Troppi indizi per il detective Denzel Washington
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiPronto alla fine del 2019, ma distribuito solo l'anno scorso a causa della pandemia, Fino all'ultimo indizio (ora disponibile su Netflix) è un poliziesco dalla gestazione travagliata. John Lee Hancock lo aveva scritto nel 1993 e doveva essere diretto da Steven Spielberg, poi da Clint Eastwood, poi da Warren Beatty; finché Hancock non si risolse ad assumerne lui stesso la regia. All'inizio degli anni 90 Joe "Deke" Deacon, vicesceriffo della contea di Kern, torna a Los Angeles per recuperare una prova. In città si sta svolgendo una serie di omicidi di giovani donne che ricorda al detective un "cold case" di molti anni prima, in seguito al quale la sua carriera e il suo matrimonio entrarono in crisi. Benché non autorizzato, Deke partecipa alle indagini al fianco di Baxter, giovane collega onesto e puritano.
Viene in mente Seven di David Fincher per varie analogi…
Pronto alla fine del 2019, ma distribuito solo l'anno scorso a causa della pandemia, Fino all'ultimo indizio (ora disponibile su Netflix) è un poliziesco dalla gestazione travagliata. John Lee Hancock lo aveva scritto nel 1993 e doveva essere diretto da Steven Spielberg, poi da Clint Eastwood, poi da Warren Beatty; finché Hancock non si risolse ad assumerne lui stesso la regia. All'inizio degli anni 90 Joe "Deke" Deacon, vicesceriffo della contea di Kern, torna a Los Angeles per recuperare una prova. In città si sta svolgendo una serie di omicidi di giovani donne che ricorda al detective un "cold case" di molti anni prima, in seguito al quale la sua carriera e il suo matrimonio entrarono in crisi. Benché non autorizzato, Deke partecipa alle indagini al fianco di Baxter, giovane collega onesto e puritano.
Viene in mente Seven di David Fincher per varie analogie nei personaggi (poliziotto nero/poliziotto bianco, veterano/principiante), nelle situazioni (un'indagine ossessiva, lesiva per coloro che la conducono) e nelle implicazioni psicologiche. Il cast è di ottimo livello: dal poliziotto stanco di Denzel Washington al meticoloso Rami Malek, a Jared Leto; il quale - inevitabilmente sopra le righe - si gode uno dei suoi favoriti personaggi maledetti. Quel che non funziona, ahinoi, è proprio la sceneggiatura; circostanza tanto più deludente in quanto Hancock era stato lo sceneggiatore di due ottimi film di Eastwood: Un mondo perfetto e Mezzanotte nel giardino del bene e del male.
Benché Fino all'ultimo indizio cominci in modo promettente, tende poi a smarrirsi (come suggerisce il titolo) in cento piccoli indizi, imboccando diverse strade senza portarle fino in fondo. Né il finale "aperto" restituisce vigore a una storia che è andata progressivamente scemando d'interesse. Resta appena accennata una critica dell'America puritana che, sviluppata, avrebbe potuto conferire originalità alla - non inedita - trama poliziesca. Vale comunque la pena sottolineare l'interpretazione di Washington, che genera empatia nel ruolo del detective ossessionato dal proprio passato, facendo (almeno in parte) perdonare la difficoltà del regista a gestire la suspense.