Spettacoli

'Avatar 2' di James Cameron, la magnifica sfida al long Covid delle sale

È il film più atteso dell'anno: 'Avatar 2- Le vie dell'acqua' è la scommessa di James Cameron a 14 anni da film record. In sala arriva il 14 dicembre

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Una promessa, un mistero, un atto di fede. James Cameron è pronto a celebrare l'ultima messa del cinema. Con Avatar 2- Le vie dell'acqua in gioco non ci sono solo un film, l'ambizione di un autore, un budget gigantesco. C'è l'ultima grande speranza che il film che più ha incassato nella storia possa tornare e fare il miracolo in sala. Nel 2009, con il primo film, Cameron superò sé stesso e il Titanic, vinse tre Oscar (un incasso di 2 miliardi, 847 milioni e 397.339 dollari). Tredici anni, un'era dopo, lo scenario è completamente cambiato. La sala non è più il tempio e il long Covid al cinema mostra ancora i suoi sintomi. L'aspettativa e i rischi sono alti. Un paio di mesi fa gli analisti giuravano che sarà impossibile per il secondo film incassare quanto il primo. E Cameron, riportando la versione restaurata del primo film nei circuiti, ha ammesso che l'esito al botteghino potrebbe avere un effetto domino con gli altri capitoli: "Bisogna arrivare al terzo o quarto incasso nella storia del cinema. È quella la soglia per andare in pareggio" (pare che Avatar 2 sia costato 250 milioni di dollari di produzione).

Per ora però il visionario cineasta ha vinto la sua scommessa con buoni incassi per il ritorno del film originale: "Volevo fare vedere Avatar a una generazione che di base non lo aveva visto. Perché questo film era concepito per la sala, e la resa sul piccolo schermo lo snatura. Il film va visto in 3D perché è un'esperienza". Che poi è forse l'unico motivo ancora capace di trascinare le persone fuori dai salotti.

Avatar 2 arriva in sala il 14 dicembre. Il terzo ha già una uscita programmata il 20 dicembre 2024; per il quarto e quinto capitolo bisognerà aspettare il 18 dicembre 2026 e il 22 dicembre 2028. Ma è chiaro che un esito deludente potrebbe sparigliare le carte. L'attesa si consuma tra speranza e preoccupazione. Alla Disney si preoccupano che ogni sala sia sincronizzata tecnologicamente per il grande spettacoli, gli esercenti sono preoccupati della durata: Cameron ha vinto il braccio di ferro e ha imposto tre ore e 12 minuti, cosa che implicherà un numero decisamente minore di proiezioni. Ma quattordici anni di progressi  tecnici hanno portato a un 3D e a una motion capture decisamente all'avanguardia, decisamente più luminosa, fruibile, avvolgente. Così abbiamo avuto modo di constatare nei soli venti minuti di scene che finora sono state mostrate alla stampa, che potrà vederlo solo il giorno prima dell'arrivo in sala e ha dovuto incontrare regista e cast - Zoe Saldana, Kate Winslet, Sam Worthington, Sigourney Weaver - a scatola chiusa. Quello che si può anticipare è che sul fronte tecnico le immagini sono vivide e strabilianti, soprattutto la parte sulla superficie del mare e nel profondo, tra creature marine e giovani azzurri capaci di respirare sott'acqua e cavalcare giganteschi cetacei. Forse le scene marine migliori mai apparse sullo schermo.

Una storia di famiglia

Breve riassunto del primo Avatar: Anno 2154. L'ex marine Jake Sully (Sam Worthington), rimasto disabile in battaglia, prende il posto del fratello ucciso in una rapina, e, paraplegico dopo un incidente, accetta di andare in missione sul pianeta di Pandora, a 44 anni luce dalla Terra. Il pianeta è ricco di Unobtanium di cui la Terra, che ha sperperato le sue risorse, ha bisogno. L'atmosfera sul luogo è irrespirabile, così sono stati creati degli avatar, identici agli azzurri abitanti Na'vi, che si ribellano alla colonizzazione degli umani. Jake viene mandato a fare il doppio gioco, ma si innamora della fiera Neytiri (Zoe Saldana) e lotta contro i militari per salvare il popolo azzurro dallo sterminio.

Avatar: La Via dell'Acqua ci riporta a Pandora, a seguire le vicende della famiglia Sully che si è ormai allargata. Jake, Neytiri e i loro figli sono costretti ad abbandonare la propria casa a causa di una minaccia che la insegue. Cercano rifugio nel proprio clan, che all'inizio non li aspetta certo a braccia aperte. Sono degli outsider e devono superare tutte le difficoltà legate a quella situazione: oltre che fronteggiare un pericolo incombente, i ragazzi che non accettano di venire sradicati dal loro mondo, si sentono rifiutati dal clan e devono combattere per trovare la loro strada. La famiglia è intesa non solo come biologica, ma come appartenenza a una comunità,  ha spiegato il produttore Landau. Grande protagonista del film è l'acqua. Le riprese sono state fatte in Nuova Zelanda (e così sarà anche per i prossimi sequel), olttre agli effetti speciali, gli attori hanno filmato molte scene in subacquea per avere il giusto movimento di motion capture dei personaggi. E se la trama famiglia in crisi, adolescenti outsider sembra piuttosto scontata, James Cameron ha svelato che "la storia è tutt'altro che svelata, che nel trailer è stato mostrato ben poco e che si rivelerà inaspettata e sorprendente". Kate Winslet ha registrato un record, trattenendo il respiro in acqua per circa sette minuti, battendo il Tom Cruise in Mission: Impossible. Sam Worthington ha confessato di aver dovuto fronteggiare la paura innata della morte.  "Non che ci fosse una competizione - scherza - ma mio marito anche se non volevo è entrato di soppiatto sul set e ha fatto un video della mia immersione, 7.16, contro i 6 di Cruise".

