Venezia 81, il Leone d’oro a Pedro Almodóvar, quello d’argento all’italiano ‘Vermiglio’. Coppa Volpi a Vincent Lindon e a Nicole Kidman. L'attrice assente per lutto

Venezia 81, il Leone d’oro a Pedro Almodóvar, quello d’argento all’italiano ‘Vermiglio’. Coppa Volpi a Vincent Lindon e a Nicole Kidman. L'attrice assente per lutto
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La premiazione della ottantunesima edizione del festival, condotta ancora dalla madrina Sveva Alviti
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VENEZIA – Si chiude con il Leone d’oro al maestro spagnolo la ottantunesima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Pedro Almodóvar con il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, ritagliato sulle attrici Julianne Moore e Tilda Swinton, agguanta il massimo premio con un film manifesto per la libertà di fine vita e per l’eutanasia. In una serata con qualche colpo di scena, come l’assenza di Nicole Kidman che è dovuta volare in Australia dopo la morte della mamma, un premio importante, il Leone d’argento, al film italiano Vermiglio della regista Maura Delpero. L’altra Coppa Volpi è andata a Vincent Lindon per il bel personaggio del padre che deve affrontare il dramma di un figlio che si avvicina al mondo dei neonazisti. Una storia simile, vista da un altro punto di vista, Familia ha visto il premio al giovane attore italiano Francesco Gheghi nella sezione Orizzonti. Altri premi sono andati a The brutalist di Brady Corbet e I’m still here, premiato per la sceneggiatura, di Walter Salles.

'La stanza accanto', il film di Pedro Almodóvar con Tilda Swinton e Julianne Moore

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Leone d’oro a Pedro Almodóvar per ‘La stanza accanto’, film sull’eutanasia. “L’uomo deve essere libero di vivere e morire”

Quarant’un anni dopo la sua prima volta a Venezia Pedro Almodóvar, già Leone d’oro alla carriera cinque anni fa, trionfa un film sul diritto all’eutanasia La stanza accanto. Il debutto internazionale ebbe luogo qui a Venezia nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato, prima volta che uno dei suoi film viaggiava fuori dalla Spagna. Tratto dal romanzo What Are You Going Through di Sigrid Nunez, racconta il legame tra due vecchie amiche (le bravissime Tilda Swinton e Julianne Moore) che si ritrovano dopo tanti anni da quando lavoravano insieme come giornaliste a New York. La prima è diventata poi reporter di guerra, la seconda scrittrice, quando si ritrovano la prima ha avuto una diagnosi di cancro incurabile e chiede all’amica di aiutarla a morire.

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“Dedico il Leone alla mia famiglia, a mio fratello Agustin – ha detto il regista dal palco – questo è il mio primo film in inglese, ma lo spirito è spagnolo quindi proseguo nella mia lingua. Condivido il premio con tutta la troupe ma in particolare con Tilda e Julianne, il premio appartiene a loro. Loro hanno fatto un miracolo e non ho parole sufficienti per ringraziarle, il film parla di una donna che agonizza in un mondo che agonizza e della donna che vuole condividere con lei i suoi ultimi giorni. Il film parla anche di solidarietà senza limiti ma anche della decisione di finire la propria vita quando questa diventa solo dolore. Lasciare questo mondo puliti è un diritto umano non un fatto politico, spero che i governi abbiano leggi adeguate a questo desiderio se va contro le convinzioni di alcuni direi a quei praticanti che rispettino le decisione individuali. L'essere umano deve essere libero di vivere e morire”.

Leone d’argento a Vermiglio di Maura Delpero

Vermiglio di Maura Delpero ha vinto il Leone d'argento - Gran Premio della Giuria a Venezia 81. La regista, al suo secondo film dopo Maternal, si è ispirata alla storia della sua famiglia contadina nell’alta montagna del Trentino per raccontare una storia in quattro stagioni ambientata nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale in una grande famiglia. Con l’arrivo di un soldato rifugiato nel piccolo microcosmo tenuto in piedi da un pater familia che è anche maestro e quindi punto di riferimento culturale per la comunità la pace di quella famiglia viene messa in crisi per un paradosso del destino proprio nel tempo in cui l’Italia ritrova la propria.

