Spettacoli

Mia Farrow compie 80 anni: il cinema, gli amori, le battaglie e Woody Allen

Mia Farrow compie 80 anni: il cinema, gli amori, le battaglie e Woody Allen

L’attrice, protagonista di film che sono entrati nella storia come “Rosemary’s baby” e “Hannah e le sue sorelle” festeggia con i figli un importante compleanno

4 minuti di lettura

Nella sua vita, arrivata oggi a 80 anni, c’è stato di tutto: l’infanzia in una famiglia molto cattolica, un mese in un polmone d’acciaio, una fantasia senza limiti, la passione per la recitazione che l’ha portata giovanissima – e bellissima – al cinema.


Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui


Una serie di storie d’amore, il tormentato legame con Woody Allen con tanto di accuse gravissime e cause legali che solo in tempi recenti (ormai entrambi ottuagenari) sembra aver preso una piega più tranquilla, quattordici figli tra biologici e adottati - neppure Angelina Jolie è arrivata a tanto. Mia Farrow compie 80 anni e festeggia su Bluesky, dopo essere fuggita da X per protesta contro Musk e Trump postando una foto con tutti i figli (che poi però ha scelto di rimuovere).

Nata in una famiglia cattolicissima da padre australiano regista e madre attrice irlandese, Maria de Lourdes Villiers Farrow è solo una dei sette figli cresciuti a Beverly Hills. Piena di curiosità e fantasia, con uno spiccato senso dell’eccentrico (amava giocare con il sangue finto e i pugnali), a otto anni viene colpita dalla poliomielite ed è costretta all’isolamento. Un’esperienza che la segnerà per sempre, come ha spesso raccontato. Per un periodo la famiglia si trasferì in Europa dove il padre girava film in cui Mia fece alcune apparizioni. Poi, insieme alla sorella Prudence, venne mandata a studiare nel Surrey. A sedici anni tornò in California, il rapporto tra i genitori era in crisi, il padre alcolizzato e a tratti violento. Così la madre si trasferì a New York e cominciò a recitare a Broadway e la stessa Mia, dopo la morte improvvisa del padre, a diciassette anni fu costretta a cominciare a lavorare.

Con Polansky sul set di Rosemary's baby
Con Polansky sul set di Rosemary's baby 

Un po’ di ingaggi da modella, un po’ di teatro, i primi ruoli cinematografici negli anni Sessanta, la popolarità per Farrow arriva con la soap opera di successo Peyton Place, in cui interpreta l'ingenua Allison MacKenzie. Poi l’incontro con Frank Sinatra, lei 19 anni, lui 50. “Era bellissimo – ha ricordato l’attrice – c’è chi dice che cercassi una figura paterna, ma c’è sempre di peggio, no? L’ho conosciuto che avevo appena iniziato a recitare in Peyton Place, stavamo insieme da tre anni quando ci siamo sposati. Il primo incontro fu per un film che aveva fatto, mi invitò a vederlo, non ricordo assolutamente niente del film ma per tutto il tempo ci siamo tenuti la mano. E poi mi ha chiesto: vieni a Palm Spring con me? Ho qui il mio aereo. Gli ho risposto che non potevo, non avevo il pigiama e a casa avevo un gatto che mi aspettava. E allora mi ha detto che il giorno dopo avrebbe mandato l’aereo per me e il gatto”. Così il giorno dopo si è presentata, lei, il gatto e quattro scatole di croccantini, “avevo il gatto in grembo, lui lo ha messo per terra e ci siamo dati il primo bacio”.

Con Roman Polanski e Sharon Tate alla prima a Cannes di Rosemary's baby, nel 1968
Con Roman Polanski e Sharon Tate alla prima a Cannes di Rosemary's baby, nel 1968 

Per Mia Farrow il primo ruolo da protagonista è nell’horror Rosemary's Baby (1968) di Roman Polanski, grandissimo successo di critica e commerciale, considerato un classico del genere e nominato il secondo miglior film horror di tutti i tempi (dopo Psycho) da The Guardian nel 2010. Racconta le vicende di una sposina che dopo essersi trasferita con il marito, attore di Broadway, in uno storico palazzo di New York (il Dakota di Manhattan che anni dopo sarà location dell’assassinio di John Lennon) fa la conoscenza con una coppia di inquietanti vicini, i Castevet. E quando Rosemary annuncia di aspettare un bambino la coppia la convince a cambiare ginecologo. Per la sua interpretazione della sinistra Minnie Castevet l'attrice Ruth Gordon vinse un Oscar e un Golden Globe come miglior attrice non protagonista. Sinatra avrebbe voluto che la moglie lasciasse il cinema, cosa che per un po’ fece, arrivò a farla sostituire in un paio di produzioni e ad un certo punto le fece consegnare sul set i documenti del divorzio. I due rimasero comunque amici fino alla morte di lui nel 1988.

Due anni dopo Mia era sposata con il musicista e direttore d’orchestra francese André Previn con cui ebbe due gemelli, Matthew e Sascha, il 26 febbraio 1970; quattro anni dopo ebbero un altro figlio, Fletcher. Con Previn, Farrow adottò due bambine di origini vietnamite, Lark (nata il 15 febbraio 1973) e Summer (nata il 6 ottobre 1974), e la piccola sudcoreana Soon-Yi, che sarebbe poi diventata la moglie di Woody Allen molti anni dopo. Negli anni Settanta l’attrice lavora molto in teatro, compare in qualche film come Il grande Gatsby con Robert Redford in cui è Daisy, in Un matrimonio di Robert Altman, nel 1979 divorzia da Previn.

E arriva l’incontro con Woody Allen. Gli anni Ottanta sono tutti segnati dalla relazione personale e professionale con il regista di Manhattan. Insieme realizzano tredici film, il primo è Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982) l'ultimo Mariti e mogli (1992) in mezzo c’è La rosa purpurea del Cairo, Hannah e le sue sorelle. Che ottenne un ottimo riscontro sia di botteghino che di critica. L’ultimo film della coppia sembra affrontare il tema che la coppia dovrà vivere nel giro di pochi mesi: Jack e Sally stanno per divorziare e chiedono aiuto a una coppia di amici, Gabe e Judy. Dopo avere sperimentato avventure extraconiugali, il loro progetto di divorzio rientra, ma paradossalmente alla fine del film sono Gabe e Judy a decidere di separarsi. Gabe è Woody e Judy è Mia. All’uscita del film i due erano già separati e Allen aveva intrapreso una relazione con la figlia adottiva di Mia. Questo strappo non venne mai più ricucito ed ebbe un ulteriore drammatico sviluppo quando nel’92 l’attrice denunciò Allen di aver molestato la loro figlia Dylan. Le accuse non vennero mai dimostrate, il regista si è detto sempre innocente anche quando la figlia è tornata, in seguito al Metoo, a ribadire la sua versione.

Con la fine del sodalizio con Allen anche la carriera di Farrow rallentò. Negli anni Novanta e Duemila ha fatto ancora delle partecipazioni ma invecchiando si è concentrata principalmente sull’impegno civile e per l’ambiente, Il suo terzo viaggio in Darfur è avvenuto nel 2007, con una troupe cinematografica impegnata nella realizzazione del documentario On our watch. La rivista Time l'ha nominata una delle persone più influenti al mondo. Il suo ultimo impegno d'attrice è stata la serie Netflix The watcher, un thriller ambientato in una casa da sogni, che si rivela per la famiglia che la abita un incubo di lettere minacciose, strani vicini e sinistre minacce.

I commenti dei lettori