César, le femministe contro Polanski. Le proteste degenerano: scontri con la polizia
Un César infiammato dalle polemiche e non solo. Le femministe dei gruppi Osez le Feminisme e Metoo hanno protestato a Parigi contro Roman Polanski, accusato negli anni di molestie da giovani donne, ma le proteste sono degenerate in scontri con la polizia che ha sparato gas lacrimogeni per evitare che i manifestanti arrivassero sul tappeto rosso. Il film di Polanski, 'J'accuse - l'ufficiale e la spia' è candidato a dodici César, gli Oscar francesi ma la scelta è stata fortemente contestata nelle ultime settimane tanto da costringere l'Accademia che organizza il premio a dimettersi. Non ci saranno neppure gli attori Jean Dujardin, Grégory Gadebois e Louis Garrel compatti nel difendere il loro regista. Ci sarà invece Adèle Haenel, nominata come miglior attrice per 'Ritratto di giovane in fiamme' di Celine Sciamma e icona del movimento femminista francese dopo che nel novembre scorso ha denunciato il regista Christophe Ruggia di molestie quando era adolescente.
Negli ultimi mesi i premi César sono stati travolti dalle polemiche: diversi suoi membri e personalità del cinema ne hanno criticano la gestione ritenuta opaca, autoreferenziale e soprattutto all'insegna della mancanza di parità. Questa crisi ha raggiunto l'apice durante la cerimonia di consegna dei premi del 28 febbraio scorso, quando Adele Haenel, l'attrice simbolo del #MeToo francese, è uscita dalla sala per protesta contro la vittoria di Roman Polanski come miglior regista per J'accuse. Pochi giorni prima della cerimonia, il consiglio di amministrazione, presieduto dal 2003 dal produttore Alain Terzian, si era dimesso in blocco. Nell'ambito di una mediazione sotto l'egida del Centro Nazionale del Cinema (Cnc), era stata nominata una presidente ad interim, la produttrice Margaret Menegoz, e un'assemblea generale straordinaria aveva avviato una riforma.
È in questo contesto e in questo clima che i nuovi rappresentanti dell'assemblea generale sono stati eletti lunedì dai 4.313 membri dell'Accademia César (attori, registi, produttori, tecnici). In qualità di "membri storici", Roman Polanski e il produttore Thomas Langmann, condannato nel 2019 per molestie nei confronti della moglie, sono stati "ammessi d'ufficio" dopo aver avanzato la richiesta. Anche Alain Terzian, criticato per la passata gestione dell'Accademia dei César, fa parte della nuova assemblea generale in qualità di membro storico. "È stato semplicemente applicato l'attuale statuto", ha detto Margaret Menegoz, commentando le polemiche subito ripartite. Il presidente facente funzione del César non ha voluto commentare il caso specifico di Polanski, ricordando semplicemente che a livello personale "ha sempre separato il lavoro dalla persona". Appena appresa la notizia, infatti, l'attore Eric Métayer, tra i nuovi rappresentanti eletti nell'assemblea generale, ha pubblicato su Twitter un videomessaggio di disapprovazione sulla designazione di alcuni membri senza nominarli, e augurando che "quelli che non hanno niente da fare lì, vadano via". L'attore ha chiesto inoltre che d'ora in poi tutti i membri dell'Académie siano eletti.