✕

'Jurassic Park', i dinosauri creati da Spielberg compiono 30 anni. Ecco come nacque l'incontro con l'uomo

È uno dei film di maggior impatto nella cultura contemporanea e ha contribuito ad alimentare la dinomania. Tanti gli aneddoti, le curiosità (e le licenze artistiche) su un cult senza tempo come "l'invenzione" dei Velociraptor da parte del regista
7 minuti di lettura

Sono passati 30 anni da quando i ruggiti del Tyrannosaurus Rex e gli artigli del Velociraptor hanno fatto irruzione nei cinema, nell'immaginario e nei sogni degli spettatori di tutto il mondo. Ma Jurassic Park di Steven Spielberg resiste splendidamente al tempo che passa e resta uno dei film che ha avuto il maggior impatto nella cultura contemporanea - contribuendo ad alimentare la dinomania - definendo la storia e la tecnica cinematografica.

Tron, infatti, è stato il primo film Disney a utilizzare l'allora neonata computer grafica (Cgi), ma Jurassic Park - uscito negli Usa l'11 giugno 1993 - è considerato il primo film ad alto budget a farne uso. Il lavoro di Spielberg ha ricevuto recensioni molto positive da parte della critica e ha vinto tre Oscar (sonoro, montaggio sonoro, effetti speciali) e altri numerosi premi. Ed è anche uno dei film con i maggiori incassi nella storia del cinema: durante la prima distribuzione nelle sale incassò 920 mi…

Sono passati 30 anni da quando i ruggiti del Tyrannosaurus Rex e gli artigli del Velociraptor hanno fatto irruzione nei cinema, nell'immaginario e nei sogni degli spettatori di tutto il mondo. Ma Jurassic Park di Steven Spielberg resiste splendidamente al tempo che passa e resta uno dei film che ha avuto il maggior impatto nella cultura contemporanea - contribuendo ad alimentare la dinomania - definendo la storia e la tecnica cinematografica.

Tron, infatti, è stato il primo film Disney a utilizzare l'allora neonata computer grafica (Cgi), ma Jurassic Park - uscito negli Usa l'11 giugno 1993 - è considerato il primo film ad alto budget a farne uso. Il lavoro di Spielberg ha ricevuto recensioni molto positive da parte della critica e ha vinto tre Oscar (sonoro, montaggio sonoro, effetti speciali) e altri numerosi premi. Ed è anche uno dei film con i maggiori incassi nella storia del cinema: durante la prima distribuzione nelle sale incassò 920 milioni di dollari (a fronte di un budget di 63 milioni), diventando il maggior successo del 1993. Il record di incassi verrà battuto solo 4 anni dopo, nel 1997, da Titanic.

'Jurassic Park', un corto fan made per i 25 anni del film di Spielberg

Jurassic Park ha avuto cinque sequel: Il mondo perduto - Jurassic Park (1997), Jurassic Park III (2001), Jurassic World (2015), Jurassic World - Il regno distrutto (2018) e Jurassic World - Il dominio (2022). Nel 2018, il film del 1993 è stato selezionato per la conservazione nel National film registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo". Ma come nasce questo fenomeno?

Dal libro al film

Spielberg e lo scrittore Michael Crichton stavano lavorando assieme alla sceneggiatura di una serie destinata ad un grande successo, E.R. - Medici in prima linea, e il regista chiese allo scrittore notizie sul suo prossimo progetto. Crichton rispose che stava scrivendo il libro su un parco di dinosauri. L'idea piacque così tanto a Spielberg che andò immediatamente da Universal per suggerirgli di comprare i diritti del libro. E, nel 1990, per la scelta di affidare la regia a Steven Spielberg, fu proprio Universal a spuntarla su altre importanti case di produzione Usa come Fox, Warner e Columbia. La pre-produzione del film cominciò senza il manoscritto definitivo, con una sola bozza - in seguito ampiamente rimaneggiata - dell'autore.

Crichton, per il suo libro, aveva pensato alla storia di uno studente universitario che riesce a ricreare dei dinosauri. Abbandonata questa idea continuò a pensare di unire il fascino che provava verso i dinosauri assieme alla clonazione.

