Per la serie “fuori l’autore!”, partiamo dal regista. Guan Hu ha 56 anni ed è uno dei più importanti cineasti cinesi della Sesta Generazione: più giovani di autori ormai famosi come Zhang Yimou e Chen Kaige, si distinguono per uno stile ruvido, meno classico, più “digitale”.
Nel 2020 Guan ha fatto il botto con Gli 800, kolossal bellico intriso di nazionalismo che ricostruisce un famoso episodio della guerra contro i giapponesi, nel 1937: inizialmente discusso, ha poi incassato in Cina mezzo miliardo di dollari. Black Dog è diversissimo: girato nell’estremo Nord-Ovest della Cina, ai margini del deserto del Gobi, racconta una storia di emarginati. Siamo nel 2008 e tutto il Paese deve “ripulirsi” in vista delle Olimpiadi. Lang Yonghui, un giovane appena uscito di prigione, ritorna nella sua città dopo dieci anni trovandola semi-abbandonata. Trova lavoro come accalappiacani: i randagi sono un flagello, e ogni mezzo per eliminarli è lecito, ma Lang si commuove per il destino di un cane ner…
Per la serie “fuori l’autore!”, partiamo dal regista. Guan Hu ha 56 anni ed è uno dei più importanti cineasti cinesi della Sesta Generazione: più giovani di autori ormai famosi come Zhang Yimou e Chen Kaige, si distinguono per uno stile ruvido, meno classico, più “digitale”.
Nel 2020 Guan ha fatto il botto con Gli 800, kolossal bellico intriso di nazionalismo che ricostruisce un famoso episodio della guerra contro i giapponesi, nel 1937: inizialmente discusso, ha poi incassato in Cina mezzo miliardo di dollari. Black Dog è diversissimo: girato nell’estremo Nord-Ovest della Cina, ai margini del deserto del Gobi, racconta una storia di emarginati. Siamo nel 2008 e tutto il Paese deve “ripulirsi” in vista delle Olimpiadi. Lang Yonghui, un giovane appena uscito di prigione, ritorna nella sua città dopo dieci anni trovandola semi-abbandonata. Trova lavoro come accalappiacani: i randagi sono un flagello, e ogni mezzo per eliminarli è lecito, ma Lang si commuove per il destino di un cane nero e magro come un chiodo, che tutti credono rabbioso. Per accudirlo si metterà contro mezza città…
Il semplice racconto della trama non rende giustizia a un film che è prima di tutto uno studio sul paesaggio: sia gli esterni desertici degni di un western, sia la città diroccata che ricorda Cernobyl danno vita a inquadrature di una bellezza e di una forza qua e là sconvolgenti. Nel finale un pezzo dei Pink Floyd – Mother, tratto da The Wall parla di isolamento e di repressione – regala una marcia in più a una sequenza, quella degli animali liberati dallo zoo, davvero straniante. Black Dog racconta una strana alleanza, fra uomini disperati e animali vagabondi che uniti lottano contro un potere invisibile e alienante. Premiato a Cannes 2024, film da non perdere.
Black dog
Regia di Guan Hu
Voto: quattro stelle su cinque