Ci sono dei documentari che dovrebbero – e anche di corsa – essere proiettati nelle scuole, di ogni ordine e grado. Perché mostrano con la semplice potenza delle immagini quanto “fabbricare arte” sia la strategia più efficacie per disinnescare intolleranza e violenza, per amplificare il senso di comunità e di civismo. Appartiene a questo genere di lavori cinematografici Il cannone della pace, il documentario di Paolo Bianchini che andrà in onda oggi, 20 settembre, alle 16 su Rai3. Poi basterà cercarlo su RaiPlay.
Il “cannone” del titolo evoca dimensioni tutt’altro che belligeranti. Si tratta di un violino e di un violino passato alla storia perché era quello su cui scivolavano le dita di Paganini, quello costruito dalle mani di Guarnieri. L’apparente paradosso: uno strumento musicale con il nome di un'arma per raccontare come la musica possa di abbracciare le contraddizioni umane e della società, e come possa ricomporle nell'armonia delle note. “Lavorando e girando ho avuto la sensazione di soffiare una bolla di sapone sul mondo: di poter regalare un attimo di meraviglia e di sospensione dai tanti conflitti, politici e personali, che ci assillano”, ci dice Bianchini.
“Il cannone della pace” - prodotto da Alveare Cinema in collaborazione con Rai Documentari la sezione diretta da Fabrizio Zappi - tiene insieme diverse storie legate alla musica e alla pace. Lunghe carrellate sulle dita sapienti di un liutaio che inizia la costruzione di una copia del violino di Paganini, utilizzando gli stessi strumenti usati nel 1700. Mondadori che ha istituito un laboratorio di liuteria in una prigione per creare violini dal legno delle barche di migranti naufragate al largo di Lampedusa. Vito Mancuso che regala parole su quanto la musica sia uno dei codici migliori per decifrare l’enigma del cosmo.
E poi il suono del violoncello di Mario Brunello, Renzo Arbore che suggerisce come la musica sia, o dovrebbe essere, sinonimo di fratellanza. Su tutte la storia della scuola di musica fondata al Teatro Massimo di Palermo per educare i giovani alla musica e il racconto in prima persona di uno dei suoi allievi migliori, il giovanissimo violinista Samuele Palumbo. Il documentario si conclude con l'esecuzione del quarto movimento del 2° concerto di Paganini per violino e orchestra in un flash mob nella piazza del teatro palermitano.
La vita de “Il cannone di Paganini” non finisce con la messa in onda per la Rai. Il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace. in tante città del mondo (New York compresa) il documentario sarà trasmesso in streaming. L’obiettivo è quello di da r vita a numerosi interventi e chissà, fare il primo passo verso una rete globale per la Pace. A partire dal suono di un violino. Una bolla di sapone da custodire.