Steven Spielberg, all'epoca 46enne, durante le riprese di 'Jurassic Park' 

Le modifiche nella sceneggiatura

Il personaggio di John Hammond (Richard Attenborough), nel film si trasformò da uomo d'affari senza scrupoli a nonno simpatico e gentile. Scambiati i personaggi dei fratelli Murphy, Lex (Ariana Richards) e Tim (Joseph Mazzello): nel libro Tim ha 11 anni e s'interessa di computer mentre Lex ne ha 7 o 8 e pratica sport. Lo sceneggiatore David Koepp cambiò inoltre la relazione di Alan Grant (Sam Neill) nei confronti dei ragazzi rendendolo all'inizio ostile, permettendo così un miglior sviluppo del personaggio.

La rivoluzione computer grafica

Jurassic Park rappresentò una vera rivoluzione nel campo dell'utilizzo della computer grafica al cinema, fino ad allora relegata quasi esclusivamente al campo della fantascienza. Più volte Peter Jackson ha raccontato di essersi ispirato al colossal di Spielberg nella ideazione e realizzazione della trilogia de Il Signore degli anelli, così come lo stesso George Lucas, dopo aver collaborato alla post produzione del film cominciò la realizzazione della sua Minaccia fantasma.

Una scena di 'Jurassic Park', nella foto da sinistra: Laura Dern, Bob Peck e Jeff Goldblum 

I dinosauri incontrano l'uomo

Almeno 60 milioni di anni separano i dinosauri dai primi ominidi, quindi non stupisce se occorre aspettare 15 minuti, per veder apparire il primo sullo schermo. Ma la sequenza vale l'attesa, al punto che la rivista Empire l'ha collocata al 28esimo posto nella classifica delle scene più "magiche" della storia del cinema: l'incontro dei paleontologi Alan Grant ed Ellie Sattler (Laura Dern) con un Brachiosauro. Per realizzarlo furono impiegate computer grafica e animatronic.

Capitan Uncino, Schindler's List e Jurassic Park

Dopo Hook - Capitan Uncino, del 1991, Steven Spielberg avrebbe voluto dedicarsi a un progetto a cui teneva tantissimo: Schinders' List (per il quale vinse anche l'Oscar come miglior film). Ma Sid Sheinberg, presidente degli Universal Studios, diede via libera al progetto del regista a una sola condizione: Spielberg avrebbe dovuto prima realizzare il film sui dinosauri. "Sapeva che una volta che avessi diretto Schindler non sarei più stato in grado di girare Jurassic Park", ha poi ammesso lo stesso regista. I due film uscirono lo stesso anno, uno a giugno e uno alla fine del 1993.

Torna Jurassic Park: il trailer

Tutto nella mani di Lucas

Si racconta che alla fine delle riprese, Spielberg fosse così contento e sicuro del risultato da lasciare montaggio e post-produzione interamente nelle mani dell'amico - e in questo caso collaboratore - George Lucas, per spostarsi in Polonia a cominciare le riprese di Schlindler's List.

Ma Spielberg contribuì comunque alla post-produzione, in collegamento video dalla Polonia. Le riprese del film che racconta la Shoah, gli presentarono però un conto emotivo così salato, che il suo entusiasmo per Jurassic Park era, nel frattempo, quasi svanito. Il regista disse che aveva bisogno di un'ora al giorno per raccogliere l'energia per commentare i dinosauri digitali e rispondere alle domande da parte della squadra di effetti speciali.

L'ambientazione

Nella fantasia di Crichton, il Jurassic Park è su Isla Nublar, un'isola immaginaria al largo della Costarica. Ma il film è stato per lo più girato alle Hawaii, in particolare nelle isole hawaiiane di Kauai e Oahu. Spielberg le scelse perché altrove temeva di non trovare le infrastrutture adeguate al trasporto della sua attrezzatura. Altre location furono in California, in Costa Rica e nella Repubblica Dominicana. Gli interni sono stati girati in alcuni studi degli Universal Studios e dei Warner Bros. Studios, negli Stati Uniti. Le riprese durarono dal 24 agosto al 30 novembre 1992.

