Kristin Scott Thomas, da 'Quattro matrimoni' a 'La sfida delle mogli'
L'abbiamo conosciuta elegantissima e snob in 'Quattro matrimoni e un funerale' ma è il ruolo sofferto di Katherine in 'Il paziente inglese' che ha confermato il suo talento e la popolarità. Da allora Kristin Scott Thomas ha alternato commedie e drammi, protagonista di molti film britannici e francesi. L'ultima sua interpretazione è 'La sfida delle mogli' di Peter Cattaneo, uscito in streaming. "Penso sia il film perfetto per la quarantena" ha detto l'attrice. "Penso alle donne in questa storia, come fossero forti e coraggiose, e penso che se potevano farlo loro, possiamo farlo anche noi"
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"Dobbiamo tirare fuori tutta la nostra forza per la situazione che stiamo vivendo adesso" racconta l'attrice. "Sarebbe facile deprimersi e sentirsi scoraggiati o depressi e spaventati. In questo senso penso che La sfida delle mogli sia il film perfetto per la quarantena. Penso alle donne in questa storia, come fossero forti e coraggiose, e penso che se potevano farlo loro, possiamo farlo anche noi". Il film, che esce su varie piattaforme streaming, è diretto da Peter Cattaneo (The Full Monty), e segue un gruppo di donne in una base militare britannica che formano un coro per distrarsi mentre i loro mariti (e una moglie) sono in missione in Afghanistan. "Al centro della storia ci sono le persone che si uniscono per affrontare momenti difficili, una cosa con cui tutti ci possiamo collegare in questo momento" nota Scott Thomas.
Military Wives è ispirato alla serie documentaristica inglese The Choir, la storia vera di un ensamble canoro che ha portato alla formazione di decine di cori di "mogli militari" in Inghilterra in questi ultimi 20 anni. Scott Thomas interpreta il ruolo di Kate, moglie del comandante della base, che si unisce alla più scettica Lisa (Sharon Horgan) per mettere insieme e dirigere il coro. Un ruolo che le ha permesso di mostrare la sua vena canora e la sua bella voce. "Non conoscevo questo storia perché vivevo in Francia quando il coro venne fondato" racconta l'attrice, "ma ho simpatizzato subito con la vita di quelle donne perché anche io sono cresciuta in una famiglia militare, per via di mio padre, e poi del mio patrigno, entrambi piloti d'areo ed entrambi morti tragicamente in incidenti aerei quando ero ancora una bambina. Ci spostavamo in continuazione da una base all'altra quando ero piccola" continua. "Anzi, a dire la verità questi due mesi di isolamento ferma a Londra sono stati i più lunghi che abbia mai passato in tutta la mia vita. Prima per via della vita militare, poi per la mia vita di attrice, non mi sono mai fermata. Ma è proprio la mia esperienza militare che mi ha permesso di identificarmi ancora meglio con il mio personaggio".
"In quanto alla musica" prosegue, "mi è piaciuto molto poter cantare in un film e fare parte di un coro, le voci sono davvero le nostre. Devi concentrarti così tanto sulle note e le tonalità che non riesci a pensare ad altro. Ma intendiamoci, il canto non fa per me. Io sono esattamente come Kate nella scena in cui Lisa cerca di spingerla a cantare in un karaoke: preferirei bere inchiostro piuttosto, non riuscirei a pensare a niente di peggio. Ma è il bello del film, ci siamo aiutate molto fra di noi a cantare il meglio possibile, proprio come fanno le protagoniste, il nostro amore per il copione ci ha aiutato molto". E aggiunge, "È ammirevole il modo in cui queste donne trovano il modo per tenere alto il senso di speranza e lo spirito, prendono la forza dall'amicizia che sorge spontanea tra di loro. Mi fa davvero pensare a quello che oggi stiamo vivendo. L'unione fa la forza. Solo con l'unione possiamo sconfiggere questo nemico invisibile. È una cosa spaventosa e misteriosa quella che stiamo attraversando, e la capacità di resistenza di queste donne ci può dare un po' di allegria e di speranza".
Nel suo futuro, Kristin Scott Thomas spera di continuare a lavorare con persone che la ispirano, vuole dirigere e rallentare: "In un certo senso la situazione presente è stata quasi di beneficio per tutti coloro che lavorano troppo e per i 'workaholic' come me, perché ci ha costretti a rallentare. L'unica cosa che mi manca in questo lockdown sono gli amici, e i miei figli." Arrivare al traguardo dei 60 non sembra pesarle molto. "Per fortuna credo di avere un ottimo corredo genetico ereditato da mia madre e mia nonna, che non hanno mai dimostrato la loro età. Non faccio niente di particolare, credetemi, provengo da donne forti e ne traggo i benefici".