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La regista dal palco: “Dicevo che il film è nato da un sogno ed è finito con un sogno. Grazie alla giuria, quando ho saputo i vostri nomi ho avuto grande felicità è stato un grande onore. Abbiamo 8 minuti di crediti nel film ma voglio ricordare attori e troupe che si sono gelati i piedi nella neve con me e la Val di Sole che ha aperto generosamente le porte e le famiglie che ci hanno affidato i loro bambini. Questo film è stato fatto col sostegno pubblico, senza questi sostegni il film avrebbe tradito se stesso non avrebbe avuto la sua musica, il dialetto e non avrei potuto scegliere i volti uno per uno e non avrei potuto ascoltare i silenzi. Fomentiamo il dialogo tra chi fa cinema indipendente e le istituzioni. Porto il Leone alla mia Caterina che ha avuto pazienza con la mamma regista e il papà attore. Auguro che la società non lasci sole le donne”.

Leone d’argento per la miglior regia a ‘The brutalist’

Il Leone d'argento per la migliore regia a Venezia 81 è stato vinto da The Brutalist di Brady Corbet. The brutalist con uno straordinario Adrien Brody racconta in tre ore e un quarto (con un intervallo in mezzo di 15 minuti) la parabola di un architetto ungherese di origine ebraica, il personaggio di fantasia László Toth, che dopo essere stato cancellato da Hitler insieme ai colleghi della Bauhaus e dopo l’esperienza drammatica del campo di concentramento nel 1947 arriva negli Stati Uniti. Dove l’aspetta una nuova vita fatta di grande dolore mentale e fisico ma anche di soddisfazione professionale con una sfida forse troppo grande per il suo fisico e spirito provato. Il titolo viene dalla corrente architettonica del brutalismo nata dopo la seconda guerra mondiale.

Premio speciale della giuria al film georgiano April

Ap'ril, il film della regista georgiana Dea K'ulumbegashvili ha vinto il premio speciale della giuria. Racconta la figura della ginecologa d’esperienza Nina (la talentuosa Ia Sukhitashvili) che, dopo la morte di un neonato durante il parto in un ospedale della Georgia orientale, viene messa in crisi sul fronte dell’etica e della professionalità per via di voci secondo cui eseguirebbe aborti illegali per chi ne ha bisogno. Il film è nato da un’analisi sul campo della regista che ha passato mesi a studiare il lavoro dei medici delle comunità rurali del suo paese ed è un atto d’accusa nei confronti di una realtà dove diventa sempre più difficile abortire legalmente.

Premio per la sceneggiatura a ‘I'm still here’ di Walter Salles

Il premio per la migliore sceneggiatura a Venezia 81 è stato vinto da Murilo Hauser e Heitor Lorega per il film I'm still here (Ainda estou aqui) di Walter Salles. Il film affronta il tema dei desaparecidos raccontata per la prima volta dal punto di vista di quelli che sono rimasti. In particolare il film si concentra sulla storia di Eunice (interpretata da Fernanda Torres) madre di cinque figli nel Brasile del 1971, un paese nella morsa sempre più stretta di una dittatura militare. Il regista di I diari della motocicletta e Central do Brasil ha adattato il romanzo autobiografico di Marcelo Rubens Paiva di cui era amico. Quando la vita della sua famiglia viene distrutta da un arbitrario atto di violenza, Eunice è costretta a reinventarsi. “Durante i sette anni trascorsi a realizzare il film, il Brasile si è avvicinato pericolosamente a quel passato – ha detto il regista - il che ha reso ancora più urgente raccontare questa storia”.

La Coppa Volpi per la miglior attrice va a Nicole Kidman, assente per lutto

Il premio Coppa Volpi femminile è andato a Nicole Kidman che, assente, ha mandato un messaggio tramite la regista del film: “Oggi sono arrivata a Venezia e ho saputo che la mia madre meravigliosa Janelle Ann è mancata sono rimasta scioccata e sono dovuta tornare dalla mia famiglia. È incredibile questo momento, il mio cuore è a pezzi".

Babygirl, della regista olandese Halina Reijn è un thriller psicologico sui desideri proibiti che guarda, da una prospettiva diversa profondamente femminile, il cinema erotico degli anni Novanta, da Attrazione fatale a Nove settimane e mezzo. Nicole Kidman è una potente amministratrice delegata che mette a repentaglio la carriera e la famiglia quando inizia una torrida relazione con un suo stagista molto più giovane, interpretato da Harris Dickinson (il modello di Triangle of sadness). L’idea per il film è nato dalla confessione di un’amica della regista che le ha confidato che in 25 anni di matrimonio non aveva mai provato un orgasmo col marito.

