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Il mare di Cousteau con la voce di Schwarzy: "Bisogna conoscere per non fare errori"

Il film diretto dall'esploratore Jean-Michel, figlio di Jacques, in sala in 3D dal 17 maggio. Girato tra le isole Fiji, il Messico e le Bahamas, ha per voce narrante quella dell'attore, che è anche produttore del documentario rivolto ai più piccoli: "Saranno loro a prendere le decisioni domani, e in questo modo possono avere le informazioni necessarie per fare le scelte giuste"

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"Se non sai cosa c'è lì sotto come fai a proteggerlo?". Lì sotto, Jean-Michel Cousteau ci ha passato 73 dei suoi 80 anni: la prima discesa, a 7 anni, l'ha fatta con suo padre, l'esploratore e documentarista Jacques Cousteau, inventore del primo equipaggiamento per le immersioni. "Vivevamo nel sud della Francia e ogni week end insieme con mia mamma e mio fratello più piccolo Philippe andavamo alla scoperta del mondo subacqueo". Oggi Jean-Michel, per renderci "più responsabili nei confronti di ciò da cui dipendiamo", ci spiega quanto nelle profondità dell'Oceano sia scomparso ma, al tempo stesso, quanto ancora ci sia di straordinario. Per farlo, si è immerso ancora una volta tornando a galla con un documentario, Le meraviglie del mare, diretto con Jean-Jacques Mantello e che sarà in sala in 3D dal 17 maggio, distribuito da M2 Pictures.

'Le meraviglie del mare' di Jean-Michel-Cousteau, il film è in 3D


Arnold Schwarzenegger fa da voce narrante (ma è anche il produttore) e a infilarsi la muta non è solo Jean Michel ma anche i suoi due figli, Céline e Fabien, entrambi esploratori e ambientalisti. Il titolo è azzeccato perché le immagini sono davvero straordinarie, anche i più reticenti o disinteressati sentiranno un formicolio, fin quasi una spinta a mettere la testa sott'acqua. E c'è una ragione: "La tecnologia che abbiamo potuto utilizzare ha permesso di vedere cose che io non riuscivo a vedere a occhio nudo" racconta Jean-Michel Cousteau, raggiunto telefonicamente nel suo centro, l'Ocean Future Society, associazione che ha fondato nel 1999, dopo la scomparsa di suo padre Jacques, per portare avanti il lavoro della famiglia di studio e tutela dell'ambiente marino.

Il viaggio fatto dai Cousteau per girare il documentario è durato tre anni: dall'Oceano Pacifico delle isole Fiji, a quello dell'isola di Catilina, davanti alla costa della California, dal mare di Cortez in Messico, fino all'oceano Atlantico delle Bahamas. L'Oceano non è affatto tutto uguale, da una tappa all'altra i fondali sono completamente diversi. La barriera corallina, con le oltre ottocento specie di coralli conosciute finora: a guardare quei tentacolini muoversi l'idea è quella di tante foglie solleticate dal vento. Si tratta in realtà di animali, predatori che danzano per nutrirsi e sopravvivere. Ci sono poi i fondali con le foreste di kelp, alghe marine giganti che possono raggiungere i cinquanta metri di altezza, i fondali sabbiosi e quelli di mangrovie.


E per ogni casa diversa ci sono naturalmente abitanti diversi. Dimenticate (per un po', poi arriveranno anche loro) i grandi protagonisti dell'Oceano: squali, delfini o balene. Jean-Michel racconta la vita di esserini più piccoli di una falange. "La diversità della vita marina - spiega Cousteau - è sinonimo di stabilità. Più specie ci sono, più vuol dire che il sistema è sano. Siamo stati abituati per un lungo periodo a osservare grandi creature, ma non conosciamo l'importanza del plancton, ad esempio. Le balene o gli squali si nutrono di pesci o alghe che a loro volta si nutrono di plancton: c'è un unico sistema vitale e queste enormi creature marine dipendono completamente da quelle più piccole". Come il gamberetto pulitore, ad esempio, o il polpo: "È una creatura affascinante, ha un cervello e prende delle decisioni. Mio padre lo chiamava la creatura a sangue freddo più intelligente dell'Oceano".

'Le meraviglie del mare' raccontate dall'erede di Cousteau


Tutto il suo lavoro Jean-Michel lo fa con un obiettivo in più oltre all'intrattenimento: "Mostrando le meravigliose creature e piante che vivono nell'Oceano, le persone vorranno proteggerle. Ho voluto realizzare questo film perché stimoli nelle persone un desiderio di protezione". Se tuteli l'Oceano tuteli te stesso: è questo il motto della famiglia Cousteau. Quando poi vediamo padre e figli nuotare tranquillamente tra un branco di squali, lo stupore è per i numeri sui quali i tre vorrebbero riflettessimo: in un anno ai dodici esseri umani morti per un attacco di squalo si contrappone il numero di cento milioni di squali uccisi per preparare la zuppa di pinna di squalo.

"Quello che io ho visto facendo immersione a sette anni - ricorda Jean-Michel - ora non c'è più, è andato distrutto dall'inquinamento". Secondo le Nazioni Unite, il 20 per cento della barriera corallina mondiale è stato distrutto, molto di più è a rischio estinzione. "Io ho fatto tantissimi errori quando ero bambino perché non sapevo quello che so oggi", per questo motivo Jean-Michel con il suo film si rivolge soprattutto al pubblico dei più piccoli: "Saranno loro a prendere le decisioni domani e in questo modo possono avere tutte le informazioni necessarie per fare le scelte giuste: non inquinare, riciclare, sfruttare le tecnologie di cui disponiamo oggi e soprattutto non pretendere dalla Natura più di quanto essa riesca a produrre".