Gli ultimi titoli in concorso a Venezia 81. Francesca Comencini presenta il lavoro dedicato al papà Luigi. I film e gli ospiti di oggi

Il cinese ‘Youth: homecoming’ e il norvegese ‘Love’ e poi la sorpresa di Takeshi Kitano

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Ultimi titoli in concorso per questa ottantunesima edizione della Mostra d’arte cinematografica. Il film cinese Youth: homecoming del documentarista Bing Wang continua l’esplorazione della sua società che racconta da più di vent’anni.


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Con questo ultimo film entra nei laboratori tessili di Zhili che sono quasi deserti perché i pochi dipendenti rimasti sono in disperata attesa dello stipendio per pagarsi il viaggio di ritorno a casa. Dalle rive del fiume Yangtze alle montagne dello Yunnan, tutti festeggeranno nelle proprie città natali e celebreranno i rituali di prosperità con la famiglia. Per Shi Wei questa è anche l’opportunità di sposarsi, come per Fang Lingping. Il marito, ex tecnico informatico, dovrà seguirla a Zhili dopo la cerimonia. Imparare è difficile, ma ciò non ostacola l’avvento di una nuova generazione di lavoratori. “In Cina la maggior parte dei giovani lavora duramente per mantenersi – dice il regista – Gli stipendi sono molto bassi, le giornate infinite e non c’è quasi tempo di riposare. La società cinese ha ridotto la loro vita quotidiana a lavoro. Guadagnare denaro è diventato l’unica ambizione”.

Oggi è anche il giorno di Kjærlighet (Love), del regista norvegese Dag Johan Haugerud. Marianne, una dottoressa pragmatica, e Tor, un infermiere compassionevole, stanno entrambi evitando le relazioni convenzionali. Una sera, dopo un appuntamento al buio, Marianne incontra Tor sul traghetto. Tor, che spesso passa lì la notte in cerca di incontri fortuiti con altri uomini, le racconta di esperienze di intimità spontanea e di importanti conversazioni. Incuriosita da questa prospettiva, Marianne inizia a mettere in discussione le norme sociali e si chiede se tale intimità casuale possa essere un’opzione anche per lei.

'Il tempo che ci vuole', Francesca Comencini omaggia il papà Luigi in un film intimo

Fuori concorso oggi il film Il tempo che ci vuole con cui Francesca Comencini ricorda il padre e quel rapporto complesso e intenso che ha vissuto con lui. Ne Il tempo che rimane racconta della relazione esclusiva tra un padre e una figlia, come cambia da quando è bambina a quando si trasforma giovane adulta. Fabrizio Gifuni interpreta il padre, Anna Mangiocavallo la bimba e Romana Maggiora Vergano la figlia cresciuta. Un racconto molto personale che però trova la giusta distanza nel fatto che tra il padre e la figlia c’è sempre il cinema come passione, scelta di vita, modo di stare al mondo. Il cinema come una rete che sottende il racconto dei loro scambi, crea lo spazio dell’immaginazione. Lo spettatore viene portato sul set di un film entrato nell’immaginario collettivo del paese, Pinocchio, però visto dalla prospettiva della bambina. “Dopo tanti anni passati a fare il suo stesso lavoro cercando di essere diversa da lui, ho voluto raccontare quanto ogni cosa che sono la devo a lui – dice Comencini – ho voluto rendere omaggio a mio padre, al suo modo di fare cinema, al suo modo di essere, all’importanza che la sua opera e il suo impegno hanno avuto per il nostro cinema, all’importanza che la sua persona ha avuto per me”.

Nella stessa giornata la cerimonia di premiazione del premio Campari a Paola Comencini scenografa di film come C'è ancora domani, La bestia nel cuore e Romanzo criminale, a cui segue la proiezione del film della sorella di cui ha curato le scenografie.

Si chiude poi la giornata con la sorpresa di Takeshi Kitano. Che ha “regalato” alla Mostra il suo ultimo esperimento. Broken Rage è un film in due parti: la prima metà è un violento film d’azione che si svolge negli oscuri bassifondi della malavita e ruota attorno a un sicario e alla sua lotta per la sopravvivenza quando si ritrova incastrato tra la polizia e la yakuza. La seconda segue la stessa storia, ma trasformata in commedia, una parodia completa, scena per scena, della prima parte.

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