Spettacoli

Marion Cotillard: “Il successo? Una torre di ghiaccio. Io non sono quell’immagine distorta”

Marion Cotillard: “Il successo? Una torre di ghiaccio. Io non sono quell’immagine distorta”

La diva francese porta a Berlino la sua Regina delle nevi nel film in gara di Lucile Hadžihalilovi?, “La tour de glace”, che rilegge la favola di Anderson

2 minuti di lettura

Berlino – La diva di Francia Marion Cotillard porta alla Berlinale la sua Regina di Ghiaccio: “La mia immagine pubblica è come i riflessi distorti catturati dalla telecamera del film, staccata dalla realtà. La mia vera personalità è molto diversa dalla percezione del pubblico.


Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui


Il grande pubblico ha sempre inventato le vite di attori che non ha mai incontrato”. La tour de glace è bastato su una fiaba di Hans Christian Andersen, La regina delle nevi, lo firma la regista francese Lucile Hadžihalilovi?, ed è uno dei 19 film in competizione per il primo premio dell'Orso d'Oro. In Italia uscirà con Movies Inspired.

Nella storia, ambientata nella Parigi degli anni Settanta, Cotillard interpreta l’enigmatica attrice Cristina, che sta girando un adattamento cinematografico della fiaba di Hans Christian Andersen. Nel frattempo, il personaggio interpretato dall’esordiente Clare Pacini, Jeanne, un’orfana adolescente in fuga, si rifugia nello studio in cui si sta girando il film e cade sotto l’incantesimo di Cristina. L’affetto ricambiato, però, rivela di avere un costo.

Nel racconto, La regina delle nevi ha uno specchio maledetto che distorce l’aspetto di tutto ciò che riflette, mostrando solo gli aspetti peggiori. Nella versione di Hadžihalilovi?, ambientata nella Parigi degli anni Settanta, lo specchio è sostituito da un obiettivo della macchina fotografica che viene utilizzato per girare La regina delle nevi, con protagonista la bella ma distaccata Cristina di Cotillard.

“Ho amato ciò che Lucile aveva tratto dalla fiaba di Andersen. Mi ha incuriosito il fatto che lei prende lo specchio e lo sostituisce con una macchina fotografica. La dice lunga sul mondo in cui viviamo oggi. L’ho trovato molto profondo". L’attrice è sposata da molti anni con il collega attore e regista Guillaume Canet, considerato uno degli uomini più affascinanti di Francia. E anche lui ci aveva confessato, nell’intervista fatta a Parigi per il film Le occasioni dell’amore, quanto possa essere difficile interagire con il pubblico salvaguardando la tua privacy e quella della tua famiglia.

(reuters)

"A volte”, ha confessato l’attrice francese, premio Oscar nel 2008 per La vie en rose, “ti senti come se fossi riuscita a vivere con te stessa, ad amarti. E poi ci sono le ricadute, perché succede qualcosa nella tua vita che ti fa guardare di nuovo te stesso con giudizio e durezza. E per quanto tu cerchi di proteggerti il più possibile da quella percezione, a volte ti feriscono ancora. Che si tratti di feedback positivi o negativi, è sempre… uno specchio, uno specchio totalmente distorto.”

La favola La regina delle nevi ha anche ispirato la saga di cartoni animati Frozen, ma Marion Cotillard ha detto di aver conosciuto la fiaba originale di Andersen solo molto più tardi nella vita. “Mi ci è voluto un po’ per rendermi conto che il film Disney era molto, molto lontano dalla narrazione originale.”Il film parla del rapporto tra la star e la giovane che la idolatra, fino a diventarne rivale.

A proposito della sua preparazione per il ruolo dell’attrice Cristina, Cotillard ha detto: “Ho inventato storie, rivalità con gli attori, fallimenti e flop. Ho inventato il suo declino, in un certo senso.” Ha aggiunto: “Interpreto figure misteriose, quindi voglio vedere quel mistero con i miei occhi. Non voglio scoprire tutto, voglio essere sorpresa dalle reazioni nel corso delle riprese. Mi lascio trasportare da ciò che mi circonda in un determinato giorno, comprese le interazioni degli altri attori.”

A proposito della sfida di interpretare un’attrice che interpreta lei stessa un’attrice all’interno del film, Cotillard ragiona: “Film nel film, immagini nell’immagine, avere questa donna che si guarda attraverso l’immagine di lei che viene filmata, e anche attraverso questa giovane ragazza… scatole dentro scatole”.

I commenti dei lettori