Ugo Tognazzi, trent'anni senza zingarate, tornei di tennis e 'supercazzole'
di
Rita Celi
(agf)
Il 27 ottobre 1990 moriva a 68 anni uno dei protagonisti della commedia italiana e, insieme a Raimondo Vianello, tra gli innovatori della comicità della tv in bianco e nero. I figli Ricky, Thomas, Maria Sole e Gianmarco lo raccontano in un libro che uscirà a novembre. Tutte le novità e le interviste nella nostra newsletter dedicata al cinema
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Trent'anni fa a Roma moriva a 68 anni Ugo Tognazzi, tra i grandi interpreti del cinema italiano del dopoguerra e anche protagonista in tv, dopo gli esordi nel varietà e nella rivista. Insieme a Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni è stato uno dei colonnelli della commedia degli anni 60, rappresentando sullo schermo vizi e virtù degli italiani. Dagli episodi di I mostri e I nuovi mostri di Dino Risi ai tre atti di Amici miei di Mario Monicelli (e Nanni Loy) in cui veste i panni del conte Mascetti che ha lasciato in eredità zingarate, burle e espressioni come la celebre supercazzola. Tra le sue interpretazioni più famose anche Il federale e L'anatra all'arancia di Luciano Salce, In nome del popolo italiano sempre di Risi, La donna scimmia e La grande abbuffata di Marco Ferreri, Il vizietto di Edouard Molinaro (seguito poi da Il vizietto II e Matrimonio con vizietto), La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci e La terrazza di Ettore Scola.
'Amici miei' ovvero l'arte della supercazzola
In 40 anni di carriera ha interpretato 148 film, lavorando con anche con Pasolini, Zampa, Pietrangeli, Comencini, Petri, Germi e Magni. Dopo aver iniziato con commedie leggere con Totò ed essere diventato celebre in coppia (sia in tv che al cinema) con Raimondo Vianello, l'approdo nella grande commedia d'autore con Salce e Ferreri e la consacrazione come uno dei massimi interpreti italiani che lo porterà, nel 1981 a vincere il premio a Cannes per la miglior interpretazione maschile per La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci (oltre a tre David di Donatello, quattro Nastri d'Argento, un Globo d'oro e due Grolle d'oro).
'Il vizietto' con Ugo Tognazzi e Michel Serrault
Nato a Cremona il 23 marzo 1922, durante la seconda guerra mondiale viene chiamato alle armi e si dedica a organizzare spettacoli di varietà per i commilitoni. Finita la guerra, nel 1945 si trasferisce a Milano dove partecipa a una serata per dilettanti tenuta al Teatro Puccini, grazie alla quale viene scritturato dalla compagnia teatrale di Wanda Osiris. Nel 1950 il debutto al cinema in un film diretto da Mario Mattoli, I cadetti di Guascogna, al fianco di Walter Chiari. L'anno seguente conosce Raimondo Vianello con cui forma una coppia comica di grande successo che dal 1954 al 1959 lavora per la Rai nel varietà Un due tre. I due amici comici si presentano in una veste inedita, porgendosi le battute a vicenda, entrambi riscuotendo risate, ciascuno con il proprio stile.
"Amici miei", quarant'anni di zingarate
Si ritrovavano in piazza Beccaria, davanti al cinema Metropolitan, poi andavano al bar Necchi e in piazza Santa Croce, in giro per Firenze. Erano le avventure di un gruppo di inseparabili amici fiorentini che affrontavano i loro disagi con scherzi a danno di malcapitati, protagonisti del film Amici miei di Mario Monicelli, uscito al cinema il 10 agosto del 1975, quarant'anni fa. Ugo Tognazzi ovvero il conte Mascetti, Philippe Noiret nel ruolo del giornalista Giorgio Perozzi, Duilio del Prete in quello di Guido Necchi, Adolfo Celi che interpretava Alfeo Sassaroli, Gastone Moschin, ovvero Rambaldo Melandri: battute, gag, zingarate e tormentoni che hanno resistito al passare del tempo diventando cult.
Dopo numerose interpretazioni in commedie leggere cinematografiche e televisive negli anni Sessanta fa il grande salto nella commedia all'italiana dove regala caratterizzazioni particolari dei personaggi in film come Il federale di Luciano Salce del 1961, La marcia su Roma di Dino Risi del 1962. Da quel momento una serie lunghissima di film e interpretazioni memorabili fino all'ultima in Una famiglia in giallo, film tv di Luciano Odorisio uscito postumo nel 1991.
'Il vizietto 2' di Edouard Molinaro
Grande esperto di cucina, si definiva un "cuoco prestato al cinema". Popolari le sue feste a Villa Tognazzi a Torvaianica, vicino Roma, dove, a partire dal 1966, organizza per 25 edizioni un torneo di tennis riservato a personaggi del cinema e del teatro, della radio, della tv e del giornalismo che come premio finale attribuisce l'ambitissimo Scolapasta d'oro. La vita privata è segnata da molte donne e diversi grandi amori da cui ha avuto quattro figli: nel 1954 si innamora di una ballerina inglese di origine irlandese della sua rivista, Pat O'Hara, che non sposa ma che gli dà il figlio Ricky; nel 1961 conosce Margarete Robsahm, attrice norvegese sua partner in Il mantenuto e che sposa nel 1963 e che l'anno seguente gli dà il suo secondo figlio, Thomas, che diventerà produttore e regista. Nel 1965 conosce l'attrice Franca Bettoja, che sposa nel 1972 e da cui ha due figli, Gianmarco nel 1967 e Maria Sole nel 1971.
Maria Sole Tognazzi: "Il mio film nel segno del Vizietto"
Ugo Tognazzi ha sempre avuto vicino a sé tutti i figli, anche quelli avuti in precedenza. E sono i suoi figli Ricky, Thomas, Maria Sole e Gianmarco che lo raccontano in un libro che uscirà a novembre Ugo, gli amori e gli scherzi e i ricordi di un padre di salvataggio, come annuncia il primogenito: "Papà è morto il 27 ottobre del '90, questi 30 anni senza di lui sono passati in un lampo. Grazie alla passione profusa da tutti noi figli e dalle persone che lo hanno amato e non hanno perso l'occasione per parlare di lui, il suo ricordo resterà sempre vivo''.
Vinitaly, Tognazzi viticoltore: "Ho imbottigliato la 'supercazzola"'
Ricky Tognazzi, in questi giorni impegnato sul set per dirigere La donna del vento, fiction di Canale 5 scritta da Simona Izzo e interpretata da Sabrina Ferilli, come da tradizione il 27 ottobre si riunirà con i suoi fratelli per celebrare il papà nella sua casa di Velletri (per omaggiare il contingentamento delle riunioni casalinghe raccomandato dal governo, gli altri parenti ci saranno ma a debita distanza), e il menu sarà scelto come sempre tra i piatti cult di Ugo, a cominciare dalle polpette con il lesso e dai ravioli al papavero.