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Will Smith, la decisione dell'Academy: bandito dagli Oscar per i prossimi dieci anni

La punizione per lo schiaffo in diretta a Chris Rock durante la consegna dei premi lo scorso 27 marzo. La statuetta come miglior attore non gli è stata revocata. Potrà comunque essere ancora candidato. "Accetto e rispetto la decisione"
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Il board dei governatori dell'Academy ha deciso: Will Smith resterà fuori dagli Oscar per dieci anni. Questo il risultato dell'incontro fissato per discutere quali conseguenze dovesse avere, sull'attore e la sua carriera, il gesto compiuto durante la notte degli oscar, lo schiaffo in diretta a Chris Rock 'reo' di aver pronunciato una battutaccia su un problema di salute della moglie dell'attore, Jada Pinkett Smith.

Will Smith, dunque, non potrà partecipare ad alcun evento organizzato dall'Academy per il prossimo decennio, compresa ovviamente la cerimonia per la consegna delle statuette a partire dal 2023. Tuttavia il Board ha deciso di non revocargli l'Oscar che gli è stato consegnato lo scorso 27 marzo, neanche un'ora dopo lo schiaffo in diretta, per il ruolo del padre delle sorelle Williams nel film King Richard - Una famiglia vincente. Ma, con questa decisione, non sarà Smith a presentare uno dei maggiori premi, come è tradizione per il vincitore del miglior attore.

Will Smith, che ha accettato "rispettandola" la decisione del board, si era dimesso il primo aprile dall'Academy, spuntando in questo modo l'arma che i 54 big del massimo organo di governo di Hollywood avevano in tasca per punirlo di aver guastato la serata più importante dell'anno per il cinema americano.

L'attore potrà comunque essere candidato in futuro e vincere altre statuette: questo potrebbe accadere già il prossimo anno se gli studi Apple non si sfileranno dal suo prossimo progetto, il thriller sulla schiavitù Emancipation diretto da Antoine Fuqua, che dovrebbe uscire nei prossimi mesi.

I membri del board, tra questi grandi nomi di Hollywood come Steven Spielberg, Whoopy Goldberg, Laura Dern, Ava DuVernay e Rita Wilson, si erano riuniti oggi in sessione di emergenza via Zoom per deliberare come punire la violazione degli standard di condotta interna emanati sulla scia dello scandalo delle molestie sessuali di Harvey Weinstein.

Alla vigilia della riunione erano circolate voci di una spaccatura tra i governatori sull'opportunità di revocare il premio a Smith, ma questa strada è apparsa presto non percorribile, anche alla luce del fatto che la stessa misura non è mai stata presa: né per l'ex boss della Miramax, condannato a 23 anni per aggressioni e stupri, né per il regista Roman Polanski, latitante in Francia dal 1978 per timore di finire dietro le sbarre per un caso di violenza sessuale su una minore.

Nel pronunciarsi contro Will Smith, l'Academy ha, a sua volta, fatto una sorta di mea culpa: "La 94esima edizione degli Oscar doveva essere la celebrazione delle tante figure della nostra comunità che nel corso della stagione passata hanno compiuto un lavoro straordinario", si legge nella dichiarazione dell'organizzazione cinematografica, "tuttavia, questo momento è stato oscurato dal comportamento violento e inaccettabile di mr. Smith sul palco".

"Durante la nostra trasmissione televisiva, non abbiamo affrontato adeguatamente la situazione. Per questo, ci dispiace", ha detto ancora l'Academy. "Questa è stata un'opportunità per noi di dare l'esempio ai nostri ospiti, agli spettatori e alla nostra famiglia dell'Academy in tutto il mondo, e non siamo stati all'altezza, impreparati a un evento senza precedenti".

Ad annunciare la decisione del Board è stato il presidente David Rubin e la Ceo Dawn Hudson.