Dopo 11 giorni di cinema, proiezioni affollate, incontri, stroncature e applausi si è conclusa questa sera la Mostra di Venezia con la consegna del Leone d'Oro al bellissimo film di Yorgos Lathimos, Povere creature! e gli altri riconoscimenti assegnati dalla giuria capitanata da Damien Chazelle, il presidente di giuria più giovane della storia della Mostra. Due riconoscimenti all’unico film italiano premiato, Io, capitano di Matteo Garrone: Leone d’argento per la regia e Mastroianni al giovane protagonista. Durante la premiazione molte volte è tornato il tema dello sciopero a Hollywood mentre sia Garrone che la regista polacca Agnieszka Holland hanno ricordato le vittime migranti.
‘Povere creature!’ di Lanthimos è il Leone d’oro. Lanthimos: “Questo film è Emma Stone”
Povere creature! del regista cult greco Yorgos Lanthimos è il Leone d’oro della ottantesima edizione della Mostra. Romanzo di formazione sui generis dove il film di mostri si mescola al percorso di emancipazione di una giovane donna in un Ottocento fantastico. Bella Baxter, la magnifica Emma Stone che Lanthimos aveva già diretto ne La favorita, è una ragazza riportata in vita dal brillante e non ortodosso scienziato interpretato da Willem Dafoe. Un Frankenstein gentile con corpo di giovane donna e mentalità di bambina che nel suo viaggio intorno al mondo scoprirà la libertà di scegliere chi diventare.
Il film si proietta nella corsa agli Oscar, dove la protagonista ha già trionfato nel 2017 con La La Land un film che ugualmente aveva iniziato la sua corsa proprio qui a Venezia dove l’attrice aveva vinto la Coppa Volpi. Il regista ha ricordato la sua protagonista, assente perché in sciopero, e ha detto: “Questo film racconta la storia di una creatura meravigliosa e non esisterebbe senza Emma Stone che è un'altra creatura meravigliosa. Questo film è suo, senza di lei non esisterebbe”.
'Povere Creature!', Emma Stone è una Frankenstein per Yorgos Lanthimos
Gran Premio della giuria al giapponese Hamaguchi per ‘Il male non esiste’
Il male non esiste (Evil does not exist) del regista premio Oscar giapponese Ryusuke Hamaguchi è il vincitore del Gran Premio della giuria. Il film è l’incontro tra due mondi diversissimi. Quando nel villaggio immerso nella natura di Mizubiki, non lontano di Tokyo, arrivano due responsabili a parlare del nuovo progetto di glamping (un campeggio di lusso, dove i visitatori possono trascorrere un paio di giorni lontani dallo stress cittadino). La loro incompetenza e impreparazione si scontra con una saggezza locale incarnata in un padre single Takumi e la sua bambina, mentre il progetto rischia di mettere a rischio l’equilibrio ecologico del luogo ripercussioni ci sono anche sullo stile di vita di tutti.
Venezia 80 - 'Il male non esiste', il nuovo film del regista premio Oscar Hamaguchi Ryusuke
Premio della giuria all’altro film sui migranti ‘Green border’ di Agnieszka Holland
Green Border (Zielona Granica) di Agnieszka Holland è il vincitore del Premio speciale della giuria. Il Holland è un atto d’accusa durissimo al suo paese e alla Bielorussia per il trattamento dei migranti che vengono respinti come palline di ping pong da un paese all’altro sulla linea di confine. Già attaccata violentemente dal governo del suo paese (il ministro dell'Interno di Varsavia, Mariusz Kaminski che ha parlato del film come "brutale attacco" alle guardie di frontiera polacche) la regista mette in scena la tragica epopea di una famiglia siriana e una donna afghana. Nell’affresco in bianco e nero anche il racconto dal punto di vista di una guardia di frontiera, dei volontari e attivisti che cercano di aiutare questi migranti. La regista ha detto: "Non è stato un film facile da girare per diversi motivi alcuni li potete immaginare altri no. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato. È stata una lotta realizzarlo ma era un dovere per noi, dal 2014 con la crisi dei rifugiati 60.000 persone sono morte cercando di raggiungere l'Europa e ora la situazione continua". La regista ha dedicato il premio agli attivisti che stanno aiutando queste persone “dalla Polonia a Lampedusa”.
Venezia 80, Agnieszka Holland: "Il mio film racconta quel che accade ancora oggi al confine tra Polonia e Bielorussia"
Leone d’argento per la regia a Matteo Garrone. La dedica ai migranti e il pensiero al Marocco
Leone d’argento per la regia è stato assegnato a Matteo Garrone per Io, capitano. “Il film racconta il viaggio di due ragazzi migranti attraverso l’Africa e lo fa dal loro punto di vista in un controcampo rispetto a quello che siamo abituati a vedere qui in Occidente – ha detto il regista sul palco - Per entrare nella cultura mi sono aggrappato alla loro cultura e l’ho fatto con loro mettendo al loro servizio la mia visione. Volevo ringraziare chi mi ha accompagnato in questo viaggio ma soprattutto Seydou e Moustafa per la loro straordinaria interpretazione, hanno dato grande umanità ai personaggi che abbiamo scritto e anche spiritualità”.
