iniziato con l'idea di una bambina alla fermata dell'autobus accanto a una strana creatura. Un essere ispirato alla mitologia nipponica, uno spirito che ha la forma di un incrocio tra una talpa, un orso e un procione. È un troll e somiglia a un "tanuki", creatura delle leggende giapponesi. È enorme ma morbido e rassicurante. Una figura che "non deve essere simile a nulla di noto" ma che diventa subito familiare per i più piccoli. È da questi stimoli, con le precise indicazioni di Hayao Miyazaki, che trent'anni fa è nato Totoro, protagonista del film che cambiò la storia del cinema d'animazione, non solo quello nipponico. Tonari no Totoro uscì in Giappone il 16 aprile 1988 e ben presto quel personaggio indefinibile diventò un'icona: la canzone dei titoli di coda, il cui testo è firmato dallo stesso Miyazaki, è talmente famosa da essere insegnata nelle scuole. Un libro ne racconta la storia, Il mio vicino Totoro - Il film icona di Hayao Mityazaki (ed. Ultra Shibuya), scritto da Valeria Arnaldi che ha già dedicato diversi saggi all'animazione nipponica e al suo maestro.
'Il mio vicino Totoro', compie 30 anni il film di Miyazaki
In Italia il film è arrivato solo nel 2009 con il titolo Il mio vicino Totoro, distribuito da Lucky Red che dal 2005 si occupa di tutte le uscite dello Studio Ghibli, e ha scelto proprio questo film per celebrare al cinema il 30esimo anniversario dello studio riportandolo in sala nel 2015. Ma nel frattempo la fama di Totoro aveva già fatto il giro del mondo, con omaggi e tributi a cominciare da John Lasseter che lo inserisce accanto a Woody in Toy Stoy 3. "Alla Pixar quando abbiamo un problema e non riusciamo a risolverlo", ha raccontato Lasseter in una citazione ripresa nel libro di Arnaldi "spesso prendiamo un laser disc di uno dei film di Miyazaki e guardiamo una scena nella nostra sala di proiezione per avere un motivo di ispirazione. E funziona sempre. Andiamo via meravigliati e ispirati. Toy Story ha un enorme debito di gratitudine verso i film di Miyazaki". Non solo Pixar: anche i Simpson hanno fatto un giro sul Gattobus in un episodio dedicato alle creature magiche di Miyazaki, e lo stesso Harry Potter viaggia sul Nottetempo, un mezzo di trasporto che ha molto in comune con il Gattobus volante.
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Satsuki e Mei sono le sorelline di 11 e 4 anni protagoniste del film che si trasferiscono in una nuova casa insieme al papà per essere più vicine alla loro mamma che è ricoverata in ospedale e più adatto per la successiva convalescenza. È la più piccola che per prima incontra in un albero di canfora una strana creatura, un troll che in giapponese si chiama tororu ma che lei sbagliando chiama Totoro, dandogli così un nome. In una sera di pioggia, mentre aspettano il ritorno del padre alla fermata dell'autobus, le bambine incontrano Totoro e con lui scoprono l'esistenza del Gattobus, che in seguito le porterà in volo dalla mamma in ospedale.
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Sono molti gli elementi autobiografici presenti, come si spiega bene nel libro che ripercorre le origini e i temi del cinema di Hayao Miyazaki: la sua infanzia, la guerra e la malattia della madre, che torna in diverse forme nella sua opera. "A ogni eroina o personaggio toccato dalla malattia, direttamente o indirettamente, Miyazaki regala la redenzione che cerca per sé, confortando in un certo senso se stesso bambino" scrive Arnaldi. "Ciò che lo aveva spaventato, più della malattia stessa, da piccolo era nonriuscire a capire cosa stesse accadendo. A quell’interrogativo Miyazaki ora risponde per tutti, non sperando di far trovare i bimbi pronti a eventuali dolori ma dando a ognuno gli strumenti per viverli".
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"La malattia è la chiave di lettura e il motivo scatenante della storia - sostiene Arnaldi - non potagonista ma perno attorno al quale tutto ruota". Un altro elemento che ricorre sono le protagoniste femminili. "Molti dei miei film hanno come protagoniste ragazze coraggiose e autosufficienti - ha detto Miyazaki - che non ci pensano due volte se si tratta di combattere per ciò in cui credono con tutte se stesse. Avranno bisogno di un amico, o di un sostegno, ma mai di un salvatore. Ogni donna è capace di essere un eroe, esattamente come ogni uomo". E lo schema dell'eroina che vince i propri timori è anche in Il mio vicino Totoro, spiega l'autrice del libro, dove si sdoppia nelle due sorelle.
'Totoro', compie trent'anni il film di Hayao Miyazaki
Trent'anni fa usciva nelle sale giapponesi 'Il mio vicino Totoro', il film di Hayao Miyazaki che ha cambiato il mondo dell'animazione. Oltre che diventare il logo dello Studio Ghibli, Totoro è diventato un'icona collezionando omaggi e tributi, da 'Toy Story 3' ai Simpson. Un libro celebra il personaggio e ne racconta la storia Il mio vicino Totoro - il film icona di Hayao Miyazaki di Valeria Arnaldi (ed Ultra Shibuya)
Il volume, ricco di immagini, approfondisce ogni aspetto del film, del personaggio e del suo creatore, seguendo la fama e la popolarità di quello che è diventato il simbolo stesso dello Studio Ghibli che dal '91 ha nel logo un grande Totoro di profilo con uno più piccolo sulla testa.
Studio Ghibli, nel 2020 arriverà un nuovo parco a tema a Nagoya
Sarà Totoro il protagonista principale del nuovo parco a tema dello Studio Ghibli chesorgerà nella città di Nagoya e aprirà i battenti nell'estate del 2020. Lo hanno annunciato il produttore della casa d'animazione, Toshio Suzuki, e il governatore della prefettura Hideaki Omura presentando il progetto. Si chiamerà Ghibli Parke sorgerà nell'area dell'Aichi Park, già usato per Expo 2005. Attualmente il parco al suo interno ha già una copia a grandezza naturale dell'abitazione di Satsuki e Mei, le due sorelline del film 'Il mio vicino Totoro' (1988), nel padiglione dedicato allo Studio Ghibli, tra i più visitati durante l’Aichi Expo del 2005 e rimasto aperto al pubblico fino al 2015. Come tutte le iniziative dello studio, il parco sarà realizzato nel rispetto dell’ecosistema locale e ricreerà i mondi creati da Hayao Miyazaki e dalla celebre casa d'animazione giapponese. Lo studio e la prefettura hanno dichiarato infatti che la costruzione del parco non recherà alcun danno ambientale, nessun albero verrà abbattuto o danneggiato durante i lavori. La nuova attrazione si aggiunge al Museo Ghibli di Mitaka, sobborgo a ovest di Tokyo, dedicato ai personaggi e alle opere di Miyazaki: tra le attrazioni, oltre alla ricostruzione dello studio del maestro, un giro su un gattobus di peluche per i più piccoli e una statua in bronzo scolpita da Kunio Shachimaru di uno dei robot del film 'Laputa: castello nel cielo'