Coppa Volpi a Vincent Lindon padre coraggio di un naziskin

La Coppa Volpi per l’interpretazione maschile Vincent Lindon protagonista del film francese Jouer avec le feux (Noi e loro) delle sorelle registe Delphine Coulin e Muriel Coulin, è un padre che ha cresciuto da solo i suoi due figli maschi dopo la morte della moglie. Operaio, lavora spesso di notte sulla linea ferroviaria, per anni si è impegnato nel sindacato al fianco dei lavoratori, per cui lo sconforto è grande quando scopre che il figlio più grande milita in gruppi di estrema destra. L’attore 65 anni, icona del cinema di impegno grazie ai film sul lavoro di Stephane Brizé tre anni fa è stato protagonista del controverso film Palma d’oro Titane.

L’attore francese ha detto dal palco: “Sono estremamente emozionato e mi ricordo che fin da quando ero piccolo ero convinto che con la lingua francese, come quella inglese e italiana, non bastano le parole quando si è emozionati. Si dice grazie a chi ti fa accendere e chi ti salva la vita, ma anche a questa giuria per questo premio che ho sognato e che mi cambia la vita. Merci Isabelle, merci Isabelle, merci Isabelle. E poi fa i nomi di tuti i giurati, a Isabelle è raro che qualcuno sia così generoso con qualcuno del proprio paese”

Premio Mastroianni a Paul Kircher

Il Premio Marcello Mastroianni ad un giovane attore o attrice emergente è stato vinto da Paul Kircher nel film francese Leurs enfants après eux di Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma. L’attore, 22 anni, è il protagonista del film che racconta quattro estati cruciali, in cui i destini di Anthony, Steph e Hacine si attraversano, nella Francia degli anni Novanta.

Isabelle Huppert: “Il cinema è in gran forma”

La presidentessa della giuria Isabelle Huppert dal palco ha detto: “Signor presidente della Biennale e direttore Alberto Barbera ho buone notizie per voi il cinema è in ottima forma mi sono svegliata questa mattina pensando quanto siamo fortunati abbiamo viaggiato nel tempo e nello spazio e abbiamo pensato al futuro tutte queste finestre creative aperte. Grazie alla giuria per aver condiviso con me questo impegno”.

Premio Orizzonti per il migliore attore a Francesco Gheghi per ‘Familia’

Il premio Orizzonti per il migliore attore a Francesco Gheghi per Familia, storia di violenza domestica ispirata a una storia vera. Emozionatissimo l’attore ventunenne ha detto: “Il premio è pesante, non ho imparato il discorso a memoria perché avrei faticato più che a fare il film. Grazie per questo riconoscimento e per avermi fatto piangere e vorrei condividere questo premio con tutti gli attori della mia generazione. Ringrazio Francesco Costabile per la fiducia e tutto il cast per avermi accompagnato con forza in questa storia. Dedico il premio alla mia mamma e a mio papà per aver fatto crescere un bambino con serenità che come questo film ha dimostrato diamo troppo per scontato. A Gigi Celeste grazie per aver condiviso la tua storia e il tuo dolore”.

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Il premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura è andato a Scandar Copti per Happy holidays. Il premio alla migliore attrice di Orizzonti è andata a Kathleen Chalfant per Familiar touch. “Dedico questo premio alla mia amica che sta vivendo la dementia e mi ha aiutato a fare questo personaggio. Spero che tutti possiamo lavorare a cessare la tragedia a Gaza, spero che tutti quelli che vivono in Israele e Palestina possano avere una vita di pace e giustizia”. Il film è stato premiato anche per la miglior regia. Premio Speciale della Giuria Orizzonti va a One of those days when Hemme dies di Murat F?rato?lu.

Leone del futuro a ‘Familiar touch’ di Sarah Friedland

Giuseppe Tornatore ha consegnato gli assegni per regista e produttore da 50.000 dollari l'uno per la migliore opera prima, un premio in memoria di Luigi De Laurentiis. “Che - ha detto Tornatore - ha sempre guardato ai giovani come traghettatori verso il futuro”. Il premio è andato al film Familiar touch di Sarah Friedland. Familiar Touch è un film di (tarda) formazione. Segue una donna ottantenne nella transizione alla vita in una casa di cura, mentre affronta il rapporto conflittuale con sé stessa e le persone che la assistono, tra il mutare della sua memoria, dei suoi desideri e della percezione della propria età. La regista in quanto ebrea americana ha voluto rivolgere parole contro “il genocidio di Gaza” e si è detta “solidale con le popolazioni palestinesi”.

