Raffaello, nella sua ricerca della bellezza ideale, è l'artista della metamorfosi. Nell'arco di vent'anni assorbe la creatività che lo circonda, dalla sua Urbino alla Firenze di Leonardo e Michelangelo fino a Roma, assimila la lezione dei maestri del Rinascimento e si ispira ai classici dell'antichità. Dai primi ritratti alle ultime Madonne, riesce a infondere nei suoi dipinti la dolcezza e la profondità dei suoi mutamenti, diventando uno dei pittori più amati del Rinascimento. La sua Madonna Sistina (1512-1513) è stata per secoli il dipinto italiano più famoso al mondo, così come i due putti che osservano dal basso che hanno contribuito alla notorietà del dipinto. Le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, avvenuta il 6 aprile 1520, sono state sospese per la pandemia, ma ora un documentario festeggia al cinema la ricorrenza ricordando l'artista attraverso i suoi ritratti femminili. Raffaello. Il giovane prodigio ripercorre la vita e le opere dell'artista e riapre la stagione della Grande Arte al Cinema: il docufilm, diretto da Massimo Ferrari e prodotto da Sky, sarà in sala il 21, 22 e 23 giugno distribuito da Nexo Digital.
'Raffaello. Il giovane prodigio', clip in anteprima: la Fornarina, una dea senza nome
La voce narrante di Valeria Golino arricchisce il racconto della vita di Raffaello, aggiungendo intensità alle vicende e alle donne che lo hanno ispirato, dal ricordo della madre nell'affresco che aveva in casa alle donne che ha amato, dalle committenti alle modelle che ha ritratto nei primi nudi femminili dell'epoca moderna. A fare da guida c'è Vincenzo Farinella, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e consulente storico-scientifico del progetto, oltre agli interventi di Lorenza Mochi Onori, storica dell’arte ed esperta di Raffaello, Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte italiana, Tom Henry, direttore dell’Università del Kent a Roma, Amélie Ferrigno, storica dell’arte e ricercatrice associata presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissance (Cesr Tours), Ippolita di Majo, sceneggiatrice e storica dell’arte, Gloria Fossi, storica dell’arte medievale e moderna e le animazioni realizzate dall’illustratore Giordano Poloni. Le musiche sono di Francesco Ruggiero e Augusto Palombo.
'Raffaello. Il giovane prodigio', la bellezza ideale nei ritratti femminili
'Raffaello. Il giovane prodigio' è il documentario targato Sky e Nexo Digital che riapre la Grande Arte al Cinema: il docufilm diretto da Massimo Ferrari sarà in sala il 21, 22, 23 giugno. Con la voce narrante di Valeria Golino, racconta Raffaello a partire dai suoi straordinari ritratti femminili. La madre, l’amante, la committente, la dea: le protagoniste della vita dell'artista permettono di indagare sulla sua continua ricerca della bellezza assoluta
Clip La Fornarina, una dea senza nome
Raffaello nasce a Urbino nel 1483 in una famiglia benestante. Frequenta la bottega del padre e da subito si rivela un bambino prodigio ma la sua infanzia viene segnata dalla morte della madre. Il padre, Giovanni Santi, ritrae la moglie nelle vesti di una Madonna che fa addormentare il proprio bambino (1490 circa): questo ricordo rimarrà indelebile nella mente dell'artista che trasformerà la Madonna e il bambino in uno dei temi portanti di tutta la sua carriera. La Muta (1507) e il suo straordinario gesto della mano con cui tocca la cornice, la Dama con Liocorno (1505-1506), riscoperto solo negli anni 20, la Velata (1513), la Fornarina (1520), "dea senza nome", testimoniano la sua costante ricerca di una bellezza ideale che culmina nella realizzazione dell Trionfo di Galatea (1512) e prosegue con la Madonna Sistina (1512-1513) e la Madonna della Seggiola (1513-1514).
Un lungo corteo accompagna il feretro da castel Sant'Angelo al Pantheon, dove poi viene sepolto con un epitaffio di Pietro Bembo: "Qui giace Raffaello, dal quale la natura temette di essere vinta mentre era vivo, ora che è morto teme di morire".