C’è una donna al vertice di uno dei colossi dello streaming mondiale e sta usando la sua posizione anche per migliorare la rappresentazione femminile nei prodotti d’intrattenimento. Dopo una lunghissima e variegata carriera nel mondo dell’entertainment, Nicole Clemens è dal 2018 la presidente dei Paramount Television Studios, per cui ha realizzato serie di successo come Jack Ryan (disponibile su Prime Video) e The Haunting of Hill House (distribuito da Netflix), e ora anche delle serie originali di Paramount+. Ospite della nona edizione del MIA, il Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, a Roma, ha raccontato in un keynote come cambieranno gli investimenti sui prodotti televisivi.
Addio alle miniserie negli Stati Uniti
Clemens ha spiegato quanto sia stato importante per una piattaforma nuova come Paramount+ poter fare riferimento a un catalogo di partenza già molto vasto, con una serie di brand noti e amati in tutto il mondo, come Grease, The Italian Job o Star Trek, da cui si è attinto per realizzare reboot, sequel, spin-off.
Ora che la piattaforma è partita però Clemens definisce una rotta più specifica. “Cerchiamo le voci giuste e le supportiamo. Ciò che il pubblico vuole di più in questo momento – ha dichiarato - è fuggire dalla realtà ed essere intrattenuto, che si tratti di horror, commedie, storie d’amore. E questo è ciò che produrremo. L’unica cosa a cui rinunceremo, almeno per il mercato statunitense, saranno le limited series, da una sola stagione, perché siamo una nuova realtà e vogliamo delle storie che possano fidelizzare il pubblico”. Un passo indietro, quindi, rispetto a ciò che era stato fatto finora, per esempio con The Offer, la miniserie con Miles Teller e Matthew Goode che narrava le vicende dietro la produzione de Il padrino.
Gli statunitensi vogliono serie straniere: arriva anche ‘Miss Fallaci’
L’intento di Nicole Clemens è anche quello di investire sui prodotti locali. “È stupendo essere una televisione internazionale – ha spiegato la presidente delle Paramount+ Original Scripted Series nel corso del suo keynote – ma siamo perfettamente consapevoli che gli show globali iniziano dai mercati locali. Bisogna essere specifici, realizzare prodotti che siano attraenti e coinvolgenti prima di tutto per il Paese in cui è nato quel progetto”.
“Fino a qualche anno fa ci saremmo chiesti se avesse senso o meno realizzare show in lingua non inglese e se il pubblico li avrebbe visti”, ha chiarito al MIA. “Oggi il mercato è diverso: Netflix ha dichiarato che il 97% degli spettatori guarda prodotti sottotitolati e che i giovani statunitensi sono affamati di serie tv e film che arrivino da altri Paesi. È arrivato il momento giusto per aprire a format diversi, star nuove e attingere dal terreno fertile dei talenti stranieri”.
Tra le idee che Paramount ha accolto dall’estero ce n’è una italiana già molto attesa: Miss Fallaci, la prima serie originale di Paramount+ per l’Italia, che sarà composta da otto puntate. “La protagonista è interpretata da Miriam Leone. Non devo dirlo a voi che ovviamente la conoscete – ha spiegato Clemens – ma è fantastica. Sono rimasta veramente impressionata quando l’ho conosciuta”.
La rappresentazione delle donne
Durante il suo intervento al Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, Nicole Clemens ha parlato del ‘male gaze’ che dilagava negli anni ’80, quando molti successi anche della Paramount sono stati prodotti. “Ora abbiamo la possibilità di mostrare anche un altro punto di vista: grazie alle serie tv ci sono veramente tante opportunità per esplorare più nel profondo tutti i personaggi”, ha detto.
Sicuramente il fatto di essere una delle poche donne in un ruolo così importante nel mercato dell’intrattenimento mondiale ha il suo peso. “Penso che da storyteller e creatori di contenuti – ha detto a Repubblica - abbiamo la responsabilità di come e quanto rappresentiamo le donne. Il modo in cui la televisione e il cinema racconta le loro vite ha un impatto forte su come le persone percepiscono le donne. Ricordo che quando avevo una ventina d’anni andai a un evento, sentii parlare dei politici e pensai che avevo sbagliato campo e che avrei dovuto darmi alla politica. Quel giorno invece mi dissero di continuare a lavorare in televisione perché avrei avuto la possibilità di avere un peso sul punto di vista delle persone. Credo che sia importantissimo il modo in cui raccontiamo le donne e in generale le persone meno rappresentate”.