Nanni Moretti contro “la prossima pessima legge sul cinema”

Nanni Moretti è stato premiato per il restauro di Ecce Bombo e dal palco ha detto: “Ringrazio le ragazze e i ragazzi della giuria guidata da Renato De Maria per questo premio inaspettato ed esagerato: c'erano film di De Sica, Antonioni, Lang, Hawks, Brooks. Grazie ma forse avete esagerato! Questo vuol dire che così dopo tanto tempo questo vecchio film riesce ancora a parlare a un pubblico di oggi e addirittura giovane pubblico. Mi stupisce e mi fa piacere. Ai colleghi produttori e registi dico: dovremmo essere più reattivi nei confronti della prossima pessima legge sul cinema”. Un messaggio che arriva diretto al neoministro Alessandro Giuli, seduto accanto al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.

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Si parte con l’entusiasmo di Sveva Alviti e i premi di Venice Immersive

“Finalmente il momento che tutti aspettavamo – ha detto la madrina Sveva Alviti – la parola che più si addice è: entusiasmo per i film della Mostra per il pubblico, gli attori e i registi, e tutti quelli che li aspettavano lì fuori. Grazie a voi che lo avete reso possibile!” Poi inizia la premiazione con i riconoscimenti per Venice Immersive, la sezione di realtà virtuale. Che è andato a Impulse: playing with reality di Barry Gene Murphy e May Abdalla. Premio della giuria a Oto’s planet di Gwanael Francois. Il Gran premio è andato a Ito Meikyu di Boris Labbe.

Lindon e i suoi “figli” sul tappeto rosso della Mostra

Vincent Lindon corre verso il pubblico assiepato sulle transenne per firmare autografi e selfie e scoccare baci sulle guance. è il protagonista del film francese francese Jouer avec le feux delle sorelle registe Delphine Coulin e Muriel Coulin. Lindon si è poi fermato a chiacchierare col maestro spagnolo Lindon è accompagnato dai giovani attori che nel film interpretano i suoi figli: Benjamin Voisin e Stefan Crapon.

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Vamonos Pedro!

Pedro Almodóvar in abito scuro senza cravatta ma con l'inseparabile fratello produttore Agustin è arrivato al Palazzo del cinema, segnale che il suo primo film in lingua inglese La stanza accanto ha vinto qualcosa in questa edizione della Mostra. Dove ha già ricevuto nel 2019 il Leone d'oro alla carriera. Dal pubblico sulle transenne è già ovazione e c'è chi lo incita in spagnolo: Vamonos Pedro!

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C’è la regista italiana Maura Delpero

Tra i primi volti che potrebbero ricevere un riconoscimento questa sera c’è la regista Maura Delpero. Che era in concorso alla Mostra con Vermiglio, storia montana ambientata nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale. La sua presenza sul tappeto rosso fa sperare l’Italia.

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Stefano De Martino è sul red carpet

Sul tappeto rosso della Mostra del cinema anche Stefano De Martino. Nel pieno della popolarità per la trasmissione Affari tuoi.

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Taylor Russell, la protagonista di ‘Bones and all’ di Guadagnino

Tra i primi a sfilare i giurati della giuria che assegna il premio all’Opera prima, c’è anche l’attrice canadese Taylor Russell che due anni fa era a Venezia come protagonista del film di Luca Guadagnino Bones and all.

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La madrina Sveva Alviti, il finale è con la famiglia

Come da tradizione la prima ad apparire sul tappeto rosso è la madrina Sveva Alviti. Che per la serata finale si è fatta accompagnare dai genitori e dalla sorella Sara.

Premi collaterali: alle Giornate degli Autori vince il brasiliano ‘Manas’

Il film vincitore delle Giornate degli Autori è Manas di Marianna Brennand, che punta i riflettori su una provincia sconosciuta del Brasile ambientandovi una storia dal valore universale. Taxi Monamour di Ciro De Caro vince il Premio del Pubblico mentre a guadagnarsi l’Europa Cinemas Venice Label è Alpha dell’olandese Jan-Willem van Ewijk, un thriller d’autore destinato a conquistare anche il grande pubblico europeo.

Kevin Costner: “Il mio western non è un messaggio politico ma un promemoria per il mio paese”

Kevin Costner porta il secondo episodio della sua saga western Horizon dopo aver esordito col primo al festival di Cannes: "Non è un messaggio per il mio paese; è un promemoria per il mio paese di quanto sia stato difficile per le persone intraprendere questo viaggio... Non è un messaggio politico per nessuno. I film ci parlano, e quando le luci si spengono, parlano ai nostri cuori individualmente. Possiamo tutti guardare la stessa cosa al buio, vivremo tutti lo stesso sogno, ma avrà un significato diverso per tutti noi". E poi promette: “Non so come farò a fare il terzo capitolo ma ci riuscirò”.

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