Venezia 76, in concorso Martone, Maresco e Marcello. Poi 'Joker' e Polanski
Chiara Ugolini
Tre i titoli italiani in corsa per il Leone nell'edizione 76 (28 agosto - 7 settembre) ricca di star da Johnny Depp a Brad Pitt passando per Scarlett Johansson e Joaquin Phoenix. Due grandi serie tv in anteprima, quella di Sollima da Saviano e 'The new Pope'
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Sono tre i film italiani in corsa per il Leone d'oro alla settantaseiesima edizione della Mostra del cinema (28 agosto - 7 settembre) e poi tanti altri titoli, tra i più attesi della prossima stagione cinematografica. Quelli che battono bandiera italiana sono Martin Eden di Pietro Marcello con Luca Marinelli dal romanzo di Jack London, La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco e Il sindaco del rione Sanità, adattamento contemporaneo e per il cinema dell'opera di Eduardo De Filippo da parte del regista napoletano Mario Martone che lo ha già portato a teatro.
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Ma sono tanti i titoli molto attesi che si sveleranno a Venezia: in gara per il Leone d'oro ci saranno anche il film fantascientifico Ad Astra con Brad Pitt di James Gray, J'accuse di Roman Polanski sullo storico caso Dreyfus interpretato dalla star francese Jean Dujardin, Joker di Todd Philips con Joaquin Phoenix spinoff dei film su Batman "ma ancora più dark di Dark Knight" dice il direttore Alberto Barbera, The Laundromat di Steven Soderberg con Gary Oldman, Antonio Banderas, Meryl Streep sui Panama papers. Tante star sono attese alla Mostra da Roger Waters, che presenta il film e incontrerà il pubblico per presentare Us + Them con frammenti di concerti diversi in tutto il mondo, poi Johnny Depp per il film Waiting for the barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra, Scarlett Johansson e Adam Driver, coppia in crisi in Marriage Story di Noah Baumbach. E ancora (fuori concorso) The king di David Michôd con Timothée Chalamet e Joel Edgerton, novelli Enrico V e Falstaff in un nuovo adattamento da Shakespeare, il nuovo film di Olivier Assayas Wasp Network sulla storia di cinque prigionieri politici cubani arrestati negli Usa come spie.
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Titoli italiani anche fuori concorso con Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, liberamente tratto dal romanzo Se ti Abbraccio non aver paura e la commedia sentimentale Vivere di Francesca Archibugi con Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini, storia della crisi di una famiglia all'arrivo in casa di una ragazza alla pari. La Mostra segna anche il ritorno di grandi maestri come Atom Egoyan che con A guest of honor, il cileno Pablo Larraìn con un altro ritratto al femminile Ema e poi Costa - Gavras con Adults in the room con Valeria Golino e Georges Corraface dal libro dell'ex Ministro Varoufakis.
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La tv alla Mostra
La Mostra del cinema presenta due serie tv in anteprima, entrambe prodotte da Sky Studios,Zerozerozero di Stefano Sollima dal testo di Roberto Saviano sul commercio della droga "che non ha nulla da invidiare alle grandi serie americane e anzi ha qualche punto in più" ha detto Barbera. Sollima ha diretto alcuni degli episodi, gli altri sono di Janus Metz e Pablo Trapero e a Venezia si vedranno i primi due episodi. Ma si vedranno anche due episodi di The New Pope di Paolo Sorrentino, (il secondo e il settimo) il seguito di The Young Pope con Jude Law e John Malkovich e la partecipazione di Sharon Stone.
Apre Catherine Deneuve e chiude Mick Jagger
Ad aprire la settantaseiesima edizione della Mostra il primo film non giapponese del maestro Palma d'oro a Cannes Kore-eda Hirokazu con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke La verité. Il film racconta di Fabienne (Catherine Deneuve), star del cinema francese circondata da uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua autobiografia, la figlia Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi da New York con marito (Ethan Hawke) e figlia. L'incontro tra madre e figlia si trasformerà velocemente in un confronto: le verità verranno a galla, i conti saranno sistemati, gli amori e i risentimenti confessati. A chiudere invece la Mostra il thriller The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi con Claes Bang, Elizabeth Debicki, Donald Sutherland e Mick Jagger, ambientato nell'Italia contemporanea. Il carismatico critico d'arte James Figueras (Claes Bang) seduce l'affascinante turista Berenice Hollis (Elizabeth Debicki), ma quando i due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà sul Lago di Como del potente collezionista d'arte Cassidy (Mick Jagger) questi rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney (Donald Sutherland), una sorta di J.D. Salinger del mondo dell’arte, e avanza ai due una strana richiesta: rubare a qualsiasi costo uno dei capolavori di Debney dallo studio dell’artista. Ma appena la coppia inizia a conoscere il leggendario Debney, comprende che nulla di quel personaggio e della loro missione è ciò che sembra.
Classicissimi da Fellini a Bertolucci
Tra i restauri di Venezia Classici omaggi ai nostri più grandi registi. Si vedranno Lo sceicco bianco di Federico Fellini, che ebbe la première alla Mostra di Venezia del 1952, presentato in vista del centenario della nascita del regista nel 2020; un "doppio" Bernardo Bertolucci con La commare secca, esordio del regista alla Mostra del 1962, e Strategia del ragno, presentato alla Mostra del 1970; il sorprendente esordio di Giuliano Montaldo, Tiro al piccione, che ebbe la sua prima alla Mostra del 1961; un grande film da riscoprire prodotto dalla Rai, Maria Zef (1981) di Vittorio Cottafavi. Sempre nella sezione Classici il capolavoro di Manoel de Oliveira, Francisca (1981); Out of the Blue (1980) di Dennis Hopper; New York, New York (1977) di Martin Scorsese, in una nuova copia 35mm appositamente stampata per la Mostra in occasione del 100° anniversario della United Artists. Al termine della proiezione di quest’ultimo film, seguirà una master class del celebre produttore Irvin Winkler (Toro Scatenato; Quei bravi ragazzi; New York, New York, i cinque film della serie di Rocky).