Tarantino ha quindi deciso di rituffarsi nella Los Angeles di fine anni 60 e raccontare in maniera più estesa la vicenda di Rick Dalton e Cliff Booth, la star della tv e la sua controfigura interpretati nel film da Leonardo DiCaprio e Brad Pitt (che per questo ruolo ha vinto un Oscar e un Golden Globe). Il romanzo di 224 pagine uscirà inizialmente in versione tascabile con Harper Perennial, che ha già rivelato la copertina e annunciato che sarà in vendita dal 29 giugno 2021 al prezzo di 9,99 dollari, quindi sarà pubblicata una versione e-book e audio digitale e in autunno un'edizione con la copertina rigida.
"Le versioni romanzate dei film sono stati i primi libri per adulti che ho letto negli anni Settanta e ancora oggi ho un grande affetto per questo genere" ha detto il regista citato da Deadline. "Perciò sono orgoglioso di annunciare che uscirà una versione romanzata di C’era una volta a…Hollywood. Sarà il mio contributo a questo sottogenere letterario, a volte emarginato ma molto amato. Sono anche entusiasta all'idea di poter esplorare ulteriormente i miei personaggi e il loro mondo in un'impresa letteraria che può (si spera) stare accanto alla sua controparte cinematografica".
'C'era una volta... a Hollywood', la fine degli anni 60 nel film di Tarantino
Prima dell’uscita del film lo stesso regista aveva dichiarato che all’inizio C'era una volta a… Hollywood sarebbe dovuto essere un romanzo e che solo successivamente ha pensato di scriverne una sceneggiatura. Nel romanzo verrà mescolata nuovamente la realtà con la finzione e il protagonista Rick Dalton incontrerà leggende del cinema come Burt Reynolds - che avrebbe dovuto interpretare George Spahn, ruolo poi affidato a Bruce Dern dopo la morte dell'attore - o stelle del football americano come Jim Brown. Ma approfondirà soprattutto la carriera di Rick Dalton, dagli Spaghetti western girati in Italia con successi come Nebraska Jim e flop come Uccidimi subito Ringo, dice il Gringo (di cui ha realizzato anche le locandine che si intravedono nel film) alla serie televisiva in cui è protagonista. Tarantino ha lavorato molto sul personaggio al punto di aver scritto personalmente alcuni episodi di Bounty Law e ha già espresso la volontà per dirigerli e creare una propria miniserie. Nel romanzo, che la casa editrice definisce "divertente, delizioso e brutale", siamo sempre nel 1969, ritroviamo Dalton che affoga nell'alcool il declino della sua carriera ma che riceve una telefonata da Roma che potrebbe cambiare il suo destino. Al suo fianco c'è sempre Cliff, la sua controfigura, e tra le pagine c'è spazio anche per Sharon Tate e naturalmente per Charles Manson.
Cannes, 'C'era una volta a Hollywood', le (finte) locandine con Rick Dalton nel film di Tarantino
Con rimandi impliciti ed espliciti, Quentin Tarantino ribadisce anche nel suo nono film la passione per il cinema italiano definito di serie B. A partire da Sergio Leone, padre degli spaghetti western con Sergio Corbucci, che riecheggia nel titolo stesso: C'era una volta a Hollywood rimanda infatti a C'era una volta il West e C'era una volta in America. Presentando il film a Cannes, Tarantino ha dichiarato: "Sergio Corbucci è uno dei miei registi preferiti. Con Django Unchained ho fatto la mia versione del suo film e quando Rick Dalton, il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio va a Roma per girare Nebraska Jim con Sergio Corbucci diventa parte di quella storia. Poi ho immaginato che dopo quello, Rick abbia girato Operazione Dyn-o-mite! ma con Antonio Margheriti perché ho pensato che Rick si sarebbe comportato talmente male che Corbucci un secondo film non glielo avrebbe fatto fare". Ecco quindi le locandine dei film girati da Rick Dalton, ispirate a quelle dell'epoca
Il secondo libro concordato con HarperCollins sarà invece un’opera di saggistica, Cinema Speculation. Il regista di Pulp Fiction ha spesso citato la critica cinematografica Pauline Kael come sua eroina letteraria e nel corso degli anni ha lasciato intendere che scrivere libri sulle sue passioni cinematografiche poteva essere la carriera successiva dopo aver diretto il suo decimo film. L'editore descrive il libro come "un'immersione profonda nei film degli anni 70, un ricco mix di saggi, recensioni, scritti personali e intriganti ipotesi di uno dei registi più famosi e fan devoto di quel periodo".