Sandro Botticelli ha vissuto nella sua Firenze l'epoca d'oro di Lorenzo de' Medici in cui l'arte diventa specchio del potere. I suoi dipinti riflettono lo spirito del suo tempo e creano un nuovo ideale di bellezza che raggiunge l'apice nella Primavera e nella Nascita di Venere. Ma la sua opera racconta anche i tempi bui seguiti alla morte del suo mecenate, e l'artista finirà la sua vita in disgrazia, dimenticato da tutti per oltre tre secoli. Saranno i preraffaelliti alla fine del XIX secolo a riscoprire le sue opere che da allora sono state celebrate e meritano un posto d'onore agli Uffizi. La storia, l'arte e la riscoperta contemporanea del pittore sono raccontate in Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza, il docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto da Marco Pianigiani, che arriverà al cinema il 28, 29 e 30 novembre distribuito da Nexo Digital.
Firenze museo a cielo aperto
Il film ripercorre la storia e l'epoca dell'artista fiorentino con rievocazioni oniriche, immagini della città e riprese di opere straordinarie con gli interventi di esperti, studiosi, storici dell'arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de' Medici che si circonda dei migliori talenti e trasforma la città in un museo a cielo aperto. È qui che nasce da umili origini nel 1445 Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto Botticelli. Giovane, bello e ambizioso, a 25 anni ha già la sua bottega e nel 1470 irrompe sulla scena fiorentina con La fortezza, una delle sette virtù, ora esposta alla Galleria degli Uffizi. La sua opera rimane strettamente legata a quella del suo mecenate, nel 1476 nella sua Adorazione dei magi inserisce tutti i membri della famiglia Medici al centro del dipinto e aggiunge anche un suo autoritratto. Botticelli vive quegli anni e li riflette nei suoi dipinti, come il ritratto funebre post mortem di Giuliano de' Medici, ucciso nella congiura dei Pazzi ordita da Sisto IV. Dopo la morte del fratello, Lorenzo farà pace con il Papa attraverso i suoi artisti che manda a Roma per decorare la Cappella Sistina.
Miti e dèi nel cuore del Rinascimento
Botticelli è un ritrattista rivoluzionario, tra i primi a spostare lo sguardo verso lo spettatore con il Ritratto di Smeralda Bandinelli del 1472, contendendo il primato con Leonardo che nello stesso periodo realizza il ritratto di Ginevra de' Benci. Il disegno, il contorno delle figure è alla base della sua arte ma lo spirito di Botticelli è racchiuso soprattutto in due capolavori: la Primavera (1478-82) e la Nascita di Venere (1483-85). Etereo e perfetto, il giardino della Primavera è la sintesi della filosofia neoplatonica in voga alla "corte" del Magnifico. Botticelli regala nuova vita ai miti creando le sue opere più famose ed enigmatiche oggi conosciute come "mitologie botticelliane". Con Pallade e il Centauro (1482 circa) e Venere e Marte (1483 circa) il pittore porta le dee e gli dei dell'antica Grecia nel cuore del Rinascimento, nella costante e febbrile ricerca di un modello di bellezza che va oltre la rappresentazione della realtà, oltre l'accademia. La nascita di Venere (1483-85) è emblema e realizzazione concreta della sua aspirazione: la dea della bellezza generata da Botticelli sorge dalle acque sospinta dal vento.
'Botticelli e Firenze' il doc al cinema - clip in anteprima: Venere e Marte
La morte del Magnifico
Nel 1492, la morte di Lorenzo il Magnifico sancisce la fine di un'epoca d'oro, la bellezza ideale viene presto bandita. Le prediche apocalittiche di Girolamo Savonarola infiammano le folle fiorentine e nel 1497 migliaia di opere d'arte sono ridotte in cenere in quello che passerà alla storia come il falò delle vanità. Le committenze cambiano e Botticelli stesso si adatta, il sacro e il pathos religioso prendono il sopravvento con opere quali la Natività mistica (1501) e il Compianto sul Cristo Morto (1495-1500). Nell'ultimo periodo si dedica ai disegni su pergamena: ne realizza 92 illustrando la Divina commedia, primo grande artista a mostrare la Voragine infernale. Intanto l'estro di Leonardo, Michelangelo e Raffaello si stagliano all'orizzonte, e Sandro Botticelli conclude la vita malato, pieno di debiti e in piena crisi artistica, il 17 maggio 1510.
La riscoperta dei preraffaelliti
Dopo un oblio di oltre tre secoli, alla fine del 1800 la sua riscoperta avviene con i preraffaelliti: il poeta e pittore Dante Gabriel Rossetti acquisterà per poche sterline il Ritratto di Smeralda Bandinelli (1472) traendo ispirazione per alcune delle sue opere. È solo l'inizio di un'autentica Botticelli-mania che si protrae fino a oggi toccando la fotografia, la moda, il mondo dello spettacolo. Da Terry Gilliam a Andy Warhol, da David LaChapelle a Jeff Koons e Lady Gaga: pittori, stilisti, fotografi contemporanei sono ancora abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, lo stesso che porta ogni anno migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori agli Uffizi e nei musei nel mondo.
Il racconto degli esperti
L'epoca storica e l'arte di Botticelli sono raccontate nel docufilm attraverso gli interventi di esperti: Alessandro Cecchi, direttore del museo Casa Buonarroti di Firenze, Ana Debenedetti, curatrice della sezione disegni e dipinti del Victoria & Albert Museum di Londra, Franco Cardini, professore di Storia Medievale all'Università di Firenze, Jonathan Nelson, professore di storia dell'arte presso la Syracuse University di Firenze, Marco Ciatti, direttore dell'Opificio delle pietre dure di Firenze, Kate Bryan, storica dell'arte, Chiara Cappelletto, professore associato di estetica al Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Milano, Edward Buchanan, direttore creativo di Sansovino 6, Milano.