Il film, già nelle sale, è l’Odissea di due sedicenni senegalesi, due cugini con il sogno di diventare musicisti in Europa, che – di nascosto dalle loro famiglie – tentano il viaggio verso l’Italia. Sarà un viaggio drammatico e violento, attraverso il deserto del Niger, le carceri libiche, lo sfruttamento del lavoro fino alla traversata in mare che trasformerà l’adolescente Seydou nel capitano del titolo. Il regista ha voluto dedicare il film alle vittime dei naufragi del Mediterraneo e ha avuto “un pensiero da parte nostra al Marocco – dove abbiamo girato – e alla tragedia che c'è stata oggi”.
Venezia 80, Matteo Garrone alla Mostra con 'Io, capitano': "Il viaggio di formazione di due giovani profughi, tra Pinocchio e Gomorra"
"Per sbloccare il traffico di migranti basterebbe dare i passaporti anche a chi vive in Africa. Servirebbe un canale d'ingresso regolare in Italia come ha detto il Presidente Mattarella". Lo ha detto Mamadou Kouassi, collaboratore alla sceneggiatura di Matteo Garrone, intervenendo su richiesta del regista durante la consegna del Leone d'argento.
Pablo Larraín premiato per la sceneggiatura di ‘El Conde’
Guillermo Calderón e Pablo Larraín per il film El Conde sono i vincitori del premio per la migliore sceneggiatura. Larraín ha ricordato lo sciopero di Hollywood e ha detto di voler condividere il premio con il fratello Juan e chi ha reso questo film una favola e i miei tre figli "Un giorno farò un film per voi, non questo". “No all'impunità” ha detto alla fine con riferimento alla dittatura in Cile, tra due giorni saranno cinquant’anni dal colpo di stato.
Coppa Volpi all'attrice di ‘Priscilla’, Cailee Spaeny
Alla giovane attrice americana Cailee Spaeny è andata la Coppa Volpi per la miglior attrice. Nata nel Missouri, venticinque anni fa ha portato sullo schermo la storia di Priscilla Beaulieu dal fidanzamento da adolescente con Elvis Presley (Jacob Elordi) alla separazione.
“È davvero inaspettato e magico – dice l’attrice – vorrei ringraziare Sofia Coppola che ha avuto sul set una leadership straordinaria. E Priscilla che si è affidata a me con qualcosa di molto personale, sono stata sopraffatta dalla sua generosità, ho molto rispetto per lei e a lei dedico questo premio”.
Coppa Volpi a Peter Sarsgaard per 'Memory'
52 anni, una lunghissima carriera cinematografica tra Hollywood (Green lantern, Lovelace) e la serialità (The killing) Peter Sarsgaard è il miglior attore. Da vent’anni è legato a Maggie Gyllenhaal, il matrimonio in Puglia e due figlie. Nel film del messicano Michel Franco Memory è un cinquantenne che lotta con la demenza precoce e la perdita della memori e rincontra un’ex compagna di scuola, un’ex alcolista ora assistente sociale (Jessica Chastain). "Un momento come questo una comunione, una connessione. Lo spazio tra noi prende vita per me come in un alveare la sensazione che siamo un'unica cosa, da ragazzo cattolico questo sentimento lo sentivo in chiesa, la stessa quiete l'ho trovato in biblioteca, nelle sale di concerto e nel teatro seduto tra il pubblico quando le luci si spengono". “Gli attori sono in sciopero – ha voluto ricordare l’attore – quindi tutti i problemi che hanno a che fare con una paga equa è importante ma ancora più grave è la questione della intelligenza artificiale, non possiamo dimenticare che attori e autori sono esseri umani. Se perdiamo questa battaglia la nostra industria sarà la prima che cadrà”. Ha ringraziato Jessica Chastain, le sue bambine e sua moglie in sala Maggie Gyllenhaal. Ha dedicato il premio allo zio apicultore che durante il Covid è deceduto per demenza.
Il premio dedicato a Mastroianni al giovanissimo attore di ‘Io, capitano’
Il premio dedicato a Mastroianni al giovanissimo attore di ‘Io, capitano’, Seydou Sarr. Commosso dice in italiano “grazie a tutti. Sono molto contento e felice. Veramente non ho parole”. Sarr interpreta il protagonista del film di Matteo Garrone che racconta la storia di due sedicenni senegalesi che attraverso mille tragedie cerca di arrivare in Italia.
Il miglior film di Orizzonti è l’ungherese ‘Explanation for everything’
Il miglior film di Orizzonti è l’ungherese Explanation for everything di Gabor Reisz, mentre il premio per la miglior regia di Orizzonti è andato a Mika Gustafson per il film Paradise is burning. "È difficile in Ungheria in questo momento realizzare progetti indipendenti – ha detto Reisz - Il film sarà distribuito in Italia e io ringrazio il distributore".
