'Il Gladiatore', vent'anni fa l'urlo nell'arena di Russell Crowe
Rita Celi
Nel maggio del 2000 usciva in sala il colossal di Ridley Scott, record al box office e premiato con cinque Oscar. Ma il protagonista rivela: "Massimo Decimo Meridio non doveva morire"
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"Al mio segnale scatenate l'inferno". Con questo grido di battaglia vent'anni fa Il gladiatore irrompeva sul grande schermo e conquistava milioni di spettatori. Russell Crowe nei panni del generale Massimo Decimo Meridio, e poi in quelli dello schiavo e gladiatore Ispanico, incarnava l'eroe che con la sola forza d'animo sopportava il dolore per poter compiere la sua vendetta contro chi gli aveva sterminato la famiglia, l'odiato imperatore Commodo (interpretato da Joaquin Phoenix). Ispirato a personaggi dell'Impero romano della seconda metà del secondo secolo d.C., anche se con alcune inesattezze storiche, il film di Ridley Scott ha convinto critica e pubblico: uscito nel maggio del 2000, ha incassato 457 milioni in tutto il mondo posizionandosi al secondo posto tra Mission: impossible II in vetta con 546 e Cast away con 429 milioni. Nella notte degli Oscar, l'anno successivo, ha conquistato cinque statuette (su dodici candidature): miglior film, attore protagonista, costumi, effetti visivi e sonoro.
'Il gladiatore' di Ridley Scott al Circo Massimo con l'orchestra dal vivo
L'8 e il 9 giugno il kolossal di Ridley Scottsarà proiettato in alta definizione su schermo gigante di oltre 20 metri accompagnato da una formazione di 200 musicisti e coristi dell’Orchestra Italiana del Cinema, diretta dal maestro Justin Freer, con la partecipazione straordinaria di Lisa Gerrard, che eseguirà dal vivo la celebre colonna sonora composta da Hans Zimmer cantata dalla stessa Lisa Gerrard. I biglietti in vendita su ticketone a partire da 45 euro video
A vent'anni di distanza Russell Crowe, che all'epoca aveva 36 anni, racconta che nella sceneggiatura originale il protagonista doveva sopravvivere. "Quel discorso, 'Il mio nome è Massimo Decimo Meridio...' è praticamente il biglietto d'addio di un suicida", spiega l'attore in un'intervista al magazine britannico Empire in cui ripercorre la genesi del film in occasione dell'anniversario. "Ricordo Ridley venire da me sul set e dirmi: 'Guarda, per come è delineata la storia, non vedo come tu possa vivere. Il personaggio è focalizzato su un atto di pura vendetta per sua moglie e suo figlio e una volta che l'ha compiuta, cosa fa?'". Crowe su questo amava scherzare: "Chiedevo 'sì, che fa dopo Massimo? Finisce ad aprire una fottuta pizzeria vicino al Colosseo?'. Lui ha un solo proposito, incontrare sua moglie nell'aldilà e chiederle scusa per non essere stato là per lei".
''Il Gladiatore'' torna a Roma
La prima bozza della sceneggiatura era basata sulla storia di Commodo, figlio di Marco Aurelio, ed era ispirata al romanzo di Daniel P. Mannix del 1958, Those About to Die (Quelli che stanno per morire). Il nome del protagonista era Narciso, dal nome del lottatore che, secondo le fonti storiche, ha strangolato l'imperatore Commodo. Ma tra i primi cambiamenti chiesti da Russell Crowe ai produttori esecutivi c'è stato il nome del suo personaggio: "Gli ho spiegato che non aveva senso. Faceva pensare al narcisismo, e a nessuno sarebbe interessato nulla di un personaggio che si chiamava così". Crowe legava il personaggio al pensiero di Marco Aurelio, ma "a parte Ridley nessuno aveva idea di cosa parlassi. Non sapevano che Marco Aurelio fosse stato anche un filosofo. Così ho comprato copie di Colloqui con se stesso per tutti". Nel lavoro con Scott sulla sceneggiatura "abbiamo iniziato a eliminare tutto quello che non serviva. E due settimane prima delle riprese erano rimaste 21 pagine. Ridley allora mi ha detto 'Dobbiamo andare avanti, avere fiducia e riusciremo a venire a capo di questo casino'. E così è stato".
Joaquin Phoenix
Crowe parla anche del cast, dall'amicizia nata con Richard Harris al rapporto difficile con Oliver Reed, morto nel 1999 in un pub a Malta poco prima di finire le riprese. E si sofferma in particolare sul legame con Joaquin Phoenix: "Ho un amore profondo per Joaquin. Avrebbe dovuto vincere l'Oscar 20 anni fa e dopo quella ci sono altre due o tre performance per cui l'avrebbe meritato". All'epoca Joaquin aveva 25 anni e aveva intrapreso la carriera di attore seguendo le orme del fratello, River Phoenix, giovane star morta a 23 anni per una miscela di alcol e droga nel locale di Johnny Depp nel '93. Una morte improvvisa che lo aveva portato ad avere problemi con l'alcol. Il ruolo del perfido Commodo lo ha consacrato tra le star di Hollywood anche se ci sono voluti altri 20 anni per stringere tra le mani l'ambita statuetta, dopo tre candidature, conquistata quest'anno per il suo straordinario Joker. Oscar che ha dedicato al fratello River, citando una sua frase scritta quando aveva 17 anni: "Corri in soccorso degli altri con amore e la pace seguirà"
'Il gladiatore': il film al Circo Massimo con l'orchestra dal vivo
Il Gladiatore ha avuto un fastoso ritorno due anni fa con la proiezione su schermo gigante al Colosseo e al Circo Massimo accompagnato da una formazione di 200 musicisti e coristi dell’Orchestra Italiana del Cinema, diretta dal maestro Justin Freer, che ha eseguito dal vivo la celebre colonna sonora composta da Hans Zimmer con la partecipazione di Lisa Gerrard. "È affascinante notare come questo film dopo 20 anni interessi ancora alla gente" ha detto l'attore australiano che ha partecipato all'evento a Roma "c'è un legame particolare, grazie a questo film la gente ancora mi ferma per la strada".
Intanto da tempo si parla di un possibile seguito del Gladiatore: Ridley Scott sarebbe al lavoro con lo sceneggiatore Peter Craig per raccontare la storia ambientata 30 anni dopo e incentrata su Lucio, figlio di Lucilla (Connie Nielsen) e nipote dell'imperatore. Il ragazzino (Spencer Treat Clark) aveva solo un breve incontro con Massimo, di cui ammirava le gesta come gladiatore, ed era anche nell'ultima scena del film. Ma stavolta la fantasia avrà la meglio: innanzitutto perché Scott vuole ancora Russell Crowe facendo tornare in vita il personaggio di Massimo, e poi perché le fonti storiche dicono che il figlio di Lucilla, che aveva lo stesso nome del padre, Lucio Vero, morì giovane, molto prima del regno di Commodo.