Berlinale, la consegna dei premi e l'omaggio a Bruno Ganz
Con un saluto a Bruno Ganz si è aperta la cerimonia di premiazione del Festival di Berlino. La platea ha poi reso omaggio con una standing ovation al direttore uscente Dieter Kosslick, per diciotto anni alla guida della Berlinale prima di consegnare i premi di questa 69esima edizione. L'Orso d'Oro è andato al film Synonymes dell'israeliano Nadav Lapid, il premio della Giuria a Grace à Dieu di François Ozon. Il premio per la miglior attrice a Yong Mei e al miglior attore a Wang Jingchun entrambi protagonisti del film So Long, My Son di Wang Xiao-shuai. Il premio Alfred Bauer al film più innovativo è stato assegnato a System Crasher di Nora Fingscheidt. Roberto Saviano, Maurizio Braucci e il regista Claudio Giovannesi hanno invece ritirato il premio per la miglior sceneggiatura per La paranza dei bambini
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Non ci sono i giovani interpreteti del film che sono stati amatissimi a Berlino, tornati a Napoli dopo aver regalato allegria e vitalità sul tappeto rosso della Berlinale ed essere stati al centro di una affollata festa in loro onore in cui hanno ballato per tutta la notte.Il film è in sala in questi giorni (Prodotto da Palomar e Vision Distribution in collaborazione con Sky Cinema).
Ad assegnare i premi la giuria, presieduta da Juliette Binoche e composta dal critico americano Justin Chang, l'attrice tedesca Sandra Hüller, il regista cileno Sebastian Lelio, il curatore museale statunitense Rajendra Roy, l'attrice, regista e produttrice britannica Trudie Styler. Il primo pensiero della presidente di giuria Binoche è stato per il grande assente, ufficialmente per motivi tecnici, il maestro cinese Zhang Yimou: "Ci dispiace non considerare un film, One second di Zhang Yimou, che vinse l'Orso d'oro al suo primo film qui a Berlino nell'88 con Sorgo Rosso ed è stato da allora una voce essenziale nel cinema internazionale".
Il premio al regista emergente va a Out stealing horses di Hans Pete Molland con protagonista Stellan Skarsgard.Talking about trees di Shaib Gasmelbari, prodotto da Germania, Sudan e Ciad, vince come migliore documentario: racconta di un gruppo di membri del Sudanese Film club che decidono di far rivivere un vecchio cinema: è l'occasione per parlare della storia di quel cinema e anche delle persecuzioni che i protagonisti hanno vissuto in quanto artisti dissidenti. Il premio come miglior film esordiente va a Oray di Mehmet Akif Buyukatalay, che racconta con stile quasi documentaristico la storia di un uomo perso nel complesso sistema di fede islamico, una produzione tedesca e turca.
La cerimonia si è aperta con un lunghissimo omaggio al direttore uscente Dieter Kosslick, questa era l'ultima edizione, si chiude un'era durata diciotto anni. Spumeggiante e spiritoso come sempre il direttore si è soffermato per abbracciare in platea il suo successore, l'italiano Carlo Chatrian, già alla guida del Festival di Locarno.