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Misteri, amore, spiritualità

Perché il sequel di Avatar? "Domanda interessante - dice Cameron - per tutti è ovvio "hai guadagnato un sacco di soldi con il primo film". Ma Spielberg non ha fatto un sequel di E.T. - L'extraterrestre, che all'epoca fu campione di incassi. È difficile, inoltre, che il fulmine cada due volte sullo stesso posto. Ma avevamo nuove idee e un fantastico cast che è tornato. E abbiamo trovato il modo anche di far tornare Sig (Sigourney Weaver), anche se il suo personaggio moriva nel primo film. E avevamo la fantastica famiglia della troupe. Quando vedi una scena di cento attori in questo film sono sempre gli stessi dieci che si sono spostati. È un piccolo gruppo, possiamo stare insieme in armonia e goderci il lavoro. E Kate (Winslet ndr.) ha avuto modo di universi a noi, sentire l'atmosfera. Questo è stato per me l'incentivo a rifare tutto da capo".

Come ha ripensato il secondo film? "Penso che sia importante che il sequel renda omaggio a ciò che il pubblico ha amato, all'esperienza della prima volta. Ma volevo anche prenderli in contropiede, andare in direzioni inaspettate. Non solo tante sorprese nella direzione che prende la storia, ma una maggiore profondità di cuore e di emozioni. La prima volta storia e personaggi erano più semplici. Ma ora Sam e Zoe, siamo diventati genitori. Io ho cinque figli: volevamo approfondire le dinamiche familiari e le responsabilità verso i figli, raccontare la dinamica anche dal punto di vista dei ragazzi". Sottolinea il produttore Landau: "Nelle storie che scrive Jim sono importanti i temi che ti accompagnano all'uscita dalla sala. Non solo il tema della famiglia ma anche il messaggio sul nostro mondo, non solo riguardo all'ambiente, all'accettazione delle persone nelle loro differenze. Jim ha scritto una battuta "Io ti vedo". Vogliamo che le persone sappiano che le abbiamo viste e che vedano gli altri allo stesso modo".

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Kate Winslet racconta com'è stato tornare sul set con Cameron dai tempi di Titanic: "Mi aspettavo il meglio da ogni cosa perché Jim è accurato, meticoloso. Ma la cosa che più mi ha attratto sono i personaggi. Jim ha sempre scritto per le donne personaggi che non sono solo forti, ma sono anche leader. Conducono con il cuore, con integrità. Rimangono fermi nella loro verità. Possiedono il loro potere. Hanno un potere fisico ammirevole. E per me è stato davvero lusinghiero che Jim me l'abbia chiesto. E mi ha fornito una sceneggiatura incredibile, dettagliata, piena di tutto quello che i personaggi hanno vissuto fino a quando li ritroviamo nel secondo film.

Figli, responsabilità, paure

Zoe Saldana ricorda ancora il momento in cui Cameron la scelse per il primo film: ""La telefonata arrivò da James mentre stavo cambiando il pannolino sporco di mia nipote. Ricordo l'eccitazione, la gratitudine, la voglia di imparre le arti marziali, fare questo viaggio magico". In La via dell'acqua ritrova il ruolo chiave di Neytiri:  "È divertente perché quando qualcosa è molto simile a te, non puoi vederlo. Neytiri ed io, in un certo senso, abbiamo vissuto vite parallele. C'è un livello di impavidità e ribellione che ho come persona, che è simile al suo. E entrambe ci siamo innamorate di qualcosa al di fuori di te che ti sfida a vedere qualcosa che non hai mai visto prima. Questo è sempre stato anche il suo dilemma;  la costringe a crescere, amare qualcosa che le è stato insegnato a odiare. Inoltre, nella mia vita personale, quando sono diventato genitore, la paura è entrata nel mio regno, la paura di perdere qualcosa che ami così tanto. E passi gran parte del tuo tempo a creare questi scenari ipotetici, inimmaginabili. Quando ho letto la seconda sceneggiatura ho ritrovato lei". Interviene Cameron: "Si impara a temere quando si hanno figli. Quando hai qualcosa di più grande di te che potresti perdere. Con questo hanno a che fare entrambi i tuoi personaggi. Sam interpreta un personaggio che salta da oggetti alieni, vola in aria senza paracadute per atterrare sul più grande e cattivo predatore del pianeta. Lo farebbe da padre di quattro figli? Probabilmente no. E non vorrebbe neanche che i suoi figli lo emulassero".

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Sigurney adolescente

L'avevamo vista morire, diventare parte di Pandora nel primo film, ma Sigourney Weaver è riuscita a tornare con un sorprendente nuovo personaggio adolescente. "Fortunatamente, c'è una connessione rispetto al primo film. Con Jim ne abbiamo parlato la prima volta nel 2010. Abbiamo avuto l'idea di una ragazza più a suo agio nella foresta con le creature, la flora e la fauna. Jim ama costruire personaggi complessi, pieni di cose meravigliose ma anche tanti difetti. È stato bello interpretare qualcuno che considero un vero adolescente in molti modi: mi sono sentita onorata ed elettrizzata, emozionata, terrorizzata. Ma per fortuna c'era molto tempo per prepararsi. E ho frequentato le lezioni del liceo e altri luoghi per sentire il tono delle voci, tra i 12 e i 15 anni c'è una infinita gamma di toni e voci. E ho ripensato a me stessa a quella età. E alla fine mi sono divertita molto a creare questa giovane volitiva che a volte si comporta come una mocciosa".