Premio Speciale della Giuria a ‘Una sterminata domenica’
All'opera prima Una sterminata domenica di Alain Parroni è andato invece il Premio Speciale della Giuria. "Realizzare il primo film è un atto doloroso soprattutto in un momento in cui usiamo le immagini per comunicare con noi. Fare il primo film è un atto egoistico che si confronta con l'egoismo fuori. Questo è un momento di pace".
Migliori interpretazioni quelle dell’attore mongolo e della colombiana Margarita Rosa de Francisco
Miglior attore di Orizzonti è Tergel Bold-Erdene per il film Ser Ser Sahlhi (City of Wind). L'attore è in Mongolia e ha inviato un video per ringraziare. Migliore attrice invece è Margarita Rosa de Francisco per il film El Paraiso, l'attrice molto nota in Colombia, ha recitato in italiano cosa che non aveva mai fatto prima. “Edoardo Pesce, attore possente e straordinario, dice che recitare non è una cosa speciale, un lavoro come tanti altri. Sono d’accordo ma come tutti gli altri se si fa con amore e dedizione ogni momento è un miracolo”.
‘El Paraiso’ di Artale vince la sceneggiatura
Orizzonti con la giuria capitanata da Jonas Carpignano ha assegnato un premio al cortometraggio A short trip del regista albanese Erenik Beqiri. Mentre Enrico Maria Artale con il film El Paraiso, storia del complesso rapporto tra una madre e un figlio nella periferia romana, ha vinto il premio come miglior sceneggiatura. "Non mi sono mai considerato uno sceneggiatore, è una bellissima sorpresa. Senza Edoardo il film non esisterebbe e senza la nostra amicizia" ha detto il regista. “I momenti difficili che abbiamo avuto non sono niente rispetto all’amore che c’è tra noi e auguro alla Colombia un futuro radioso”.
Edoardo Pesce ne 'El Paraiso': "Un mese e mezzo di lezioni di salsa e merengue"
Il premio Leone del futuro va al regista cinese Lee Hong Chi
Claudia Gerini consegna il Leone del futuro Luigi De Laurentiis al film AI SHI YI BA QIANG (Love is a gun) di Lee Hong Chi. La giuria guidata da Alice Diop ha quindi premiato la Cina.
Premiata Micaela Ramazzotti per ‘Felicità’. Suo il premio degli spettatori
Il premio degli spettatori è andato a Felicità di Micaela Ramazzotti. Commossa l'attrice che con questo film ha debuttato alla regia con la storia di una famiglia disfunzionale nella quale un fratello e una sorella cercano di farsi coraggio. Incoraggiata dal pubblico legge il suo discorso: "Grazie a tutti voi, ringrazio la Mostra che ha voluto bene a questo film, i produttori, ringrazio i miei figli, le sceneggiatrici, gli attori che hanno creduto in questo progetto e hanno collaborato al film. Ringrazio tutte le persone che mi vogliono bene; ci ho messo l'anima per arrivare al cuore del pubblico. Il premio lo dedico a chi vive nell'infelicità che può durare a lungo ma bisogna lottare per ottenerla".
I premi di Venice Immersive
Venice Immersive, la sezione dedicata al cinema di realtà virtuale e che quest’anno aveva anche un’esperienza con l’intelligenza artificiale, ha assegnato il Gran Premio va a Songs for a passerby di Celine Daemen, mentre il premio special della giuria è stato assegnato a Flow di Adriaan Lokman.
Al via la cerimonia
“Abbiamo vissuto storie bellissime che ci hanno commosso e divertito, c’è stato pubblico in tutte le sale dalla mattina alla notte – ha detto Caterina Murino nel suo discorso introduttivo – Sotto le ali del Leone di Venezia è arrivata la conferma che tutti i sogni hanno senso se continuiamo a sognarli insieme, fianco a fianco”. E parte la premiazione.
Applausi per Matteo Garrone e gli attori del suo ‘Io capitano’
Accolto da applausi l’arrivo, sul tappeto rosso, del regista Matteo Garrone accompagnato dai due giovani protagonisti di Io capitano, Seydou Sarr e Moustapha Fall. La presenza ci fa ben sperare
'Io capitano', il nuovo film di Garrone nell'inferno della Libia
Arriva la giuria: il Leone d’oro è deciso
Damien Chazelle, Jane Campion e gli altri giurati sono arrivati al Palazzo del cinema. Loro sanno chi ha vinto il Leone d’oro della ottantesima edizione. A breve inizia la cerimonia ancora una volta condotta dalla madrina Caterina Murino.
Al via il tappeto rosso con la madrina Caterina Murino con fidanzato
Per la serata finale la madrina si è portata il fidanzato francese. D’altronde dopo che è venuta sul tappeto rosso con il suo bassotto Sole sarebbe stato un vero sgarbo non venire con il fiancé. Tanto più che ama il cinema italiano.