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Brad Pitt in “F1”, il campione ritrovato

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Il film di Joseph Kosinski racconta la storia di un ex campione che torna nel giro per aiutare il vecchio amico-rivale Javier Bardem
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Segnatevi questo nome: Stephen Mirrione. È un montatore. Ha vinto un Oscar nel 2001 per Traffic di Steven Soderbergh e se non ne vincerà un altro per F1 ci si dovrà incatenare ai cancelli di Hollywood. I primi minuti del film sull’automobilismo voluto da Brad Pitt (e co-prodotto dal pilota, ora Ferrari, Lewis Hamilton) sono una masterclass su come si fa partire una trama avvincente “appoggiandosi” integralmente su una bomba rock come Whole Lotta Love dei Led Zeppelin.

Dopo una simile partenza F1 non rallenta quasi mai. Girato nei veri circuiti, con Hamilton e altri piloti che si prestano a rapidi cammei, è degno di classici come Grand Prix di Frankenheimer o La 24 ore di Le Mans con Steve McQueen.

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Brad Pitt è un ex campione che si è perso dopo un incidente di trent’anni prima, vive in un camper e torna nel giro per aiutare il vecchio amico-rivale Javier Bardem, proprietario della scuderia …

Segnatevi questo nome: Stephen Mirrione. È un montatore. Ha vinto un Oscar nel 2001 per Traffic di Steven Soderbergh e se non ne vincerà un altro per F1 ci si dovrà incatenare ai cancelli di Hollywood. I primi minuti del film sull’automobilismo voluto da Brad Pitt (e co-prodotto dal pilota, ora Ferrari, Lewis Hamilton) sono una masterclass su come si fa partire una trama avvincente “appoggiandosi” integralmente su una bomba rock come Whole Lotta Love dei Led Zeppelin.

Dopo una simile partenza F1 non rallenta quasi mai. Girato nei veri circuiti, con Hamilton e altri piloti che si prestano a rapidi cammei, è degno di classici come Grand Prix di Frankenheimer o La 24 ore di Le Mans con Steve McQueen.

(reuters)

Brad Pitt è un ex campione che si è perso dopo un incidente di trent’anni prima, vive in un camper e torna nel giro per aiutare il vecchio amico-rivale Javier Bardem, proprietario della scuderia più sfigata della Formula 1. Nessuno potrebbe guidare una F1 di oggi dopo i cinquant’anni: nessuno, tranne Brad Pitt, che fa anche da balia all’astro nascente interpretato da Damson Idris. Un astro ovviamente nero, afro-britannico come il co-produttore Hamilton. Sapientemente costruito su tutti i cliché del genere, F1 ti acchiappa grazie alla maestria delle riprese in gara e al carisma di Pitt, che rende credibile persino la trama più improbabile del millennio. Molto, ma molto divertente.

F1

Regia di Joseph Kosinski

3 stelle su 5

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