Spettacoli

Fenomeno 'Black Parthenope', l'horror napoletano che fa paura anche ai blockbuster

Nella classifica dei film più visti della settimana c'è il lavoro, al cento per cento indipendente, diretto da Alessandro Giglio e girato interamente nel sottosuolo di Napoli. Un thriller con venature "da paura" che tiene testa ai grandi titoli americani e ai grandi autori italiani
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C’è vita per gli indipendenti. Anche se si tratta di una partita impari. Soprattutto se da un lato ci sono Jurassic World, il nuovo capitolo di Top Gun e Benedict Cumberbatch alias Doctor Strange che viaggia nel multiverso della follia. E dall’altro le visioni di Esterno notte di Marco Bellocchio e Nostalgia di Mario Martone. Eppure nella classifica dei film più visti della settimana c’è un thriller che strizza l’occhio all’horror: è Black Parthenope, ottavo in classifica nello scorso weekend, dodicesimo durante tutta la settimana. Prodotto dalla Volcano Pictures e Wam, diretto da Alessandro Giglio ha una caratteristica: è girato quasi interamente nei sotterranei di Napoli. In quella città sotto la città che condensa archeologie e leggende, luogo di riti antichi e di moderne ispezioni speleologiche.

Napoli paradiso

 

Lo spunto è la leggenda del “munaciello” – di cui si è vista altra (e alta) rappresentazione in E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino – così come raccontata da Matilde Serao. Una presenza che a Napoli attraversa le generazioni e che nel film di Giglio è protagonista di una vicenda che si intreccia a quella dei “pozzari”, gli esperti che lavoravano e conoscevano quasi ogni centimetro del sottosuolo di Napoli. Un progetto che è indipendente al 100%: dalla produzione alla promozione fino alla distribuzione.

E se la trama racconta del viaggio reale e metaforico di Cécile, giovane ereditiera francese, per uscire da quei luoghi magici che ha cercato di trasformare – addirittura – in parcheggi sotterranei, le protagoniste del film sono proprio le location: dalla Galleria Borbonica alla Piscina Mirabilis di Bacoli. Luoghi in cui attori e troupe hanno dovuto lavorare arrivando a girare anche a 40 metri di profondità. Un viaggio da brividi tra fiumi sotterranee, grotte marine, acquedotto antiche, cripte di chiese abbandonate da qualche secolo, nella chiesa paleocristiana dive si narra sia sepolta la sirena Partenope. Un film dal sottosuolo che si affaccia al sole dei primi posti delle classifiche.