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“Thunderbolts” vola al botteghino: gli antieroi tornano a riempire le sale

Yelena Belova (Florence Pugh) e John Walker (Wyatt Russell)

 

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A sorpresa, l’universo dei supereroi riparte da questo film con due milioni di euro in tre giorni incassati in Italia e previsioni che parlano di 165 milioni di dollari globali nel weekend
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ROMA – Un’assassina depressa e una banda di disadattati: si chiamano Thunderbolts* e l’asterisco del titolo ne certifica l’indecisione, persino sul nome.


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A sorpresa, l’universo dei supereroi riparte da qui, da Florence Pugh — figlia del cinema d’autore, Lady Macbeth, Dune — e dal gruppo di antieroi che sta portando a casa la missione che si è rivelata impossibile per gli ultimi titoli Marvel-Disney: quella del box office. Due milioni di euro in tre giorni incassati in Italia, previsioni di 165 milioni di dollari globali nel weekend, un gradimento della critica dell’88% su Rotten Tomatoes.

Quando Avengers-Endgame è uscito, nel 2019, si è chiusa un’era lunga ventidue film, un pilastro di miliardi su cui si sono poggiate anche le sorti dei multisala del mondo. Persino l’estate di “Barbenheimer” da miliardi di dollari ha toccato quei numeri non solo grazie al tandem Gerwig-Nolan, ma…

ROMA – Un’assassina depressa e una banda di disadattati: si chiamano Thunderbolts* e l’asterisco del titolo ne certifica l’indecisione, persino sul nome.


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A sorpresa, l’universo dei supereroi riparte da qui, da Florence Pugh — figlia del cinema d’autore, Lady Macbeth, Dune — e dal gruppo di antieroi che sta portando a casa la missione che si è rivelata impossibile per gli ultimi titoli Marvel-Disney: quella del box office. Due milioni di euro in tre giorni incassati in Italia, previsioni di 165 milioni di dollari globali nel weekend, un gradimento della critica dell’88% su Rotten Tomatoes.

Quando Avengers-Endgame è uscito, nel 2019, si è chiusa un’era lunga ventidue film, un pilastro di miliardi su cui si sono poggiate anche le sorti dei multisala del mondo. Persino l’estate di “Barbenheimer” da miliardi di dollari ha toccato quei numeri non solo grazie al tandem Gerwig-Nolan, ma anche per I guardiani della Galassia e Spider-Man. Il successo di Thunderbolts* conferma che ad andare bene oggi sono i titoli più laterali e diversi dalla saga tradizionale e aiuta il fatto che poggi sulle solide interpretazioni degli attori. Pugh-Vedova Nera, che ha festeggiato su Instagram il buon avvio, ha lavorato al personaggio di Yelena in profondità, trasformando lo spettacolare lancio d’apertura dall’edificio più alto in una metafora esistenziale: «È una giovane donna che cammina sul filo sottile tra forza e disperazione, slancio vitale e desiderio di abbandono, dopo aver perso tutto, sua sorella, la sua famiglia. Si mette in situazioni in cui spera di morire, non indossa un costume da eroina ma una vecchia tuta da ginnastica», racconta. E poi c’è il Soldato d’inverno, Sebastian Stan, che per l’interpretazione del giovane Donald Trump in The apprentice ha ricevuto una candidatura agli Oscar.

Che da Thunderbolts* si possa ripartire lo hanno intuito i protagonisti di Avengers: Doomsday infatti si schierano in appoggio ai colleghi antieroi protagonisti storici come Chris Hemsworth e Robert Downey Jr (non più Iron man, ma perfido Dottor Destino).

Da qui, soprattutto, parte la rincorsa dei blockbuster dell’estate 2025: si spera in un record da pre-pandemia. Mission impossible, Jurassic Park, certo. Ma soprattutto i Fantastici quattro, che s’affida al carisma di divi adulti come Pedro Pascal e Vanessa Kirby. Senza dimenticare il triplo salto mortale del Superman di James Gunn, la prima pietra su cui il regista de I Guardiani della Galassia conta di ricostruire l’universo cinematografico DC: liquidati gli eroi di Zack Snyder (Gal Gadot, Ben Affleck, Henry Cavill), oggi per l’uomo d’acciaio, Lois Lane e Luthor hanno i volti di David Corenswet, Rachel Brosnahan e Nicholas Hoult.

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