'Le retour' di Catherine Corsini: a Cannes l'arte esplosiva che si trasforma in violenza
dalla nostra inviata Anais GinoriCANNES — Il ritorno in concorso de Le retour, dopo essere stato per qualche giorno sospeso, ha alimentato una curiosità un po’ morbosa per il nuovo film di Catherine Corsini presentato ieri. Il direttore Thierry Frémaux non aveva citato la pellicola nella selezione ufficiale, a metà aprile. Nelle ore precedenti, il festival aveva ricevuto una serie di messaggi anonimi per denunciare presunte molestie durante le riprese. «Abbiamo fatto le dovute verifiche, non c’è alcuna denuncia giudiziaria contro questo film» ha spiegato la presidente del festival, Iris Knobloch. «Il film è molto bello» aggiunge Frémaux.
Girato in Corsica, Le retour scava nel passato famigliare di una donna che arriva con le sue figlie per fare la domestica nella villa estiva di una ricca famiglia parigina. La protagonista è Aïssatou Diallo, infermiera di professione e scoperta nel precedente film di Corsini, La fracture,…
CANNES — Il ritorno in concorso de Le retour, dopo essere stato per qualche giorno sospeso, ha alimentato una curiosità un po’ morbosa per il nuovo film di Catherine Corsini presentato ieri. Il direttore Thierry Frémaux non aveva citato la pellicola nella selezione ufficiale, a metà aprile. Nelle ore precedenti, il festival aveva ricevuto una serie di messaggi anonimi per denunciare presunte molestie durante le riprese. «Abbiamo fatto le dovute verifiche, non c’è alcuna denuncia giudiziaria contro questo film» ha spiegato la presidente del festival, Iris Knobloch. «Il film è molto bello» aggiunge Frémaux.
Girato in Corsica, Le retour scava nel passato famigliare di una donna che arriva con le sue figlie per fare la domestica nella villa estiva di una ricca famiglia parigina. La protagonista è Aïssatou Diallo, infermiera di professione e scoperta nel precedente film di Corsini, La fracture, con Valeria Bruni Tedeschi. Il “ritorno” è quello di una donna in un’isola di abbagliante bellezza, dalla quale era un tempo scappata, su sfondo di lotta di classe e amori adolescenziali che sbocciano tra una delle sue figlie e quella della famiglia borghese.
Corsini, 66 anni, ha ammesso di avere un carattere “intenso ed esplosivo” quando è sul set. La regista, nota per l’impegno femminista, ha denunciato accuse “frutto di misoginia”. E nonostante sia criticata anche dal collettivo “50/50”, che ha fondato sulla scia di MeToo, continua a difendere la “rivoluzione che tenta di cambiare i rapporti di dominazione”.