Spettacoli

'Il mio Rembrandt', l'eredità e l'ossessione dei collezionisti per il pittore olandese

Il doc della regista Oeke Hoogendijk segue le opere del pittore esposte nei salotti di collezionisti e mercanti d'arte. In sala dal 6 all'8 giugno con Nexo Digital

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Collezionisti, banchieri, mercanti d'arte. Ognuno con una personale ossessione per un artista: Rembrandt. La serie di documentari della Grande arte al cinema targata Nexo Digital che ha portato in sala con successo la vita, le opere e le mostre di tanti maestri della storia dell'arte, si arricchisce ora di un nuovo filone dedicato a vere e proprie inchieste su ritrovamenti, attribuzioni di opere fino a tentare di svelare gli oscuri meccanismi del mercato d'arte tra mediatori, finanziatori e misteriosi acquirenti. Il tutto sviluppato come un thriller con veri e propri colpi di scena e la testimonianza diretta dei veri protagonisti. E così dopo la storia del Salvator Mundi raccontata in Leonardo. Il capolavoro perduto, ecco una nuova avvincente avventura su un opera ritrovata nel doc Il mio Rembrandt, della regista olandese Oeke Hoogendijk in sala il 6, 7, 8 giugno distribuito da Nexo Digital.

Jan Six X accanto al ritratto di Rembrandt del primo Jan Six (1654)
Jan Six X accanto al ritratto di Rembrandt del primo Jan Six (1654) 

"Il mio obiettivo era creare un dramma shakespeariano, mostrando i personaggi principali con ogni possibile elemento umano. Devo molto alla fiducia e al candore dei miei protagonisti che condividono un dettaglio cruciale che li ha tutti in pugno: la febbre di Rembrandt" spiega Hoogendijk nelle note di regia. "C'è qualcosa di curioso in Rembrandt; è come se il suo lavoro avesse una veridicità, un'emotività e un'empatia così straordinarie che chiunque guardi un suo dipinto vada alla ricerca di se stesso. Questo è ciò che ha reso Rembrandt così speciale anche per i cittadini della Amsterdam del XVII secolo che facevano la fila per farsi ritrarre da lui: Rembrandt ha guardato sotto la superficie e ha mostrato chi fossero veramente le persone che disegnava. Non lusingava i suoi committenti, pur avendo un occhio per la vanità e la raffinatezza dell'ambiente sociale che dipingeva. E ha applicato questo metodo senza pietà anche a se stesso".

Jan Six Xi accanto al Rembrandt ritrovato: Portrait of a young gentleman
Jan Six Xi accanto al Rembrandt ritrovato: Portrait of a young gentleman 

Il film segue la vicenda del giovane aristocratico olandese Jan Six, erede di undicesima generazione del capostipite dipinto da Rembrandt nella metà del '600 e diventato un mercante d'arte perennemente a caccia di "nuovi" dipinti da scoprire. Ne trova ben due, ma non tutto fila liscio come vorrebbe. "L'arte di Rembrandt può essere di dominio pubblico nei musei," prosegue la regista, "ma a volte è completamente nascosta dietro le porte chiuse di un collezionista privato. È impressionante quante grandi opere di antichi maestri si trovano nei salotti dei collezionisti. Nella nostra stessa Amsterdam ho scoperto come Jan Six XI, rampollo della famosa dinastia, cerchi di liberarsi dalla pressione di un'imponente storia familiare e di suo padre. Come regista ho subito riconosciuto in lui un protagonista emozionante con motivazioni riconoscibili e universali. Il fervente desiderio di Jan, forse anche il bisogno, di mettersi alla prova e di essere apprezzato per i propri meriti, ne fa un personaggio di proporzioni shakespeariane. Era ovvio fin dall'inizio che Six sarebbe andato fino in fondo ed era pronto a rischiare tutto per raggiungere il suo obiettivo".

Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam
Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam 

C'è poi il banchiere Eric de Rothschild che mette due Rembrandt in vendita, innescando una dura battaglia politica tra il Rijksmuseum e il Louvre. "La lotta tra Paesi Bassi e Francia sull'acquisizione dei ritratti matrimoniali di Marten e Oopjen da parte di Rembrandt in questo film incarna quasi letteralmente la domanda: a chi appartiene un Rembrandt?" spiega Hoogendijk, già autrice del documentario The New Rijksmuseum, in cui si seguiva la ristrutturazione del museo di Amsterdam. "Può un Rembrandt essere un'eredità francese? Quando il barone francese Eric de Rothschild mise sul mercato i suoi due ritratti, il direttore del Rijksmuseum, Wim Pijbes, ha avviato una vivace lobby per soddisfare il prezzo richiesto di 160 milioni di euro per questi oggetti del patrimonio olandese. Quello che era iniziato come un accordo artistico tra il Rijksmuseum e De Rothschild si è presto trasformato in un gioco politico a scacchi con implicazioni sempre più complesse. Questa trama nel film mostra le dinamiche che Rembrandt è in grado di creare fino al più alto livello politico".

Thomas Kaplan accanto alla 'Minerva' (1635)
Thomas Kaplan accanto alla 'Minerva' (1635) 


Accanto alla vicenda di Jan Six scorrono parallele le storie di altri collezionisti d'arte come Eijk e Rose-Marie De Mol van Otterloo, il miliardario americano Thomas Kaplan e lo scozzese Richard Scott, Duca di Buccleuch. Tutti hanno in comune la passione per Rembrandt e il fatto di avere in casa almeno un dipinto del pittore olandese.  Un aspetto inedito che permette loro di toccare con mano le opere, persino baciarle, come ammette candidamente di aver fatto il collezionista e miliardario americano Kaplan quando ha acquistato il Ritratto di una donna anziana con una cuffia bianca, oppure cambiare la disposizione delle camere per trovare la parete giusta, come fa il duca di Buccleuch che decide di appendere La vecchia leggente sopra un camino.

Il duca di Buccleuch, Richard Scott
Il duca di Buccleuch, Richard Scott 

Ma quello di vedere le opere da vicino e fuori dai musei è stata un'occasione anche per la regista. "Il mondo degli antichi maestri mi affascina immensamente ed è stato un grande privilegio e una gioia potermi avvicinare così tanto ai dipinti di Rembrandt. L'accesso unico che mi è stato dato mi ha aperto un nuovo mondo, in cui normalmente non hai la possibilità di entrare. Sebbene questo mondo sia in gran parte abitato da ricchi, bianchi - e spesso anche anziani - uomini (non ho trovato da nessuna parte donne che possiedono un Rembrandt) ho trovato temi anche universali e di tutti i tempi. Perché vanità, ambizione, istinto di caccia, denaro, arroganza e passione sono in linea di principio riconoscibili per tutti, per ogni essere umano".