"Jurassic World", il secondo trailer

Il realismo di Spielberg

Il regista voleva che i dinosauri fossero scientificamente sensati (ancora non si parlava troppo di piume) e per ottenere il massimo realismo possibile si avvalse della consulenza di due paleontologi di fama: Jack Horner e Robert T. Bakker. Successivamente Bakker ha dichiarato che il team degli effetti speciali lo consultava almeno una volta a settimana, chiedendogli dettagli che andavano dalla lunghezza di un dente di tirannosauro alla texture della pelle di un Triceratopo, oltre a informazioni relative al movimento e alle articolazioni.

Il Velociraptor? Un pollo

Le specie di dinosauri che appaiono nel film sono: Brachiosaurus, Dilophosaurus, Gallimimus, Parasaurolophus, Triceratops, Tyrannosaurus e Velociraptor. In totale i dinosauri creati con la computer grafica sono sullo schermo per soli 6 minuti, contando anche quelli realizzati con effetti reali si arriva a 14, per un totale di 127 minuti di film.

Gli animali vennero riprodotti in base alle conoscenze dell'epoca, molte ricostruzioni oggi non sono più attendibili e presentano imperfezioni anatomiche ed errori paleontologici. Ad esempio, i temibili e velocissimi Velociraptor, nella realtà non erano come li descrive Spielberg, ma piuttosto erano simili a grossi e feroci polli con una lunga coda ricoperta di piume, denti aguzzi e molto più piccoli. Ma il regista voleva che questi animali fossero grossi e muscolosi lucertoloni con nemmeno l'ombra di una piuma e alti circa un metro e mezzo, rendendoli così più simili ai Deinonychus.

Jurassic Park di Steven Spielberg (1993)

Il team non era felicissimo di lavorare con questa "licenza poetica", per fortuna nel 1992, mentre il film era in piena produzione, un team di paleontologi scoprì lo Utahraptor, che aveva una taglia compatibile con quello voluto dal regista. Bakker ricorda di aver detto al telefono al collega che aveva fatto la scoperta "hai appena trovato il raptor inventato da Spielberg".

A proposito: un altro protagonista preistorico, il Dilofosauro - quella sorta di "drago" con cresta colorata che sputa veleno accecando il traditore Dennis Nerdy (Wayne Knight) - è ancora di più frutto della fantasia: "Si tratta di un animale molto più grande di quanto la rappresentazione di Jurassic Park faccia pensare", afferma Adam Marsh, paleontologo presso il Parco nazionale della foresta pietrificata (Petrified forest national park) in Arizona, che ha condotto un'ampia e dettagliata descrizione della specie pubblicata nel 2020 su Journal of paleontology.

Sua maestà il T-Rex

Insieme al Velociraptor, il T-Rex è il vero protagonista del film. Per realizzarlo Spielberg e il suo team hanno usato un enorme "pupazzo" animatronic a grandezza naturale: era alto sei metri, lungo 12 e pesava circa 6 tonnellate. Jack Horner, uno dei paleontologi reclutati da Spielberg come consulenti durante le riprese - disse che quello era sicuramente "la cosa più prossima a un dinosauro vivo mai vista".

Movimenti autonomi

Durante le riprese, il Rex non funzionava correttamente, perché faceva corto circuito con la pioggia. "Ci faceva venire i brividi a volte. Ci spaventava a morte - ha raccontato la produttrice Kathleen Kennedy - Accadeva, ad esempio, durante la pausa pranzo, che cominciasse a muoversi da solo. All'inizio noi non sapevo cosa stesse succedendo, e poi ci siamo resi conto che era a causa della pioggia. Ma ci siamo presi un bello spavento, le prime volte". Ma non era l'unico problema.

Il rivestimento dell'enorme pupazzo assorbiva l'acqua, diventando pesante e sbilanciato. I tecnici passavano ore interminabili con spugne e asciugacapelli per non aggravare la situazione e nelle successive riprese venne usata una piattaforma come ombrello per il gigantesco mostro.

