CANNES – Marcello Mastroianni che canta Una storia importante di Eros Ramazzotti su un palco parigino con Benjamin Biolait. È soltanto una delle tante immagini, eccentriche ma anche profondamente poetiche, del film Marcello mio di Christophe Honoré in concorso.
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Un omaggio al grande interprete di cui quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita, un film indagine nell’identità di una figlia d’arte – Chiara nata dalla relazione di Mastroianni con Catherine Deneuve – una figlia che ha perso il padre, giovane donna a ventiquattro anni, e oggi lo cerca nel vecchio appartamento dove vivevano quando lei era bambina, nei ricordi delle persone che lo hanno conosciuto ma anche in se stessa, in una trasformazione che inquieta chi le vive intorno.
Tutto inizia con un sogno in cui Chiara si vede col volto del padre poi un provino per Nicole Garcia (la regista che come quasi tutti gli altri personaggi interpreta se stesse) in cui le chiede di “essere un po’ meno Deneuve e un po’ più Mastroianni”, i siparietti comici con la mamma Catherine che sembrano usciti da una puntata di Chiami il mio agente!... piano piano l’attrice si trasforma fisicamente nel padre. Comincia a vestirsi come lui, chiede ad un amico truccatore di procurarle una parrucca, parla quasi unicamente italiano, beve whisky, la sigaretta sempre in bocca, si fa chiamare Marcello.
La chiave del film è nelle parole del regista: “Mastroianni è uno di quegli attori che non fa mai finta di sapere cosa stanno interpretando. Di conseguenza, con lui, tutte le incarnazioni sono possibili, volatili ed effimere, tutte le possibilità e i cambiamenti di identità”. Intorno a Chiara c’è chi reagisce bene: Fabrice Luchini, con cui dovrebbe girare il film di Garcia, è finalmente felice di aver incontrato il grande Mastroianni e entusiasta di essergli diventato amico (“chiamami a qualsiasi ora, con te faccio qualsiasi cosa, vuoi praticare il pattinaggio artistico? Sono pronto”) e chi reagisce male: Melvil Poupaud, storico fidanzato dell’attrice che era stato anche suo compagno di liceo, arriva a strapparle la parrucca, a urlarle: ‘Cosa stai facendo?’
L’idea del film nasce con la volontà di raccontare quei momenti, che poi sono il 95% della vita di un interprete, in cui un attore o un’attrice non lavora. Ed è un film profondamente immerso nell’immaginario cinematografico; inizia con Chiara – vestita e pettinata da Anita Ekberg in una fontana parigina – e arriva a quella di Trevi dove è ormai diventata Marcello, ci porta sulla spiaggia di Formia, negli studi televisivi della Rai vestita da Mastroianni in Ginger e Fred. Il bagno della fontana parigina, di quella della Dolce Vita, del mare di Formia sono secondo Christophe Honoré "un bagno di giovinezza e rinascita. Per i personaggi, per gli attori, per le persone, per la storia. Un bagno dove io anch'io mi immergo con gioia. Marcello Mio è un fantasy, un film giovanile maturo”.
Il film, che uscirà in Italia ufficialmente il 23 maggio distribuito da Lucky Red, questa sera ha un’anteprima del tutto speciale in alcuni cinema italiani che lo presentano insieme alla Montée des Marche del cast che ha sfilato sul tappeto rosso del Festival di Cannes per la première del film.