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A Berlino le favole diventano body horror: da Cenerentola alla Regina delle nevi

A Berlino le favole diventano body horror: da Cenerentola alla Regina delle nevi

Il film con protagonista Marion Cotillard e “The Ugly Stepsister” sulla sorellastra brutta, mentre la Cenerentola di Demi Moore corre agli Oscar

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BERLINO – Demi Moore è la “mostruosa”, umanissima Cenerentola che vuole andare al ballo in The Substance della francese Coralie Fargeat, l’unica regista in corsa agli Oscar. Ma la rilettura delle favole in modo sovversivo, ribaltando gli stereotipi e cambiando la prospettiva, appartiene anche a due film presentati alla Berlinale, La tour de glace, con la regina delle nevi Marion Cotillard, e The Ugly Stepsister, dedicato alla sorellastra brutta di Cenerentola.


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È un horror selvaggio e pieno di fantasia che arriva dritto dalla Norvegia e racconta la feroce rivalità tra due sorellastre: una bellissima, Agnese, e l’altra considerata brutta, Elvira. Il body horror è spesso uno studio sui contrasti di bellezza e subito Elvira e Agnese si presentano come nemesi: Elvira brama l’eleganza della sua sorellastra. Le sorelle e la madre si sono ritrovate sole dopo che il padre è morto improvvisamente a tavola, e loro hanno scoperto di essere in miseria. Le due figlie sono quindi costrette a entrare nella contesa che si tiene al ballo del re, dove il principe Julian (Isac Calmroth) sceglierà una ragazza fortunata come sua principessa.

A parte alcune scelte necessarie per lo scambio di genere, Emile Blichfeldt si avvicina molto alla forma della storia originale dei fratelli Grimm in modi che tanto inevitabili quanto prevedibili, mentre Elvira subisce trasformazioni per il grande ballo. Ma il regista arricchisce una storia ben collaudata con un sacco di scene di body horror divertenti. La ricerca ossessiva della bellezza di Elvira la porta su un percorso grottesco e trasformativo (del resto in una versione della favola di Grimm la sorellastra si tagliava gli alluci pur di far entrare i piedi nelle preziose scarpette) mettendo in discussione l’idea stessa di desiderabilità. Il body horror è anche qui usato per esplorare gli estremi che si possono toccare e sopportare pur di essere accettati dalla società. Una rivisitazione oscura, divertente e contorta della storia di Cenerentola, in cui la regista Emile Blichfeldt intreccia gli elementi per creare un’opera esteticamente nostalgica. In cui tutto, dagli abiti ai tavoli da banchetto, ai castelli e agli aspiranti re marci e biliosi, rimanda a un B-movie degli anni ’80. Un’estetica che rovina per sempre la nostra visione sognante di castelli fiabeschi, principi ed eroine romantiche.

La tour de glace è basato su una fiaba di Hans Christian Andersen, La regina delle nevi. Lo firma la regista francese Lucile Hadžihalilovi? ed è uno dei 19 film in competizione per il primo premio dell’Orso d’Oro. In Italia uscirà con Movies Inspired. Nel racconto, La regina delle nevi ha uno specchio maledetto che distorce l’aspetto di tutto ciò che riflette, mostrando solo gli aspetti peggiori. Nella versione di Hadžihalilovi?, ambientata nella Parigi degli anni ’70, lo specchio è sostituito da un obiettivo della macchina fotografica che viene utilizzato per girare La regina delle nevi, con protagonista la bella ma distaccata Cristina di Cotillard.

Nella storia, ambientata nella Parigi degli anni ‘70, Cotillard interpreta l’enigmatica attrice Cristina, che sta girando un adattamento cinematografico della fiaba di Hans Christian Andersen. Nel frattempo, il personaggio interpretato dall’esordiente Clare Pacini, Jeanne, un’orfana adolescente in fuga, si rifugia nello studio in cui si sta girando il film e cade sotto l’incantesimo di Cristina. L’affetto ricambiato, però, rivela di avere un costo. “Ho amato ciò che Lucile aveva tratto dalla fiaba di Andersen. Mi ha incuriosito il fatto che lei prende lo specchio e lo sostituisce con una macchina fotografica. La dice lunga sul mondo in cui viviamo oggi. L’ho trovato molto profondo. A volte”, ha confessato l’attrice francese, premio Oscar nel 2008 per La vie en rose, “ti senti come se fossi riuscita a vivere con te stessa, ad amarti. E poi ci sono le ricadute, perché succede qualcosa nella tua vita che ti fa guardare di nuovo te stesso con giudizio e durezza. E per quanto tu cerchi di proteggerti il più possibile da quella percezione, a volte ti feriscono ancora. Che si tratti di feedback positivi o negativi, è sempre… uno specchio, uno specchio totalmente distorto".

(reuters)

La favola La regina delle nevi ha anche ispirato la saga di cartoni animati Frozen, ma Marion Cotillard ha detto di aver conosciuto la fiaba originale di Andersen solo molto più tardi nella vita. “Mi ci è voluto un po’ per rendermi conto che il film Disney era molto, molto lontano dalla narrazione originale". Il film parla del rapporto tra la star e la giovane che la idolatra, fino a diventarne rivale. Parlando della sua preparazione per il ruolo dell’attrice Cristina, Cotillard ha detto: “Ho inventato storie, rivalità con gli attori, fallimenti e flop. Ho inventato il suo declino, in un certo senso”. Ha aggiunto: “Interpreto figure misteriose, quindi voglio vedere quel mistero con i miei occhi. Non voglio scoprire tutto, voglio essere sorpresa dalle reazioni nel corso delle riprese. Mi lascio trasportare da ciò che mi circonda in un determinato giorno, comprese le interazioni degli altri attori”.

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