Il Triceratopo malato

Inizialmente Spielberg voleva realizzare i dinosauri a grandezza naturale, utilizzando degli animatroni. Purtroppo l'idea si rivelò troppo costosa e la produzione ripiegò su una serie di scelte creative come le "tute da velociraptor", la computer grafica e la creazione di animatroni parziali che prendessero solo la testa o le gambe dei dinosauri. Ma il famoso Triceratopo malato era un animatrone intero.

Il Triceratopo era il dinosauro preferito di Spielberg che lo scelse come protagonista di una delle scene più leggere ed emozionanti del film: il ritrovamento e il contatto ravvicinato del dottor Grant con una femmina malata.

Nello storyboard originale era inoltre prevista una divertente scena dei bambini che giocavano con un cucciolo di questo grande e mite dinosauro. Il modello venne costruito (il team degli effetti speciali ci lavorò per oltre un anno) ma alla fine non se ne fece nulla perché il regista preferì evitare il calo di tensione dello spettatore.

La vera "voce" del dinosauro

I ruggiti dei Tyrannosaurus Rex vennero ricreati con una combinazione di versi di cani, pinguini, tigri, alligatori ed elefanti. Tuttavia, il suono effettivo di un T-Rex non sarebbe un ruggito spaccatimpani, ma piuttosto "un suono meno forte e molto più inquietante", più simili al tubare dei colombi o al borbottio degli struzzi.

"C'è una sorta di paura primordiale associata a suoni di questo genere, una vera e propria programmazione per le sopravvivenza", ha spiegato Chris Packham della Bbc. "E, se ci pensi bene, il T-Rex non aveva bisogno di ruggire, doveva essere soltanto in grado di comunicare nelle vaste aree in cui cacciava".

Due curiosità: il verso del Dilophosauro è un mix tra scimmia urlatrice, falco, sibilo di un serpente a sonagli e richiamo del cigno. Quello dei raptor: tartarughe che fanno sesso.

I passi del T-Rex

Uno degli effetti "speciali" più difficile da riprodurre per i tecnici fu la vibrazione dell'acqua nei bicchieri di plastica all'avvicinarsi del furioso Tirannosauro. L'idea venne allo stesso Spielberg osservando le vibrazioni dello specchietto retrovisore ai bassi dell'autoradio, mentre ascoltava gli Earth, Wind & Fire. Sul set l'effetto fu ricreato dal direttore degli effetti speciali Michael Lantieri pizzicando una corda di chitarra posizionata sotto il bicchiere, mentre per far scuotere lo specchietto fu usata la vibrazione di un piccolo motore.

T-Rex vs. jeep

Una delle scene che sicuramente tutti ricordano è quella del fuoristrada inseguito dal Tyrannosaurus. Secondo alcuni studi, la struttura delle zampe del re dei dinosauri, non gli avrebbe consentito di superare i 40 chilometri orari. La scena del film nella quale l'animale raggiunge la vettura che viaggia a 70 sarebbe dunque da rifare.

Un colpo di fortuna

Inoltre non era previsto dal copione che il muso del T-Rex sfondasse il tetto della jeep. Quando accadde, le urla e le espressioni di vero spavento dei due giovani attori furono però talmente veritiere da meritarsi un posto nella storia del cinema.

La scelta del cast

Oltre a Laura Dern, Sam Neil, e Attenborough furono vagliati molti altri attori per i ruoli principali. Alan Grant avrebbe potuto avere il volto di William Hurt o Harrison Ford, John Hammond quello di Sean Connery, Lex sarebbe potuta essere Christina Ricci e per la parte di Ellie Sattler furono vagliate Robin Wright e Juliette Binoche.

La battuta

Quando Alan Grant e Ellie Sattle scoprono i dinosauri clonati lei chiede a lui, "Allora, che ne pensi?" e il paleontologo risponde: "Che siamo disoccupati!" a quel punto arriva Ian Malcom (Jeff Goldblum) che precisa "Non è meglio dire estinti?". Ironia della sorte, questo scambio di battute fu ispirato da Phil Tippet, maestro degli effetti speciali, che pronunciò le parole di Malcom vedendo la computer grafica.