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Marco Bellocchio: “Piango Roberto Herlitzka, grande come Aldo Moro”

Marco Bellocchio: “Piango Roberto Herlitzka, grande come Aldo Moro”

Il regista ricorda l’attore scomparso a 86 anni: “Lo avrei voluto nel ruolo di Paolo VI in ‘Esterno notte’”

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"E’ stato un principe del teatro e del cinema, un gigante, lo stimavo moltissimo, ci intendevamo perché aveva, oltre al talento di attore, una capacità piuttosto rara: era protagonista sul set e sul palcoscenico, ma fuori dalla scena era un normalissimo, riservato signore, non si atteggiava come certi grandi di un passato remoto, non seguiva l'ego e anche io mi sento così, pronto ad esibirmi quando serve e poi a tornare nell'ombra", racconta Marco Bellocchio ricordando Roberto Herlitzka, il grande attore scomparso oggi, 31 luglio, a 86 anni.

I loro due nomi sono legati ad uno dei film italiani più belli degli ultimi 20 anni: Buongiorno notte, in cui l'interprete torinese era un carismatico Aldo Moro, un ruolo che gli valse premi e notorietà per le giovani generazioni che forse non lo avevano visto a teatro o negli sceneggiati Rai. "Comprese benissimo quello che intendevo, devo dire che con lui e Fabrizio Gifuni ho avuto due Moro straordinari - prosegue Marco Bellocchio che a Venezia porterà Fuori Concorso Se posso permettermi - capitolo II e intanto prepara l'attesa serie su Enzo Tortora. "Herlitzka ha saputo interpretare un grandissimo uomo politico come Aldo Moro e posso dire che è stato all'altezza di quella grandezza. Aveva somiglianza fisica ma non solo quella, riusciva a modulare la voce come lui, con un'espressione che lo ricordava da vicino, reggendo i primi piani senza parlare, interpretando la sofferenza dello statista prigioniero delle Brigate Rosse senza tracimare in disperazione perché Moro da cattolico non poteva averla. Due momenti sono favolosi: quando cerca invano di convincere i terroristi, provando a contrastare la loro folle cecità fanatica, e quando fa quella finale leggera passeggiata con la pioggerellina e un sorriso sottilissimo compare sul suo viso".

(ansa)

Bellocchio confida che avrebbe voluto Roberto Herlitzka di nuovo per la serie, sempre su Moro, Esterno Notte: "Andai a trovarlo per parlare con lui del ruolo di Paolo VI, sarebbe stato perfetto e lui lucidamente lo era, ma anche già affaticato e provato nel fisico, concordammo insieme che non era il caso di affrontare il set. Toni Servillo lo sa che a lui avrei preferito Herlitzka. Ci salutammo con tristezza e con la promessa sincera per trovare altre occasioni insieme, ad esempio un suo ritratto che a me sarebbe piaciuto fare. Purtroppo non è andata così - dice ancora Bellocchio – Roberto era come attore uno tra i più completi della scena italiana, diverso da tutti gli altri".

(ansa)

Il regista ricorda anche Herlitzka nella gamma del grottesco: "In uno dei film che più amo, Sangue del mio sangue in cui interpretava una specie di conte Dracula con un tocco di ironia sarcastica". Se ne va un grande e con un romanticismo che da Bellocchio non ti aspetti, il regista lo ricorda in coppia con la moglie Chiara Cajoli, attrice diplomata all'Accademia: "Non si separavano mai, erano molto uniti e lui, come spesso succede a chi ha un legame tanto forte, le è sopravvissuto di qualche mese".

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